KILLING BIRDS

BECCATI!

Forse questo film è un sequel di Zombi? Solo sulla carta, perché qui si parla di... uccelli.
Certo, non è che gli zombi, in una maniera o nell'altra, non ce li abbiano infilati dentro, però i veri protagonisti sono uno stormo di pappagallini in gabbia e falchetti sull'orlo dell'impagliatura.

Fra cotanti volatili, riusciranno i nostri eroi ad... avvistare il picchio dal becco d'avorio?
  

KILLING BIRDS - RAPTORS - KILLING BIRDS: RAPTORS - ZOMBI 5 - 1987

Italia - 92'

REGIA: Claudio Lattanzi

SCRITTO DA: Claudio Lattanzi, Sheila Goldberg, Daniele Stroppa

CON: Lara Wendel (Anne), Robert Vaughn (Fred Brown), Timothy W. Watts (Steve Porter), Leslie Cummins (Mary)

IN BREVE

Un gruppo di ornitologi parte alla ricerca del picchio dal becco d'avorio. Troverà invece degli zombi.

RECENSIONE

Ho letto alcuni pareri positivi (sul retro del DVD) riguardo "Killing Birds" aka "Zombi 5": "L'ultimo grande horror del cinema italiano", "Un horror claustrofobico ed angosciante", "Una grande idea" e via delirando. Il mio giudizio, purtroppo, è invece estremamente negativo... praticamente una bocciatura a tutto tondo.

 

La motivazione del fallimento va ricercata nel dietro le quinte del lavoro: Aristide Massacesi, in veste di produttore, ci mise i soldi, pretendendo (giustamente) il rientro economico. Ciò si tradusse nel soddisfare la precisa richiesta del pubblico di allora, che (come oggi) desiderava esclusivamente:... ZOMBI!
Si generarono così non pochi problemi in sede di ristesura della trama, che in origine si basava su uno stormo di uccelli assassini.
Fu così che la pellicola si trasformò in "Zombi 5", pentasequel apocrifo made in Italy di "Zombi" di Romero. I morti viventi, pertanto, da qualche parte dovevano pur essere ficcati, anche senza un motivo ben chiaro. Ciò che ne è scaturito è il catastrofico "papocchio" qui riportato, proprio quello che negli extra del DVD viene definito come scampato dallo sceneneggiatore .

 

Dopo un'intro (forse più fedele all'idea originale) a base di uccelli rapaci intenti ad accecare un reduce del Vietnam ex ornitologo, si potrà assistere, vent'anni dopo, all'imbastitura principale: un gruppo di birdwatcher che si mette alla ricerca del rarissimo "picchio dal becco d'avorio", praticamente un "uccello dalle piume di cristallo" di serie Z.

Le suddette ricerche, per circa un'ora, tediano lo spettatore mediante infinite e lunghissime riprese, atte ad accompagnare la spedizione prima in un bosco, poi nella casa, ormai in rovina, del già citato reduce-ornitologo (Robert Vaughn).

 

Quando ormai il sonno sembrerebbe aver preso il sopravvento, ecco la sorpresa: zombi a caso. Come da titolo imposto, arrivano inesorabili e privi di un motivo plausibile, i morti richiesti. Probabilmente anch'essi, senza ben capire cosa combinare di preciso, cominciano ad uccidere gli unici umani nei dintorni: i ragazzi.

 

Qualcuno cerca di avanzare una possibile spiegazione alla messinscena, tirando in ballo Robert Vaughn (che ormai era stato pagato), per coprire gli ultimi due minuti di pellicola. Niente di fatto, ciò che rimane è solo una pacchiana sovrapposizione tra uno stormo di uccelli ed una casa, probabilmente una delle scene peggiori mai viste in un film horror.

 

Il lavoro si presenta a tratti sconcertante, caotico, disconnesso, completamente in balia di situazioni altamente dementi, certamente frutto di una confusione organizzativa quanto mentale.

Chi ne ha scritto la sceneggiatura? Forse un computer? Già, perché alle macchine calcolatrici, in questa pellicola, viene attribuita una strabiliante capacità di prendere decisioni sensate: si può, ad esempio, chiedere loro come uscire da una casa piena di zombi ed uccelli assassini.
No, no può essere stata una macchina ad elaborare questo scempio: un calcolatore non avrebbe mai inserito nella trama un evento così improbabile come infilare un braccio in un camino, e trovarvi nascosto il fucile risolutore...
Deve essere stato un mago!


Insomma, i "Killing Birds", tanto sbandierati, non nuociono in alcun modo: al massimo si limitano ad impietosire quando legati a rami o relegati in gabbiette. Al contrario letali si rivelano gli "incidenti domestici" (vedi: "collanina nel macchinario" e "incendio in cantina"), che sembrerebbero mietere più vittime degli zombi stessi.

Fanno da ciliegina sulla torta una serie di sottotrame, ad esempio la presesunta parentela tra protagonista e cieco, che rimangono infine non dipanate, creando parecchio sconcerto nell'acquirente.

 

Altro che "papocchio", cari miei... qui gli estremi ci sono tutti per gridare al disastro. Ah, forse non ho tirato in ballo "i film come si facevano una volta", "i grandi artigiani", "la creatività nonostante il budget limitato"... per favore, è ora di guardare in faccia la realtà: Killing Birds è semplicemente penoso!

 

Sick Matt

SCENA MEMORABILE

E che è 'sta roba? Uno stormo di uccelli sovrapposto ad una casa? Che finale di... guano!

HO SCOPERTO CHE...

- Agli ornitologi piacciono le gabbie per uccelli.

- Quando una persona viene investita dalle fiamme, non si può far niente.

- Gli zombi traggono energia dagli esseri viventi.

- I ciechi non hanno paura, perché vivono sempre al buio.

- Si può chiedere ad un computer come uscire da una casa infestata da zombie.

- Meglio non indossare gioielli nei pressi di macchinari in funzione.

- Alcune aquile vivono legate agli alberi.

 

CITAZIONI

 

"Se troviamo quel picchio, pubblicheremo la nostra tesi"

 

"Il lavoro di giornalista va fatto con calma oltre che con determinazione"

 

"Sono esseri infernali... ricevono energia dalla paura degli esseri viventi"

 

"Il vero buio è quello che sta dentro di me!"

 

VOTO: 3

violenza immotivata: 8

sesso gratuito: 5

brutti effetti speciali: 9

banalità: 3

umorismo pessimo: 2

errori: 7

illogicità: 10

sonnolenza sviluppata:8

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