NELLA TERRA DEI CANNIBALI

CANNIBAL holo CAOS

Qual è l'idea più semplice che potrebbe venire ad un regista? Ovvio: prendere un film già esistente e copiarlo inquadratura per inquadratura. L'unico deterrente è che nessuno giustificherebbe una scelta del genere... ma se il regista in questione è Bruno Mattei...

NELLA TERRA DEI CANNIBALI - NELLA TERRA DELLA MORTE - 2003
ITALIA - 93'
REGIA: Martin Miller (Bruno Mattei)
SCRITTO DA: Bruno Mattei, Giovanni Paolucci
CON: Claudio Morales (Romero), Lou Randall (Lt Wilson), Cindy Matic (Sara), Ydalia Suarez (Vasquez), Silvio Jimenez (Cameron), Santi Larrauri (Kruger)

IN BREVE

Un gruppo di soldati deve ritrovare alcuni ricercatori finiti nelle grinfie dei cannibali.

RECENSIONE

Il mitico Bruno Mattei cerca di riportare in auge il genere "Cannibal", filone tanto in voga negli anni '70, finendo per incappare in un anacronistico pasticcio in salsa amazzonica. Il film qui recensito è il gemello di "Mondo Cannibale", seconda metà del progetto "revival", dove attori e scenografie vengono riciclati in una sorta di 3X2 da discount. L'idea geniale è però ben altra: il riprendere passo passo la trama e le scene del film di Deodato "Cannibal Holocaust", suddividendo casualmente la sceneggiatura in due parti ed andando a ricreare appunto i lungometraggi sopra menzionati.

 

In "Nella Terra dei Cannibali" alcuni militari vengono assoldati per ritrovare dei ricercatori scomparsi nella foresta amazzonica, potenzialmente catturati da una tribù di antropofagi. Aiutati dalla guida "Romero", al secolo Claudio Morales, attorucolo modello telenovelas (già protagonista dell'altro episodio), la comitiva si addentra nella fitta giungla, costringendo lo spettatore, per parallelismo, ad addentrarsi nelle confuse maglie della trama. Certo, l'aver spezzettato un film preesistente e l'averne invertito l'ordine degli eventi non è certamente d'aiuto alla continuity, soprattutto se dietro la macchina da presa dirige le danze il Mattei, dominatore caotico nel regno degli zeta-movies.

Non si fa in tempo a sprofondare nel divano, che presto ci ritroviamo a seguire le vicissitudini del gruppetto armato e corredato di indios al seguito, capitanato dal tenente Wilson, anch'egli attore apparentemente improvvisato, nonché tamarro di rara fattura. La missione entra nel vivo, costringendo la truppa allo scontato faccia a faccia con i tanto temuti cannibali. Peccato che essi si presentino più come dei pagliacci da circo che come dei selvaggi, ricoperti da pois fucsia ed intenti a saltellare come dei gibboni allo zoo. Certamente più indaffarati a ciondolare con volto ebete su e giù tra le piante, risultano privi di qualsivoglia tipo di plausibilità, scatenando a più riprese fragorose risate.

 

Il plagio, nel contempo, si dipana con sconvolgente naturalità, riprendendo le principali tappe della matrice di copiatura. Per gli appassionati, sarà facile riconoscere le scene riproposte con mefistofelica intenzione: il villaggio bruciato, l'invito a cena dei cannibali, il ritrovamento dei cadaveri, il bagno nel corso d'acqua. Il tutto miscelato con ritagli di altri film: qualcosa dallo stesso Cannibal Holocaust, un elicottero preso da qualche sconosciuto war movie ed altre amenità in puro Mattei style. L'impresa assume via via le connotazioni della farsa: dopo la prima mezz'ora, nessuno, compreso lo sceneggiatore stesso (ammesso che ve ne sia uno) può tenere le fila del discorso. Il coinvolgimento è il primo a risentirne: mentre Cannibal Holocaust poteva vantare un forte impatto emotivo e visivo, il qui presente lavoro verrebbe al contrario valorizzato dall'aggiunta dell'effetto velocizzato, accompagnato dalla musichetta di Benny Hill come sottolineatura dei momenti di maggiore comicità involontaria.

