TIMEMASTER

NON E' FINITA FINCHE' NON E' FINITA

L'ultimo capolavoro cinematografico di Glickenhaus è un film che sfida le leggi del tempo e dello spazio. Il paradosso grafico che ricreerà sul vostro teleschermo causerà celermente una singolarità gravitazionale, che originerà un buco nero nel vostro salotto. Attenzione ai soprammobili!

TIMEMASTER - 1995
USA - 100'
REGIA: James Glickenhaus
SCRITTO DA: James Glickenhaus
CON: Jesse Cameron-Glickenhaus (Jesse Adams), Pat Morita (Isaiah), Joanna Pacula (Evelyn Adams), Duncan Regeher (Jonathan Adams), Michael Dorn (Chairman)

IN BREVE

I Signori del Tempo si ritrovano in un programma televisivo dove si vincono anni di vita. Per ottenere ciò devono far combattere gli ignari esseri umani nelle varie epoche. Un bambino viaggia nello spazio-tempo per ritrovare suo padre.

RECENSIONE

Ora consulente finanziario, nonché famoso milionario, James Glickenhaus era uno che di film di serie Z se ne intendeva. Purtroppo, nostro malgrado, egli ha abbandonato il mondo del cinema da anni: ormai si dedica solo alle sue dispendiose attività da riccastro. Per nostra fortuna, l'eredità da lui lasciata conta capolavori come "Exterminator" e "Il Massacro degli Innocenti", nonché il qui recensito "Timemaster". Protagonisti della suddetta pellicola, i figli del regista stesso, Jesse Cameron e sorella, presuntuosi bambinetti con la puzza sotto il naso.
Il riassumere l'intricata trama della pellicola in questione pare imprese assai ardua, anche per il trashologo più allenato. La confusione ricreata su celluloide è difatti spinta ai massimi livelli, a ricreare un paradosso temporale impensabile anche per film come "Ritorno al Futuro" e "Donnie Darko". L'unica certezza, è che un discreto numero di individui vengono sballottati avanti ed indietro nel tempo, come guidati da misteriosi esseri, i cosiddetti "Signori del Tempo". Trattasi, per la cronaca, di una sorta di onnipotenti burattinai, che amano sollazzarsi giocando con le vite degli inconsapevoli esseri umani. Tra le loro schiere possono contare personalità come Pat Morita, l'ex maestro Miyagi del film "Karate Kid".  I suddetti "SdT" , in loco di un programma televisivo spaziale, manovrano le persone reali come fossero in un videogame, comodamente seduti su semoventi piattaforme ipertecnologiche. Il premio: il BLU, anni di vita gentilmente offerti in forma di flacone da 500 ml; la punizione: la MORTE. A farne le spese (suo malgrado), il padre di Jesse (non Glinckehaus... ma il padre nella finzione cinematografica), utilizzato come feticcio ad uso e consumo dei cinici esseri, e sfruttato per scontri e battaglie nelle varie epoche.
Come avrete capito, il pretesto per l'apertura di uno strappo crono-spaziale nel teleschermo di casa vostra è servito su un piatto d'argento.

"Tutta la vita è un sogno", parola di Mark Twain: questo il filo conduttore dell'intero lavoro, espediente che permette di condurre lo spettatore tra il sonno e la veglia senza che egli si accorga della differenza. Spesso qualche personaggio attraversa dei portali violacei che si aprono casualmente su nuove ambientazioni. La conseguenza è il teletrasporto in un altro mirabolante scenario: il vecchio west, il futuro post-atomico, il medioevo, la preistoria, la Casa Bianca... tutto fa brodo.

Pat Morita, novello Virgilio extradimensionale, conduce il giovane protagonista attraverso le pieghe del tempo alla ricerca del padre: casco stile NASA sulla testa (in realtà un normale casco da moto), il bambino fluttua nello spazio profondo condividendo il boccaglio con la sorella. Alcune bolle svolazzanti contengono le immagini di famose località, distrutte dal passaggio del bambino; è forse la teoria del caos interpretata con licenza poetica dal folle cineasta?

Jesse se la svolazza felice per quasi tutta la durata della pellicola, dapprima approdando nella casa del vecchio cinese, per poi ritrovarsi al cospetto del Presidente USA, minacciato da un mini-pimer volante che tenta di attivare una bomba atomica sulle note della "Cavalcata delle Valchirie" di Wagner. Ritrova la sorella, poi la mamma, infine il papà... ormai chiunque potrebbe essere imparentato col bambino, e l'impresa di distinguere un personaggio da un altro pare impossibile. Nel mentre, i "Signori del Tempo" smanettano senza pietà sulle loro pedane, portando parallelamente gli eventi a confluire in un disastro ormai privo di nesso logico e di interesse alcuno. Siamo al triste epilogo: dopo una spettacolare battaglia sugli sci, tutto si conclude mestamente, raggelando lo spettatore con la sorpresa dei titoli di coda in quello che sarebbe anche potuto essere il momento clou della sceneggiatura.
Insomma, nessuno ci ha capito niente: il regista, i suoi figli, lo spettatore, il qui presente recensore, il produttore, l'autore, l'addetto agli effetti grafici, l'elettricista. Forse la colpa è nostra, noi poveri stolti, indegni di assistere a cotanta messa in scena... Forse ha fatto bene il Glickenhaus, ad abbandonare il cinema per dedicarsi alla sua collezione di rarissime Ferrari, hobby certamente meno creativo, ma perlomeno esente da interpretazione individuale.
L'unica cosa che ci rimane da fare è riavvolgere il nastro della VHS e riguardare il film dall'inizio, pronti a carpirne i più oscuri segreti. Delego con gioia l'operazione ai certamente più volenterosi lettori.

 

Sick Matt

 

SCENA MEMORABILE

Avete mai visto un frullatore attivare una bomba atomica, dopo un plastico volo sulle note della "Cavalcata delle Valchirie"? No? Troppo facile se il computer fornisce la password segreta!

HO SCOPERTO CHE...

- James Glickenhaus ha abbandonato il cinema, dopo aver messo in pericolo l'intero universo con questo film.
 - Nello spazio profondo serve solo il casco, non la tuta spaziale.
 - Nello spazio è possibile condividere il boccaglio per l'ossigeno.
 - Per controllare gli esseri umani sono necessari: una manovella, un joystick e 4 bottoni.
 - Nel Far West non conoscevano la parola "febbre".
 - La febbre si cura applicando dei tagli.

CITAZIONI

 

"E adesso il gran finale: la distruzione termonucleare!"

"Jesse e sua sorella stanno per diventare orfani: li rimanderemo indietro nel passato"

"Che il gioco cominci"

"Come diceva il gran maestro...<< non è finita, finché non è finita>>"

"Che il gioco cominci" 

"Non vedo niente"
"Perché non devi guardare con il cuore, non con gli occhi"

"Non dimenticare mai quello che ha detto Albert Einsten: per coloro di noi che credono nelle leggi della fisica, la separazione che c'è fra passato, presente e futuro è solo un'illusione"

VOTO: 10

violenza immotivata: 9

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 8

banalità: 1

umorismo pessimo: 3

errori: 4

illogicità: 10

sonnolenza sviluppata: 8

 

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