SHOCKWAVE

INTELLIGENZA (?) ARTIFICIALE

La vita su di un atollo in mezzo all'oceano non deve essere molto interessante se perfino due robot assassini concepiti come arma definitiva dall'esercito americano, cercano di distruggere tutto e tutti pur di fuggirne. Il risultato è questo film ricco di effetti speciali di pessima fattura e di battute talmente scontate da sembrare scritte da uno sceneggiatore di soap opera. Decisamente uno di quei film da non portare su un isola deserta.

SHOCKWAVE, L'ATTACCO DEI DROIDI - A.I. ASSAULT - 2006
USA - 94'
SCRITTO DA: Jim Wynorski, Bill Monroe
REGIA: Jim Wynorski 
CON: Joe Lando (Mjr Turner),  Lisa LoCicero (Susan Foster), Joshua Cox (Jack McKenna), Blake Gibbons (Rork), Hudson Leick (Tiffany Smith) 

IN BREVE

Dei droidi da combattimento incazzati cercano di sterminare i loro creatori. Come dare loro torto?

RECENSIONE

Shockwave, in inglese "Onda D'Urto", è un film in grado di colpire un uomo di intelligenza media e lasciarlo stramazzare al suolo esanime incapace di formulare pensieri sensati dopo anche una singola visione. 
L'incipit di questa opera è in grado di solleticare le fantasie più sfrenate di qualsiasi spettatore: dei droidi assassini assetati di sangue trucidano nel primo minuto un piccolo manipolo di militari overtrainati e due esimi scienziati, uno dei quali è impersonato dalla credibilissima Yvonne Sciò, attrice che l' italica memoria riconduce a zampettante teen-ager in "non è la rai" (ormai parliamo di tempi misurati su scala geologica). 
I "robottini" protagonisti della pellicola vengono venduti all'ignaro ed incauto acquirente come "la più avanzata forma di tecnologia disponibile sulla faccia terra", in realtà macchine da guerra assassine fuori controllo, con un unico obiettivo: sterminare qualsiasi forma di vita e di tecnologia che capiti innanzi a loro. 
Non che gli ingegneri a cui viene affibbiata la paternità del ritrovato tecnologico siano in grado di darci spiegazioni dettagliate su ciò che sta accadendo: in un tripudio di abbacinante approssimazione ci viene spiegato che "qualcosa deve essere andato storto", forse una non meglio precisata "sequenza di controllo" e quindi i due prodigi meccanici "credono di essere in missione"; non molti lumi vengono elargiti in merito alla fantomatica "missione", possibile che qualcuno abbia costruito dei droidi ipertecnologici semplicemente per "distruggere tutto"? A tal proposito sarebbe stata certo più produttiva e meno dispendiosa una semplice bomba... d'altra parte lo sceneggiatore non deve aver avuto le idee chiare su ciò che gli automi possano e non possano fare: citando testualmente "mi dica cosa non possono fare" "non molto"... già non molto come descrizione sul motore primo della trama che dovrà svilupparsi...
Le main features spettacolari delle macchine assassine si possono però evincere dalla visione della pellicola: i ritrovati cibernetici sono resistenti alle pallottole, emettono dei raggi laser in grado di fondere gli oggetti, dei fasci luminosi con la proprietà di "smolecolarizzare" gli individui, lanciano delle lame rotanti, anche se a volte si limitano a lanciare in aria le persone o a strangolarle con le loro possenti tenaglie meccaniche.

Dopo il sanguinoso inizio, il set si sposta ad un aereo in piena turbolenza, pilotato dal riesumato George Takei. Una rapida incursione nella stiva e subito ci viene fatto capire che qualcosa non va: delle casse stanno muovendosi all'unisono con il rollio dell' aereo... fino a che, prevedibilmente, accompagnati da una eloquente luce rossa intermittente, i droidi maniaci si attivano, pensando bene di recarsi a massacrare l'intero carico di passeggeri, equipaggio compreso, sollevando quindi la produzione dal dover pagare per ulteriori riprese il già menzionato Takei e la semi-famosa Alexandra Paul. D'altronde lasciatemi una considerazione: se doveste trasportare delle armi di sterminio di massa non lo fareste anche voi a mezzo aereo di linea? Questa leggerezza ingenera la necessità di mandare una truppa di ricognizione militare alla ricerca del prezioso carico. La missione di recupero è complicata anche dal fatto che le macchine mortali sono indistruttibili ("se non con una bomba da 5'000 libbre" o cose del genere) se non con uno speciale fucile laser in grado di perforarne la dura scorza! 

Insomma in un turbinio di eventi casuali l'intreccio qui avviato si mischia alle disavventure di un gruppo di criminali da strapazzo in fuga, rimasti intrappolati su di un isola in mezzo all'oceano con i simpatici robottini misantropi.
Fra un omicidio e l'altro i protagonisti scoprono con orrore che i malvagi droidi stanno cercando di modificare un elicottero utilizzando gli avanzi di un aereo, con il solo perverso fine di volare via e recarsi in una zona popolata ad uccidere "migliaia oppure decine migliaia di persone" (a loro scelta).

