IL VENDICATORE

SENZA LIMITI

Cosa??? Dolph Lundgren nei panni del Punitore? Impossibile...
Questo epocale tributo, antecedente i recenti adattamenti, vede l'ipertrofico mascellone calarsi nel vigilantes Marvel più amato... il risultato, come solito aspettarsi, sarà in grado di scontentare sia i fan del fumetto che i neofiti, regalando però, agli amanti del disastro cinematografico, paradossali sparatorie e mirabolanti inseguimenti.
Preparatevi alla catastrofe totale!

THE PUNISHER - IL VENDICATORE - 1989
Australia/USA - 89'
REGIA: Mark Goldblatt
SCRITTO DA: Boaz Yakin 
CON: Dolph Lundgren (Frank Castle), Louis Gossett jr (Jake Berkowitz), Jeroen Krabbé (Gianni Franco), Kim Miyori (Lady Tanaka)

IN BREVE

Frank Castle è "il Vendicatore", un ex poliziotto a cui hanno ucciso la famiglia con un'autobomba. La sua casa è ora la fogna, mentre la sua missione è combattere la criminalità, sempre accompagnato dal fidato amico clochard e dal suo inseparabile chopper.

RECENSIONE

Le trasposizioni cinematografiche del famoso fumetto "The Punisher" non hanno mai goduto di molta fortuna. Recentemente, ci torna alla mente il filmetto per famiglie con l'inadeguato John Travolta nei panni del villain, poi il trascurabile quanto penoso "Punisher Warzone" con protagonista un manichino imbacuccato di cui nessuno ricorda il nome. Niente a che vedere con Garth Ennis, insomma.

Pochi sono a conoscenza, invece, dell'esistenza di questa pellicola datata 1989, che vede tra le sue fila il mitico Dolph Lundgren nei panni di Frank Castle, in quello che certamente rappresenta il capitolo più bizzarro della menzionata saga, perlomeno per via delle parti in causa nonché per le spassose e roboanti situazioni spesso ricreate.


Il pretesto segue un canovaccio piuttosto scontato: nel bel mezzo della faida tra mafiosi italo-americani e la Yakuza giapponese, irrompe tronfio il muscoloso burattino dalla mandibola marmorea.
 Vestito di pura pelle, corredato di barba incolta dipinta col carboncino e, soprattutto, privo della distintiva t-shirt con teschio, egli scorrazza imperturbabile col suo chopper su e giù per le fogne, degnandosi, a scadenze regolari, di rompere le uova nel paniere ai malviventi in questione.

Già accecato dalla rabbia per via del conosciuto background (sua moglie e i suoi figli sono stati uccisi con un'autobomba... ma non era una sparatoria? mah), il nostro perderà completamente il senno quando l'amico clochard, artista incompreso, lo informerà del rapimento di alcuni bambini figli di boss malavitosi. Nonostante i non limpidi natali, "I bambini nun se toccano", questo il codice d'onore del Punitore. Il nostro parte lesto alla ricerca del luogo di detenzione, armato fin sopra i denti; silenzioso, letale, legnoso... pronto a scatenare l'inferno su celluloide.

 

Vien da sé che, sin dai primi minuti, il malcapitato spettatore viene catapultato nel paradossale e caotico guazzabuglio scatenato da esplosioni e sparatorie varie. La produzione non ha la minima intenzione di lesinare su sacrificabili nemici saltimbanco e sullo sfoggio di innumerevoli tipologie di armi: stivali con lame affilatissime, shuriken a forma di ricci di mare, pistole, fucili e balestre, con le quali il Punitore fa piazza pulita di uomini, donne, animali e cose. In quella che verrà ricordata come la più lunga sparatoria della storia contro oggetti inanimati, almeno due minuti di pellicola spesi a distruggere tutti gli ornamenti ed i video-poker di una bisca clandestina, mentre la telecamera esalta il suo sguardo bovino durante il dispendio di proiettili. Sempre all'insegna della distruzione totale, memorabile è la battaglia in una casa stile giapponese, dove Castle non si trattiene dal triturare gli innumerevoli muri di carta che separano gli ambienti. Addirittura la cattiva numero uno, la boss della Yakuza, si veste inspiegabilmente da geisha per l'occasione, una trovata da oscar!

 

L'esile trama, costituita al 99% da combattimenti, regala due minuti di svolgimento nell'interazione tra protagonista e detective Berkowitz, interpretato da Louis Gossett Jr, perlomeno ad informarci del passato nella polizia di Frank Castle (sinceramente non ricordavo questo particolare nella biografia del personaggio), un tempo suo amico. Insomma, come avrete capito la coerenza con il fumetto è ben poca... del personaggio, resta solo l'americanissimo giustizialismo repubblicano tipico dei primi anni di pubblicazione. Non c'è da preoccuparsi però, le situazioni ricreate sono talmente ridicole da divertire per tutta la durata della pellicola.

Certo il buon vecchio Dolph sembra in possesso del fisique du role: il problema risiede nelle sue scarse abilità recitative, fatte di smandibolamenti e occhi a pesce palla, il tutto appesantito da una sceneggiatura che lo obbliga a silenzi protratti, che puntualmente culminano in affermazioni prive di contesto. Appeso come un salame ad una corda, sul tavolo della tortura cinese od improvvisato autista di autobus il risultato non cambia: quello che si manifesta dinnanzi i nostri occhi, è un blocco di compensato con gli stivali. Solo un'espressione verrà annoverata negli almanacchi di serie Z, ovvero quella sfoggiata a bordo della fidata moto, con tanto di bocca e palpebre spalancate fino all'inverosimile, in ciò che idealmente abbiamo interpretato come un ictus cerebrale, dal quale a tutt'oggi non è completamente guarito.

 

Sick Matt

 

SCENA MEMORABILE

Mentre seguiamo il guardingo Dolph nella casa degli specchi, magicamente ci ritroviamo teletrasportati al Circo Togni. Allegri malviventi si scapicollano da uno scivolo sparando a più non posso. Una scena così appare degna solo del peggior "Scuola di Polizia"

HO SCOPERTO CHE...

- Un barbone non può resistere al richiamo dell'alcool.
 - Il Punitore è un ex-poliziotto.
 - Il Punitore vive nelle fogne.
 - La famiglia del Punitore è stata uccisa con un'autobomba.
 - Durante una battaglia, vestirsi da geisha può dare un qualche vantaggio.
 - Può rivelarsi utile occultare delle lame nelle scarpe.
 - Sparare da uno scivolo non dà vantaggi alla mira.

CITAZIONI

 

"Vendicatore... ti auguro buona caccia!"

"Cattive notizie: devo pisciare."

"Ogni volta che lui uccide qualcuno, metto una bandierina rossa sul posto."

"Perbacco, perbacco, mi trovo nel sacco, se questo mi prende vi giuro che scappo."

"Fai delle entrate in scena sensazionali... hai mai pensato nella tua vita di darti al teatro."

 

"Che ci può fare un vagabondo come me nelle fogne di questa città meravigliosa?"

"Io punisco solo i colpevoli."

"Ti manda qualcuno?"
"L'uomo Ragno."


"E come cazzo lo definisci uno che ammazza 125 persone?"
"Uno che fa carriera."

VOTO: 8

violenza immotivata: 10

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 3

banalità: 8

umorismo pessimo: 1

errori: 8

illogicità: 4

sonnolenza sviluppata: 6

 

Scrivi commento

Commenti: 0