SENSO PROIBITO

MEGLIO FESTE CHE FUNERALI

Sapete qual è la differenza fra un fotoromanzo ed un film? Nessuna, se il protagonista di entrambi è Antonio Zequila. Senso Proibito obbedisce proprio a questa legge universale: praticamente non ci sono dialoghi, non c'è recitazione e Zequila e "le ragazze" si avvicendano sullo schermo in un turbinio di immagini sconnesse. Resta da scoprire quale sarà mai il Senso Proibito del titolo - forse quello del pudore? 

SENSO PROIBITO - 1995

Italia - 95'
REGIA: Tani Capa

SCRITTO DA: Tani Capa

CON: Antonio Zequila (Andrea Conti), Gala Orlova (Paola), Charlotte Daudet (Charlotte), Christine Krug (Laura), Mariella Bellanova (Silvia)

IN BREVE

Il fotografo Andrea (Antonio Zequila) si accoppia incessantemente con svariate fotomodelle.

RECENSIONE

Prima del naufragio sull'isola dei coglioni nel 2006, Antonio Zequila si destreggiava tra pellicole low-budget dal sapore erotico. "Senso Proibito" ne è un bell'esempio: datata 1995, è caratterizzata da ambientazioni caserecce, sceneggiatura assente ed una combriccola di attori imbarazzanti, capeggiati appunto dal cosiddetto "Er Mutanda".

 

La trama, molto semplicemente, non esiste. Tutto il lungometraggio è solo una sequela di posticci amplessi di Zequila con un gregge di fotomodelle, che incessantemente si avvicendano alla sua corte.
Egli, sempre perfettamente depilato e laccato, finge svariati orgasmi sfoggiando mimiche facciali da oscar, in quella che ricorderemo come una delle interpretazioni più toccanti del cinema itali-ano.

 

Estremamente squallido è il contesto: nella fiction come nella realtà, il personaggio "Zequila" serba un solo desiderio: "cinema, voglio fare cinema", davvero un chiodo fisso, che lo porta a ripeterselo plurime volte davanti allo specchio del cesso, con sguardo da stoccafisso affrancato e risoluto. Hai visto, caro "Er Mutanda"? Ce l'hai fatta!!!

 

La tortura si protrae per più di un'ora e trenta, prima di giungere miseramente al termine... proprio mentre il cervello si stava abituando a rielaborare l'ignuda figura del bell'Antonio. 

L'unica azione possibile consiste nel commiserare le vittime di questo lavoro: in primis le povere ragazze-attrici, costrette ad avvinghiarsi viscidamente al mesto protagonista cotonato. Poi lo spettatore stesso, finito drammaticamente ad ammorbarsi la giornata con uno spettacolo incomprensibile, frutto certamente di una mente deviata e perversa.

 

Ci riserveremo un giudizio più completo su Zequila in seguito all'analisi di futuri lavori, magari maggiormente articolati. Certamente le sue magnifiche abilità recitative saranno in grado di regalarci spazzature indifferenziate di superiore caratura, con la speranza che si discostino da questo miserabile carosello softcore, capace solo di fomentare incubi sessuali in malcapitati segaioli di passaggio.

 

Sick Matt

SCENA MEMORABILE

Allo specchio: CINEMA! VOGLIO FARE CINEMA! ... ed è oscar!

HO SCOPERTO CHE...

 - L'ambiente della fotografia si è imbastardito.

- Non è difficile portare a letto una fotomodella, anche se si è vestiti orrendamente.

- In palestra, all'attrezzo per i pettorali è bene allenare le gambe.

- Antonio Zequila è desiderato da numerose donne.

- Non è necessario aspirare, quando si fuma.

- Il cinema è un sogno collettivo.

- Nel ghiaccio c'è qualcosa che scalda dentro.

CITAZIONI

"Io sono un creativo, un dannatissimo creativo!"

 

"Mi sono chiusa nella toilette e mi sono toccata, tanta era la voglia che avevo di te!"

 

"Tutta la vita dovrebbe essere a bollicine come questo champagne!"

 

"Garanzie? Cerco un mezzo miliardo per fare un film... la mia garanzia è che le farò un ottimo film!"

 

"Ma chi è che fa casino? Li avevamo aboliti i casini qua, no?"

 

"Meglio feste che funerali!"

VOTO: 1

violenza immotivata: 1

sesso gratuito: 10

brutti effetti speciali: 1

banalità: 8

umorismo pessimo: 3

errori: 1

illogicità: 9

sonnolenza sviluppata:8

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