 

La storia del protagonista viene ricapitolata in circa 1 minuto, mentre viene faticosamente ricucito l'intreccio principale alla sottotrama della rapina.. ecco di seguito la genesi dello sbolognamento totale:
"C'è stata una rapina, io dovevo solo pilotare l'elicottero.." 
"e portarli via, sei un ex-militare giusto?L'ho capito subito da come hai aiutato Sanders" 
"Sì, volavo sui Black Hawk nella guerra del golfo e poi anche in Somalia.. tutti posti tranquilli" 
"Certo, è la solita storia, io la conosco già: hai dato un pugno al tenente, sei stato congedato, ti ritiri su un isola..."
"Continua... ci sei vicino..."
"...apri un'attività ma gli affari vanno a rotoli. Fallisci e qualcuno ti offre una via d'uscita. Come sto andando?"
"Hai la sfera di cristallo?"
"E' solo intuito" 

... e con questo piccolo escamotage si risolve tutto il mistero relativo all'intreccio della pellicola. Espletata questa formalità al film non rimane altro che giungere alla delirante conclusione, in un exploit di situazioni ai limiti dell'idiozia fino a giungere all'acme dell'emozionalità quando il padre della dottoressa viene rinvenuto "droidizzato" e reso automa dai due ragnacci meccanici.
Il tutto non poteva trovare più degna conclusione se non il provvidenziale intervento di madre natura, che convoglia i propri fulmini sui mostri metallici, intenzionalmente attirati presso un traliccio elettrico fortuitamente allocato su di un isola deserta, vestigia della seconda guerra mondiale.

Posto che non è mai auspicabile sparare sulla croce rossa, tutto di questo film è pessimo: in primo luogo la realizzazione dei mostroni protagonisti, ispirati palesemente ai "giochini ballerini" venduti di straforo dai "vù cumprà" ai bordi della strada... avete presente quegli omini di cartone con gli arti in spago, che si muovono al ritmo di musica? Ebbene sembra quasi che questi droidi, per morfologia e modalità di deambulazione, siano manovrati da una potente melodia dance con condimento di flauto di pan! 

Secondariamente la sceneggiatura è talmente approssimativa da dare l'impressione di essere stata scritta tagliando e copiando da una miscellanea di film trash: lo script è infarcito delle solite battute al sapore di semolino, come se lo spettatore volesse sentirsi dire "andiamo via, questo posto mi da i brividi...", "Che roba è?", "Potrebbero essere dovunque".
Terza nota di demerito la scarsità di attenzione riposta nella realizzazione delle scene di interazione droide-essere umano: spesso i malcapitati vittimizzati dai metallici assassini mancano di interagire con loro e si ritrovano a volare qua e là per lo schermo, senza essere stati lanciati da nessuno... o altri che si prodigano in atletiche capovolte per schivare raggi laser o scariche di mitra inesistenti, o meglio "dimenticate" dall'addetto agli effetti speciali, fino a morirne. Il climax di orrori cibernetici vede il suo culmine nella scena top, in cui un elicottero, realizzato in penosa computer grafica, viene letteralmente dimenticato dalla scena, causando un vuoto logico di epiche proporzioni, a conclusione dell'orrida opera in celluloide. 
In conclusione il film ci presenta una morale comune a molti zetamovies dello stesso genere: mai costruire robot assassini invincibili come macchine da guerra, tutto ciò potrebbe ritorcersi contro di voi... (P.S. lo stesso monito dovrebbe valere anche per i produttori di film trash! )
Consigliato agli ingegneri privi di ingegno, ma in cerca di ispirazione. 

Erin Warner 

 

SCENA MEMORABILE

Forse non rende bene l'idea ma la scena top è una sequenza in cui si perdono completamente i punti di riferimento e qualcunosa o si dimentica completamente di inserire degli elementi grafici!
Cosa ci può essere di peggio di una cosa del genere??

HO SCOPERTO CHE...

- costruire una perfetta macchina da guerra è il sogno di tutti
 - la luce rossa è sempre un cattivo segno
 - non è il caso di trasportare droidi assassini supertecnologici in scatole aperte
 - se un robot assassino con raggi laser demolecolarizzante ti insegue.. nasconditi dietro un sasso o un albero
 - i militari non possono dare ordini ai civili
 - i robot si scambiano informazioni stringendosi le mani
 - gli ingegneri non sanno mai cosa possono o non possono fare le macchine che hanno creato 

CITAZIONI

 

"Per caso non ha una bomba nucleare con sè?"
"No, l'ho lasciata a casa"

"Non mi va di volare con questo tempo con dei killer" 

"Puoi atterrare con questo tempo?"
"No, ma posso precipitare, questo te lo garantisco"

"Sono inarrestabili... inarrestabil..."

"Il Robitalia? che cos'è"
"E' una specie di guerriero biomeccanico ideato per sferrare il primo attacco in situazioni particolarmente difficili"

"Che cosa ci fa un dottore su un'isola deserta? Una visita a domicilio?"

"O friggiamo domani o ci facciamo fare a pezzi oggi da quei ragni metallici"

"E Sanders? Chi si occuperà di lui?"
"Nessuno... è morto" 
"D'accordo, seppelliamolo qui e muoviamoci"

"trasformiamoli in un parafulmine gigantesco!"

VOTO: 9

violenza immotivata: 8

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 10

banalità: 8

umorismo pessimo: 4

errori: 10

illogicità: 8

sonnolenza sviluppata: 1

Scrivi commento

Commenti: 0