IL SOTTILE FASCINO DEL PECCATO

CI-TRULLI!

Vi piacciono le fiamme? Allora potrete soddisfare il vostro bisogno di lingue infuocate con questo italico film, dove i roghi non servono per bruciare le streghe, ma per sponsorizzare un noto accendifuoco... 

IL SOTTILE FASCINO DEL PECCATO  - 2010
ITALIA - 82'
REGIA: Franco Salvia
SCRITTO DA: Franco Salvia; Carmen Trigiante
CON: Carmen Trigiante (Giada); Milena Miconi (Rachele); Gerardo Amato (Fabrizio); Danny Quinn 

IN  BREVE 
Giada torna al paese per i funerali della madre morta suicida: vi trova una combriccola di psicopatici dediti a dei rituali insensati.

RECENSIONE
Quale mistero aleggia fra i trulli della ridente Alberobello? Non ci è dato sapere e non ci sarà dato nemmeno dopo la visione di "Il sottile fascino del peccato", mistery-movie ambientato nella ridente cittadina italica: un pout-pourri di santeria nostrana scritto, diretto e montato da tal Franco Salvia, autoctono cineasta. In realtà sarebbe più corretto parlare di una sottospecie di telenovela de noantri, una specie di brutta puntata di "Un posto a sole" diluita per tirare "la canonica ora e mezza". Anzi, è un esagerazione: in realtà è un fotoromanzo con audio riproduzione... gli "attori", pescati probabilmente ad un casting per modelli di piedi,  sono talmente pessimi da risultare meno espressivi dei bambolotti di Barbie e Ken (quelli tarocchi, però) e sicuramente più bruttini. La loro pessima dote recitativa è accompagnata da un doppiaggio peggiore persino dei playback di "Non è la Rai", che rende ancor più ridicolo e surreale il contesto generale.

 

Carmen Trigiante, smandrappata del tavoliere, è la protagonista: forse più adatta a girare delle pubblicità di reggiseni di quart'ordine, se ne va in giro per le stradine del paesino vestita come mannequin da catalogo di abbigliamento scadente. Accompagnata da un bellimbusto meno espressivo di un pesce lesso, scorrazza qua e la con espressione di sfida, cercando di farci seguire ( o forse no?!?!) una trama totalmente sconnessa - e meno male che se l'è pure scritta lei.

Assieme a questi anonimi bamboccioni, troviamo alcuni nomi di "spicco" del panorama italiano: l'ex "bagaglina" Milena Miconi, che ha probabilmente preso lezioni da Martufello, il "figlio d'arte" Danny Quinn, che è ancora convinto di dovere mungere le vacche come se fosse nella "Fattoria" e Nino Castelnuovo, l'unico con una lunga filmografia, se non altro per la veneranda età - ah e non dimentichiamo Laura Troschel, che ricordiamo con nostalgia in "Tutti a Squola" con Pippo Franco... Si parlava di ben altra caratura.

Cosa combinino insieme questi attori non è chiaro: qualcuno sa fare il malocchio, qualcuno lo toglie, qualcuno fa i tarocchi, qualcun'altro frequenta delle sette sataniche omicide, qualcuno balla la tarantella... il nesso tra questi eventi non c'è: ogni tanto si vede qualche flash a sfondo esoterico, buttato lì fra noiosissimi dialoghi che riguardano il budget di un albergo ed un'eredità.

La vera perla sono le scene di uscita dalla Messa domenicale, probabilmente costituite da vere riprese alle funzioni di paese, che ci mostrano allegri paesani agghindati per le feste.

Tanta, tanta inettitudine per questa pellicola che non riesco neanche a definire delirante, perché ci sarebbe la presunzione di divertimento... e invece no: encefalogramma piatto dal primo all'ultimo minuto, niente suspence, niente tensione... Il climax del thriller è il momento in cui qualcuno si introduce nella camera della protagonista per... puntarle una sveglia alle tre di notte!!! Certo, se qualcuno lo facesse a me, non la passerebbe liscia; ma sceglierlo come soggetto per un film.. beh, è tutta un'altra storia.

Da notare, inoltre, i fantastici costumi: dalle vestaglie di seta con ricamato il bruco-mela  per le messe nere, all'anello da un kilo raffigurante un aspide gigante della Miconi-Rachele, fino all'improbabile pettinatura del viscido Miccolis. Cosa mi ricordo dell'epica visione? Solo qualche fotogramma di tamburelli tristemente abbandonati per le vie del paese a mezzanotte - non centravano proprio niente! Ad un certo punto sembrava quasi che qualcuno sarebbe andato a rapire la protagonista per sottoporla a qualche perverso rituale... ed invece no, forse anche loro se ne sono dimenticati, o magari, in tutto questo piattume, semplicemente non ne hanno avuto voglia.  

SCENA MEMORABILE: 
Perché tutti in questo film devono continuamente accendere il fuoco? Ecco spiegato il motivo: uno dei tanti spot ad un noto combustibile solido...

HO SCOPERTO CHE: 
- Una laurea in psicologia può impedirti di vedere la realtà.
- Il fascino del peccato cancella la linea fra il bene e il male.
- Ad Alberobello si fanno tante messe nere .
- Per far venire a qualcuno il fuoco in testa bisogna bruciargli una ciocca di capelli .
- I tarocchi permettono di vedere il futuro, ma non di prevedere se la polizia ti arresterà.
- Il malocchio si trasmette mediante un sacchetto di iuta con un serpente sopra. 
- Andare in casa di qualcuno e puntargli una sveglia nel cuore della notte è una cosa molto cattiva. 

CITAZIONI: 


"Stanno iniziando..."
"Cosa?"
"I loro riti.... messe nere"
"Sì! e riti vudù"!

 "Una laurea in psicologia non ti permette di possedere la verità assoluta"

"Non chiederti mai cosa c'è dietro una porta chiusa... le sorprese possono avere un sapore amaro"

 

"Cos'hai Giada?"
"Non lo so... non lo so... Avevo il fuoco in testa"

"Sai cosa sei tu? Una vipera... una vipera in un covo di vipere"


"Il fascino del peccato cancella quella linea impercettibile che c'è tra il bene e il male"

 

VOTO: 2

violenza immotivata: 4

sesso gratuito: 6

brutti effetti speciali: 2

banalità: 8

umorismo pessimo: 2

errori: 5

illogicità: 7

sonnolenza sviluppata: 9

 

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