TUTTI A SQUOLA

AHO', CO' 'STO ROMBO DE' CANNON, C'AVETE ROTTO LI COJON. THZ!

Un gruppo di pazienti sfuggito da un ospedale psichiatrico viene assoldato da PierFrancesco Pingitore per girare un film di protesta. Essi sono Pippo Franco, Bombolo, Gianfranco D'Angelo, Oreste Lionello e Lino Banfi... saranno sufficienti per placare la vostra sete di trash?

TUTTI A SQUOLA - 1979
ITALIA - 87 min
SCRITTO DA: PIERFRANCESCO PINGITORE
REGIA: PIERFRANCESCO PINGITORE 
CON: Pippo Franco (Prof. Pippo Bottini); Laura Troschel; Oreste Lionello, Bombolo

IN BREVE

Pippo Bottini è un professorino timido ed impacciato che, dopo essere stato in galera, si trasforma in Pippo Franco.

RECENSIONE

Pingitore dirige Pippo Franco in questa pellicola dal titolo contenente un simpatico errore ortografico: "Tutti  a Squola". Seguendo un abusato cliché da filmaccio comico italiano, il cineasta costruisce un universo scolastico popolato da individui scapestrati che incarnano i più scontati luoghi comuni anni '80. 
Il mirabolante risultato è una specie di "Dangerous Minds" de noantri, in salsa bagaglino, con il professore Pippo Bottini, interpretato da Pippo Franco (prima di essere stato sostituito dal suo sosia malvagio), che viene dileggiato ed osteggiato dai propri studenti, adolescenti emancipati, cannaioli e "rockettari" ed inquadrato in un esistenza sciatta e routinaria. 
La "squola"  in questione è un istituto da vera serie Z: preside Gianfranco D'Angelo, professore di scienze Oreste Lionello, spacciatore di fiducia Lino Banfi e come bidello, Bombolo. Sebbene questa possa rappresentare la scuola dei sogni per molti adolescenti degli anni ottanta, non lo è certo per i cinefili dal palato fino: la sceneggiatura si presenta come la solita sfilza di tristissimi luoghi comuni, proponendoci una sagra del "già visto, già sentito", in certi frangenti lesivo della dignità umana e soprattutto di quella del genere femminile. 
Gli arzigogolati intrecci riescono a collegare professori, prostitute, femministe, transessuali, studenti e vecchie nazionaliste nostalgiche in un unico inseguibile put pourrì di sketch di vecchia data e sorprendenti coreografie di dubbio gusto. 
Per quanto riguarda l'infimo livello di comicità, la poetica pingitoresca si sviluppa lungo due filoni: quello dello sprezzo nei confronti del genere femminile e quello dell'ironia buzzicona.
Tutta la trama infatti, è centrata attorno allo "scambio di ruoli" fra uomo e donna, per cui la protagonista femminile, convinta sostenitrice dei diritti del gentil sesso, viene continuamente schernita per il suo desiderio di modernità: insomma il massimo divertimento si ha quando lei vuole stare sopra (chi fa l'uomo e chi fa la donna...), quando Pippo Franco prende "la pillola", quando ci sono i ragazzi padre che "come sempre le madri non si sa chi sono" e quando un omosessuale argentino viene definito "lesbica". Quando sembra ormai tutto chiaro, e si è capito che le donne di oggi vogliono a tutti i costi "portare i pantaloni", ecco lo sconvolgente colpo di scena: le stesse donne che inneggiano alla parità dei sessi, si lasciano sedurre dai begli abiti e da un bel corredo e, soprattutto, si attizzano un sacco quando hanno a che fare con gli avanzi di galera, meglio se tatuati e che dicano le parolacce. Insomma le donne di oggi proprio non hanno le idee chiare, e tutti i loro ideali svaniscono di fronte al vestito bianco. Insomma le donne non sono proprio "omini come tutti gli altri".
Da sottolineare anche un divertente siparietto tra magnaccia, prostitute e studenti, i quali si ritrovano a disquisire di tasse, fatture e prestazioni per una ricerca di scienze commissionata da Oreste Lionello.
Ma uno sviluppo narrativo così audace riesce a ricollegarsi alla vecchia ironia all'italiana: pretesto per il suo svolgimento sarà infatti il libro Cuore, citato, parodiato ed abusato per scopi illeciti! A partire dagli studenti in assemblea che ne forniscono una versione "osè" fino a Pippo Franco costretto ad utilizzarne delle copie imbottite di droghe leggere per spacciare nei corridoi...  
A contorno di questo divertente canovaccio, potrete sollazzarvi al seducente incalzare delle battute di Bombolo (thz!), dagli sketch in cui i comici di punta della scena italiana vengono vestiti da scolari "alla Pierino" e cantano delle canzoncine dietro ai banchi in classe e dall'innovativa comicità di Lino Bènfi (che parla modificando la pronuncia di alcune vocali) e Gianfranco D'angelo in un climax che culmina nel momento in cui Pippo Franco deve ballare e cantare al ritmo di una marcetta fascista per il sollazzo delle vecchie zie, che, ovviamente, concluderanno la propria linea narrativa abusando di tutte le droghe contenute nel libro cuore e lanciandosi in un charleston scatenato... 
La ciliegina sulla torta non può però non essere il gran finale in cui Pippo si lancia in una performance acustica trasgressiva in mezzo romanesco, in cui inneggia al fascino del delinquente: non potete perdervi il momento in cui si dimena sul pavimento  "facendo il pesce" accompagnato da una band soprannominata "I killers", che, con tutta sincerità, non si è capito perché siano rimasti lì a suonare invece di porre fine alla triste esistenza dell'attore, tenendo fede al proprio nome. 
Insomma il divertimento è per tutta la famiglia, se non guardate questo film, nel caso contrario invece, munitevi di pastello rosso blu e dipingetevi il volto con colori di guerra, perchè come dice il jingle finale, Pippo Franco "li mette tutti quanti Kappa O!", non penserete mica di scamparla?

