BOOGEYMAN 3

LO DARO' ALL'UOMO NERO CHE LO TIENE UN MESE INTERO...

Antine di armadi che si aprono, lampadine che saltano... Tutto per un bad sequel di mesta fattura. Il terzo capitolo della serie Boogeyman è interessante quanto le palline di canfora che vostra nonna nascondeva nei cassetti ed almeno altrettanto letale 

BOOGEYMAN 3 - 2008
USA - 91'
REGIA: Gary Jones
SCRITTO DA: Erik Kripke; Brian Sieve
CON: Erin Cahill (Sarah); Mimi Michaels(Lindsey); Chuck Hittinger (David)

IN BREVE
Un'aspirante psichiatra crede che nel suo armadio viva il Babau.

RECENSIONE:
Qualcuno di voi ha paura di Boogeyman? E se lo chiamassimo uomo nero? E se lo chiamassimo Babau?? Beh se questo non è bastato a farvi passare la paura, ecco la recensione di un film che vi permetterà di dormire certo sonni più tranquilli. Boogeyman 3, come il titolo ci fa presumere, è il triquel di Boogeymen e ci racconta la storia di un'aspirante psichiatra che crede che nel suo armadio viva una creatura infida e desiderosa di trascinare lei ed i suoi amici, da sotto il letto, in una dimensione parallela dove torturarli a morte.

 

Inutile dire che l'intera pellicola è un tripudio di paranoie e turbe adolescenziali, fra conflitti con i genitori e  scaramucce fra studenti, in uno scopiazzamento di Nightmare in cui, uno dopo l'altro, i teen-agers protagonisti della pellicola vengono creativamente massacrati dalla misteriosa creatura del buio nella "dimensione babau". 

 

L'uomo nero in questione, che per inciso è una specie di metallaro zombi maleodorante (presunzione) e con i denti marci, spinge le sue viscide appendici fuori dai pertugi più stretti per agguantare tenere zampe di adolescente e trascinarle in sgabuzzini polverosi a scopo omicida. I poveretti vengono impiccati, sfigurati con bong, "invaligiati" e "centrifugati" dal malvagio mostro della notte. 

Per il resto è tutto un girare in pigiama fra i corridoi, fra luci che vanno e vengono, sangue arancione che cola dalle pareti e lampi che fanno opportunamente intravedere il volto di boogeyman nascosto fra un Moncler ed un piumino della X-cape. 

 

Anche voi vi domanderete se la protagonista sia pazza (lei, forse, non se lo ripete abbastanza), oppure se l'uomo nero esista davvero, fino a convincervene. D'altra parte i precedenti sono illustri: un certo altro psichiatra si era convinto che l'uomo nero fosse la manifestazione delle paure dei pazienti... e questa probabilmente è la trama del Boogeyman 2, che ho avuto la decenza di non visionare nemmeno. Tirando le somme, un noioso disco rotto di battute scialbe, con l'accompagnamento della sopracitata protagonista che riesce a mantenere per tutti i 91 minuti l'espressione da triglia in padella che c'è sulla copertina del dvd.

 

Alla fine di tutto questo noiosissimo papocchio (spoiler) scoprirete che esiste una complicatissima macchinazione dell'uomo nero secondo cui le sue vittime devono agire in maniera da far credere che lui esista, perché altrimenti non esiste... giunti alla fine vi attende uno sproloquio circa una specie di teoria memetica su come una leggenda possa modificare se stessa, una patetica farneticazione pseudofilosofica su come, se si ripete una cosa abbastanza a lungo, essa diventa realtà...Questo è un bel film... Questo è un bel film... Questo è un bel film... mi sa che non ha funzionato!

Erin Warner

SCENA MEMORABILE: 
Vi è mai capitato di fumarvi l'uomo nero? Beh c'è sempre una prima volta, ma forse non è il caso di rischiare di inalare il Babau... I fumi combusti della malevola creatura potrebbero crearvi allucinazioni, palpitazioni, incubi ma soprattutto incidenti mortali - quindi ricordate: SMOKING BOOGEYMAN KILLS 

HO SCOPERTO CHE: 
- L'uomo nero è un articolo che si può fumare
- I condotti dell'aria condizionata, le lavatrici e le valigie sono portali che conducono al mondo dell'uomo nero
- Una leggenda vive o muore secondo la sua rilevanza sociale [Sociologia delle moderne leggende orali]

- Una leggenda non può modificare se stessa

- Se la leggenda è l'uomo nero, allora una leggenda può modificare se stessa

- Per alcune persone l'Uomo Nero è Tim Jensen, per altre è Henry Porter, per altre è solo un film di serie Zeta

 

CITAZIONI: 

"Ci ho messo tipo "crying in my beer" che dice "non piangerti addosso, le donne sono tutte puttane""

"non devo spiegarti perché uno psichiatra non deve mai consegnare un CD strappalacrime nella camera di un paziente affranto"

"pensava che i suoi pazienti avevano il terrore dell'uomo nero perché ci credevano"

"Quindi sto diventando pazza perché ho paura di diventare pazza, è questo che sta dicendo?"
"Tu non sei pazza"
"O sono pazza... Oppure l'uomo nero esiste e in questo momento non so che cos'è peggio"

VOTO: 3

violenza immotivata: 5

sesso gratuito: 3

brutti effetti speciali: 4

banalità: 8

umorismo pessimo: 2

errori: 3

illogicità: 5

sonnolenza sviluppata: 7

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    cris (martedì, 23 ottobre 2012 14:40)

    Visto anc questo.confermo la gran cagata