ELEKTRA

SAI... CHE NOIA!

La supereroina più glamour della Marvel torna sui vostri schermi. Dopo Daredevil, Jennifer Garner ripropone le sue agili acrobazie al grande pubblico. Questa volta indossa perfino il vestito rosso - che finalmente il lutto abbia ceduto il passo alla vergogna?

ELEKTRA  - 2005
USA - 95'

REGIA: Rob Bowman

SCRITTO DA: Mark Johnson, Zak Penn, Stu Zicherman, Raven Metzner

CON: Jennifer Garner (Elektra), Goran Visnjic (Mark Miller, Kristen Prout (Abby Miller), Will Yun Lee (Kirigi)

IN BREVE

Elektra non è morta in Daredevil, ma torna sullo schermo per annoiarci con le sue paranoie di adolescente incompresa.

RECENSIONE

Periodo duro per i falegnami?
Assolutamente no! Dopo il successo planetario del legnosissimo Daredevil, infatti, qualcuno ha ben pensato di girare uno spin-off altrettanto arboreo: "Elektra".


Nei panni della burattin.... ehm... della supereroina della casa delle idee, troviamo la rediviva Jennifer Garner, che speravamo deceduta nel capitolo originale della saga, ma, tant'è, torna ad infestare il grande schermo con il suo sguardo “enigmatico”.
Tralasciando il fatto che le sue orecchie recitano meglio di lei, partiamo con l'analisi della pellicola.

 

Elektra, dopo essere stata defibrillata, è tornata dalla morte per diventare una ninja mercenaria. Non parliamo però degli eccitanti Ninja dell'omonima saga, bensì di ninja pallosi, di quelli, per intenderci, con le paranoie spirituali: niente mazzate, niente acrobazie, di contro, una gran profusione di seghe mentali e di noiosissima introspezione.

 

Tonnellate di ricordi di infanzia e di adolescenza, di mamme morte, di sensei che ti cacciano dal dojo ma non è una prova, di padri autoritari che ti fanno affogare in piscina e di bambine con le antenne paraboliche al posto dei padiglioni auricolari.


Ed il presente non è più eccitante! Anche qui ci sono caterve di ragazzine spocchiose minacciate da perfidi giapponesi, papà single e disponibili, mamme morte, in un piatto susseguirsi di grigia malinconia fino al punto in cui Elektra riceve l'incarico di uccidere una ragazzina, che le ricorda tanto se stessa da giovane, ma non lo fa, perché, tediosissimamente, i buoni sentimenti prendono il sopravvento.


Qui c'è la vera svolta del film: invece di mettersi in saccoccia il conquibus, Elektra decide per l'ammutinamento diventando la protettrice della marmocchia, che è perseguitata dai supercattivi della Mano, che non è l'arto senziente della Famiglia Addams, bensì un accrocchio di freak disadattati, che annoverano poteri quali “i tatuaggi”, “l'alito mortale” e “l'essere un belloccio nipponico”.


Se almeno Jennifer Garner fosse in grado di interpretare le scene d'azione con un briciolo di credibilità, allora si sarebbe guadagnata la sua pagnotta. Invece rimane lì, agile come una sequoia e dalla recitazione piacevole come un cactus sulla vostra poltrona preferita.


Rimane una sola considerazione da fare, se durante la visione di questo sempreverde capolavoro, dovesse scapparvi un conato di vomito, potrete contare su un'enorme disponibilità... in segatura.

Save a Tree! Please consider the environment before printing :-) Jenny G.

Erin Warner

SCENA MEMORABILE

Quanta azione!!!

HO SCOPERTO CHE

- Elektra non era morta in Daredevil

- Obbligare una bambina a nuotare per ore è considerato una forma di istruzione

- Elektra è in grado di battere una ragazzina di 13 anni
- Ci sono delle cose che un sensei non può insegnare

- Quando un sensei non può insegnarti qualcosa, ti sbatte in mezzo ad una strada
- Quando un sensei ti sbatte in mezzo a una strada perché non può insegnarti qualcosa, spesso è una prova, ma non riuscirai a farglielo ammettere 

 

 

CITAZIONI

 

"io sono cieco, e valgo più di tutti voi, perché non vedo"

 

"Ci sono cose che non si possono insegnare. Solo vivendole si possono imparare."

VOTO: 3

violenza immotivata: 4

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 3

banalità: 8

umorismo pessimo: 1

errori: 4

illogicità: 7

sonnolenza sviluppata: 10

 

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