BUGS

STANNO CERCANDO DI EVOLVERSI

Anche Antonio Sabato Jr. ha deciso di sfidare la strisciante minaccia degli insettoni in computer grafica... riuscirà nell'impresa di non cadere nel ridicolo? La risposta è ovviamente NO!

BUGS - 2003
Canada/USA - 82 min
REGIA: Joseph Conti
SCRITTO DA: Patrick Doody, Chris Valenziano, Joseph Conti, Robinson Young
CON: Antonio Sabato jr (Matt Pollack), Angie Everhart (Emily Foster), R.H. Thomson (Reynolds), Karl Pruner (Petronovic), Romano Orzari (Garcia), Stephanie Moore (Manning)

IN BREVE

Un agente dell'FBI e un'entomologa rimangono bloccati nelle gallerie della metropolitana a causa di giganteschi insetti preistorici.

RECENSIONE

Qualsiasi pellicola abbia avuto un minimo di successo cinematografico può solitamente vantare un'indefinita schiera di imitazioni, belle o brutte esse siano. In questo caso la matrice di partenza è "Mimic", la copia "Bugs".
Trattasi della solita infestazione di insettoni giganti che, come copione vuole, si impadroniscono dei tunnel della metropolitana uccidendo e squartando i malcapitati di turno. Il tutto avviene ovviamente con il benestare del proprietario della rete sotterranea, restio alla chiusura della stessa anche in seguito al ritrovamento di diversi cadaveri. Quando persino l'FBI viene a conoscenza delle misteriose morti, non può fare altro che mandare il suo uomo migliore, ovvero Antonio Sabato jr, già protagonista Z in Karate Rock. Accompagnato da un'inverosimile entomologa e da una squadra speciale stile SWAT, si troverà bloccato nei sotterranei della città, faccia a faccia con una numerosissima legione di scarafaggi super-size. Realizzati con una pessima computer grafica durante i movimenti e con una morbida gommapiuma per gli scontri ravvicinati, gli insettoni non danno in realtà l'idea di poter nuocere, ma al massimo di far venire un infarto per le troppe risate! Gli attori, forse non a conoscenza della qualità della successiva sovrapposizione grafica, fingono invece di temere la pixelosa minaccia, muovendosi di soppiatto e mimando le espressioni facciali di terrore richieste dal sceneggiatura... avranno poi visto il risultato finale?

L'introduzione, verso metà pellicola, degli insetti "evoluti", non sortisce certamente un effetto diverso. I suddetti prodotti mutanti si sviluppano dai cadaveri degli insetti più piccoli (denotando come al solito una totale ignoranza scientifica di sceneggiatore e regista), e consistono in una versione "aerea" dei simpatici mostriciattoli. Il risultato non cambia, al massimo peggiora: le libellulone realizzate con computer grafica approssimativa sono ancora meno interagenti con la realtà dei loro progenitori. Ad imbastire il tutto, la scoperta fatta dell'entomologa sull'origine degli insetti: le creature possono vantare una discendenza addirittura preistorica, essendo rimasti in stato di quiescenza per qualche milione di anni. Il fantastico pretesto vorrebbe forse convincere lo spettatore a credere nel delirio che prende forma sullo schermo, ma ovviamente riesce solo a buttare ulteriore carne putrefatta sul fuoco, forte della la convinzione che aumentando esponenzialmente il numero di castronate si ottenga un effetto inversamente proporzionale sulle menti dei malcapitati acquirenti.

Indaffarati a non perdere il filo dei discorsi pseudo-scientifici, si fatica ad accorgersi che la battaglia uomini-insetti è entrata nel vivo, e che i nostri eroi, a corto di munizioni, sono ormai alle strette. Così, tra un combattimento e l'altro, una morte e un salvataggio, possiamo assistere ai soliti espedienti per tirare il più a lungo possibile il tutto: elettricità che manca, computer fuori uso, scambi ferroviari da azionare manualmente e chi più ne ha, più ne metta. Sta di fatto che nonostante ciò, non si riesce neppure a raggiungere la canonica ora e trenta, sottolineando l'evidente difficoltà nello sviluppare una trama di questo genere.