 

Erin Warner

 

SCENA MEMORABILE

Ma come "cosa c'è di memorabile in questa scena"? Non state crogiolando di piacere nel vedere le delicate movenze coreutiche di Pippo Franco?

HO SCOPERTO CHE...

- AZZIONE con due Z è più rivoluzionaria.
 - Il libro "Cuore" corrompe le tenere coscienze dei giovani.
 - Le femmine sono state aBBolite.
 - Un'inchiesta sul sesso si fa con un questionario ed una passeggiatrice.
 - La "piccola vedetta lombarda" era Pippo Franco.

CITAZIONI

 

"Ahò l'ha parata cor naso!!"
"Screanzati.. lo dirò ai vostri babbi!"
"Eh bisogna prima saperlo chi sò i nostri babbi"
"A' professo' questi so' tutti fiji de 'na mignotta"
"<<Mignotta>> dal latino <<Mater Ignota>>. E poi dice che il latino non serve"


"A' professo'... ma che te sei perso er culo de scorta?"

"Non ce facci caso, professo'. Oggi co' ste femmine abbolite nun se capisce più niente. Dice che anche mia moglie vo' fa' 'e 'sperienze STRAMATRIMONIALI... ma che vor dì?"

"Santa Marjiuana pura"
"ora pro nobis"
"Santa Cocaina candida"
"ora pro nobis"
"Santa bottiglia Molotov"
"ora pro nobis"
"Santa Barbara degli attentati"
"ora pro nobis"
"Sant'Oppio liberatore"
"ora pro nobis"
"San Filippo analfabeta"
"ora pro nobis"


"Lei, professore, è un alfiere della cultura fuorviante"
"E che vuol dire?"
"E che ne so? Insomma, per dirla in termini pedagogici moderni, lei è uno stronzo!" 


"Ahò co' sto rombo de' cannon, c'avete rotto li cojon"

"Pure l'omini so' donne come tutti l'artri, no?"

"One, two, three... Sia lodato Gesù Cri'"

"Ahò ma chi è 'sto mongoloide?!"

"Io prima non dicevo neanche "fesso", senti mo' << cazzo, figa,minchia, culo, nun me rompe li cojoni, cacca, merda, piscia, prrrrrrr.......>>"

"Non ho ancora capito la differenza che passa dall'unisex al frocio!"

VOTO: 8

violenza immotivata: 4

sesso gratuito: 4

brutti effetti speciali: 1

banalità: 1

umorismo pessimo: 10

errori: 1

illogicità: 6

sonnolenza sviluppata: 1

 

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