ENCRYPT

ENIGMA MORTALE!

Classico film per la TV low-budget, con innesti di rozza fantascienza in grado di stuzzicare l'immaginazione dello spettatore fino ai confini dell'idiozia. Enigmi irrisolvibili, situazioni paradossali ed un finale stucchevole, degno dei più melensi romanzi harmony.

ENCRYPT - 2003
Canada/USA - 101 min
REGIA: Oscar L. Costo
SCRITTO DA: Richard Taylor
CON: Grant Show (Garth), Vivian Wu (Diana), Steve Bacic (Lapierre), Naomi Gaskin (Hernandez), Wayne Ward (Evershow), Matthew Taylor (King)

IN BREVE

In un futuro post-atomico, un soldato si innamora di un antifurto.

RECENSIONE

Abbacchiatissimo film per la TV che cerca sostegno nella fantasia dello spettatore per colmare le evidenti lacune grafiche, questo "Encrypt" si dipana sullo schermo nudo ed innocuo: conscio di non poter puntare troppo in alto, il regista getta celermente la spugna e confeziona uno zetaccio di genere azione-fantascienza, dotato di una verve degna di una puntata di "Hercules".
Ambientazione: un improbabile futuro post-atomico, protagonisti: un gruppo di soldati mercenari capitanati dal buon maggiore Garth, imbacuccati in giubbotti futuristici a campo magnetico e impegnati in una missione dall'esito incerto. Dovranno difatti cercare di impossessarsi delle opere d'arte e dei tesori custoditi nella casa di un defunto collezionista (tale "Vincent"), che prima di passare a miglior vita ben pensò di lasciare in funzione un antifurto di ultima generazione, rappresentato da un ologramma di una giapponese in kimono. L'intelligenza artificiale in questione è stata programmata per fermare con ogni mezzo chiunque consideri un intruso, attivando trappole letali e scatenando robot ultra-tecnologici. Come potrete dedurre, il pretesto per un delirio computer-grafico è servito sul piatto d'argento e nessuno nella troupe ha la benché minima idea di farsi sfuggire un'occasione del genere. Ad aprire le danze degli effetti speciali ci pensano i cosiddetti "soldati invisibili", custodi del giardino della casa, più indaffarati a correre avanti indietro in virtù del loro mimetismo che a nuocere in qualsiasi maniera. Ai nostri eroi basterà osservare le impronte che essi lasciano sulla neve per sconfiggerli a colpi di mitra, rispedendo così al mittente la minaccia occulta.

 

Siamo solo all'inizio: la seconda prova è rappresentata da una serie di piastrelle numerate, dove un solo passo sbagliato sopra di esse è in grado di attivare delle pericolosissime lame rotanti affilate come rasoi. Senza un motivo apparente, il manipolo capirà in un batter d'occhio che la chiave sta nel camminare solo sulle piastrelle con numeri primi. Sfoggiando perciò delle doti di calcolo inconsuete per reclute di tanto basso rango, tutti cominceranno a zompettare qui e là sul pavimento, riuscendo agilmente a distinguere i primi e i non tra numeri a tre cifre.

 

Il gruppo subirà però proprio la prima perdita a causa dell'intricato enigma matematico, per ritrovarsi così sguarnito ad affrontare degli ologrammi terrificanti, i cosiddetti FANTASMI (avete capito bene!), che sarebbe più verosimile definire come delle lucette proiettate da un torcia installata su dei ridicoli robottini (tanto simili a quelli utilizzati per rasare l'erba dei prati!).
Avrete intuito che il livello della pellicola è in netta caduta libera; a prova di ciò gustatevi l'espressione del soldato Hernandez in punto di morte (vedi scena memorabile), un'interpretazione degna del miglior Lorenzo Lamas!

 

Il gran mostrone finale è in arrivo, e così, in un incommensurabile tripudio di gomma piuma e carta stagnola, si erige "LA TORRE", enorme robottone animato ed assetato di sangue, in grado di farvi letteralmente balzare dal divano (in preda alle convulsioni di riso!). Dopo un'inverosimile colluttazione con tanto di esplosioni fatte al computer, la pratica "automa" viene archiviata dal maggiore Garth, lasciando spazio ad un'incredibile conclusione a sorpresa. Anton Reich in realtà non voleva entrare in possesso dei dipinti, ma bensì di alcune spore batteriche custodite nella casa di Vincent. Queste, una volta rilasciate nell'atmosfera grazie ad una bomba, sarebbero in grado di ripristinare lo strato di ozono in circa dieci anni, diminuendo l'effetto serra. Avete resistito a questa sequela di assurdità? Ebbene i vostri temerari sforzi non verranno certo premiati dall'epilogo di questo tristissimo trash TV: in un quadretto colmo di melassa possiamo assistere all'amaro trionfo dell'eroe Garth, che dopo aver ucciso il cattivo e dopo aver liberato le "spore", perisce a causa di una ferita di pallottola, venendo così trasformato dall'ologramma giapponese in un ologramma egli stesso, trasferendosi infine su un'isola ologramma con la sua nuova dolce metà virtuale. Proprio un finale strappa lacrime per dementi!
In definitiva, è bene ammettere che neppure la simpatica presenza di gingilli automatizzati semoventi riuscirà probabilmente a rincuorare i vostri maltrattati animi per l'ora e trenta necessaria alla visione, ridotti altresì sotto le scarpe dall'eccessiva quantità di noia scatenata dal susseguirsi degli eventi. L'alone da serial televisivo che permea le riprese e che fa più volte presagire ad uno possibile stop pubblicitario, non può dal canto suo fare altro se non peggiorare ulteriormente la situazione, ponendo il lungometraggio nella lista dei più insulsi film di sempre. Forse consigliato ai nostalgici fans dei "Power Rangers", che grazie a questa pellicola riusciranno a placare la loro sete di pupazzoni. Per tutti gli altri un film da evitare a tutti i costi, a meno che anche voi non vi siate innamorati dell'antifurto di casa vostra.

 

Sick Matt

 

SCENA MEMORABILE

La casa è irta di trappole: dei terribili (!) mini-automi mobili emettono un ologramma mortale che investe in pieno Hernandez. Per il suo personaggio e per la sua carriera di attrice è la fine...

HO SCOPERTO CHE...

- L'ozono ha un odore ben riconoscibile
 - E' possibile che delle spore batteriche possano ripristinare lo strato terrestre di ozono.
 - Nel futuro gli ologrammi verranno sensibilmente migliorati.
 - Nel futuro gli ologrammi potranno uccidere.
 - Non è difficile riconoscere un numero primo a tre cifre.

CITAZIONI

 

"A quanto ne so i rebus sono facili da risolvere, come gli indovinelli..."

"I numeri primi..."
"Cosa?"
"Sono tutti quei numeri divisibili solo per se stessi e per uno"
"1,2,3,5,7..."
"11!"
"12?"
"No! 13, 17, 19!"


"Mi dispiacerebbe se quelle psicociance che le scarica addosso la polaroid parlante stessero andando a segno..."

VOTO: 3

violenza immotivata: 7

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 7

banalità: 3

umorismo pessimo: 1

errori: 2

illogicità: 7

sonnolenza sviluppata: 9

 

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