Sul finale, sono come sempre richiesti il mostrone extra-large, che sarebbe la regina del nido, e la dipartita del cattivo della pellicola, ovvero il sig. Petronovic, proprietario della rete metropolitana. Con un pretesto al limite del ridicolo, gli sceneggiatori riescono in extremis a ficcare entrambi nella stessa stanza (da notare che il cattivo scende nella metropolitana per prendere un elicottero), ottenendo così i classici due piccioni con una fava. A dire la verità, il mostro delude un po' le aspettative: in realtà è grande tanto quanto gli altri colleghi volanti e non brilla per particolare cattiveria. Dopo aver fatto a pezzi il malvagio, viene ucciso dalla più classica delle esplosioni finali, con tanto di sacrificio del buono di turno che muore con il sigaro in bocca. In un tripudio di fiamme in computer grafica, lo spettatore viene accompagnato al frettoloso epilogo. L'entomologa spiega che senza regina anche tutti gli altri insetti moriranno, dando un taglio netto a possibili domande in merito. I nostri, visibilmente soddisfatti, se ne vanno utilizzando una scala che dà sull'esterno dopo cinque gradini (notate che erano bloccati nei tunnel della metropolitana da ore), lasciando così spazio ai titoli di coda e alla sottile sensazione che qualche produttore abbia fatto levare le tende al regista in fretta e furia, forse per contrastare l'eccessivo e inutile dispendio di denaro.

In definitiva, niente di nuovo sotto il sole: il film segue il banalissimo canovaccio visto e rivisto in almeno sessantacinque milioni di pellicole. Il livello di azione e di demenza sono però abbastanza alti da sostenere l'intera impalcatura della trama, coinvolgendo lo spettatore nel delirio visivo e sonoro ricreato dal regista. La straripante quantità di battute fuori luogo, di errori pseudo-scientifici e di scene surreali saranno in grado di divertirvi al punto giusto.

Sick Matt

 

SCENA MEMORABILE

Bergstein avanza guardingo per i corridoi, sfoggiando la boccuccia a mo' di tirabaci. Dal soffitto un insetto gigante lo attacca, facendolo letteralmente a pezzi. Matt Pollack cerca di aiutarlo, colpendo il mostro con il calcio del fucile. L'unica cosa che ottiene, però, è il suono che fanno le paperelle nella vasca da bagno.

HO SCOPERTO CHE...

- L'evoluzione è un processo veloce (qualche ora).
 - Passare da bruco a farfalla è evoluzione.
 - La saliva degli insetti si adatta al cibo.
 - Alcuni organismi possono andare in letargo per milioni di anni.
 - Gli entomologi possono fare autopsie.

CITAZIONI

 

"Ogni tanto in qualche luogo remoto della Terra salta fuori una nuova o una vecchia specie che credevamo estinta..."

"Ha quasi sciolto il giubbotto antiproiettile..."
"La saliva di queste bestie si adatta al cibo"

"Le locuste tornano ogni sette anni, questi ogni... qualche milione di anni..."

"Questi cosi si risvegliano dopo milioni di anni arrabbiati neri..."
"Affamati neri!"
"Già... e noi siamo il pranzo..."

"Vado avanti per ipotesi, non posso sapere le usanze di una specie di sessantacinque milioni di anni fa..."
"No? Beh, un'usanza è quella di prenderci per le palle!"

"Sessantacinque milioni di anni fa?"
"Si, è il periodo Carbonifero, ultima era in cui gli aracnidi possedevano setole inattive sotto l'esoscheletro..."

"Che importa se sanno anche volare? Già corrono a trenta chilometri l'ora!"

"Adoro le donne con la mitragliatrice!"

"Stavano cercando di evolversi..."

"Sta mutando..."
"Come un serpente che perde la pelle?"
"No... come un bruco che si trasforma in farfalla..."
"Al diavolo le farfalle!"

VOTO: 6

violenza immotivata: 6

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 8

banalità: 8

umorismo pessimo: 1

errori: 10

illogicità: 4

sonnolenza sviluppata: 3

 

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