Tra le altre cose, non si riesce neppure a capire perché gli esploratori siano stati uccisi dai cannibali: forse il regista ha ben pensato che le falle della trama sarebbero state automaticamente colmate dallo spettatore esperto in Cannibal Movie. Addirittura viene utilizzato uno spezzone della sceneggiatura di un altro film (se non sbaglio "Schiave bianche: violenza in Amazzonia) ed inspiegabilmente una delle esploratrici, la figlia del senatore, si trasforma una sorta di Dea adorata dai cannibali, fornendo la motivazione per continuare l'inutile teatrino dell'assurdo. I militari la rapiscono per metterla in salvo, ma la ragazza si ribella senza motivo, dimostrandosi più affezionata ai selvaggi che ai suoi simili. Solo dopo alcune ore decide che è meglio tornare alla civiltà piuttosto di rimanere a bighellonare tra foglie e rami. Salita non si sa come su un elicottero, guarda i suoi ex soccorritori perire con inezia sotto i colpi della malvagia tribù antropofaga, mossa da ignoto istinto maniacale.

 

Per quanto riguarda la parte tecnica, bisogna nostro malgrado ravvisare che neppure la rappresentazione grafica appare ben realizzata. Nessuno dei cadaveri risulta credibile, le scene splatter si rivelano alquanto pacchiane, assieme ai trucchi di scena, il più delle volte rivelati (da vedere la guida con la gamba amputata). Gli attori, dal canto loro, non contribuiscono certamente alla valorizzazione del lavoro; tutti sembrano alle prime armi, palesemente inesperti, per non dire "imbarazzanti".

La troppa foga nel riprendere "fedelmente" le scene del fortunato predecessore, fanno sì che l'intero progetto risulti soltanto un'ignobile farsa atta a spillar soldi. Rimane da chiedersi il perché non sia stata imbastito uno svolgimento originale, magari corredato di maggiore congruenza, piuttosto di questo obbrobrio destinato al fallimento, completamente privo di qualsiasi successione logica degli eventi. Sovviene però alla memoria l'altra mirabolante esperienza copia/incolla partorita dal regista e già recensita in questo sito, ovvero il famigerato "La Tomba", con medesimo risultato, che ci ammonisce sull'inconsistenza della domanda posta.
Insomma, se vi è piaciuto Cannibal Holocaust e desiderate rivederlo fatto peggio, questo è il film che fa per voi.

 

Sick Matt

 

SCENA MEMORABILE

Vasquez, accerchiata dai cannibali, vede ormai la sua morte come certa. Decisa a sacrificarsi, prende due bombe a mano, stacca la sicura e le sbatte violentemente l'una contro l'altra. Al grido di "vaffanculooooo!!!" esplode in mille pezzi.

HO SCOPERTO CHE...

- I cannibali, per far capire le loro buone intenzioni, corrono forsennatamente avanti ed indietro roteando delle lance.
 - Per farsi portare in un cimitero di cannibali, bisogna spogliarsi ed entrare in uno stagno.
 - I cannibali mangiano pietanze con pessimo odore e pessimo sapore.
 - I cannibali hanno una Dea bionda che si dedica all'amore.
 - I cannibali hanno bassa tolleranza alla cocaina.
 - Gli indios non sanno cos'è la fatica.
 - Meglio non sprecare energie per aiutare un cannibale.

CITAZIONI

 

"Qui c'è scritto che ho carta bianca!"
"In Amazzonia, con la sua carta bianca, mio caro tenente, ci si può pulire solo il culo!"

"Ha del fuoco, sergente?"
"Non lo vedi che sto pisciando?"
"Vaffanculo brutto bastardo! Sergente di merda..."

"Che roba è?"
"Si tratta di succo di Kajun, mescolato a farina di manioca e fermentato nel latte di scimmia, ha un pessimo sapore ed un cattivo odore"

"Me-ne-ma... kokao!"

VOTO: 6

violenza immotivata: 8

sesso gratuito: 6

brutti effetti speciali: 8

banalità: 6

umorismo pessimo: 1

errori: 8

illogicità: 8

sonnolenza sviluppata: 8

 

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