BLACK THUNDER - SFIDA AD ALTA QUOTA

INSERISCO ACTIVE STEALTH!

Steven Seagal vola nei cieli dell'immaginazione, alla ricerca di un mondo in cui era giovane e magro. Ma solo la copertina del DVD riporta alla memoria quel periodo, mostrando la solita statua di cera a ritrarlo.

All'interno, in un contesto confuso e buio, un teatrino imbastito alla bene e meglio, certamente  finalizzato al farci spegnere la TV.

BLACK THUNDER, SFIDA AD ALTA QUOTA - FLIGHT OF FURY - 2007
USA, Romania, UK - 98 min
REGIA: Michael Keusch
SCRITTO DA: Steven Seagal, Joe Halpin
CON: Steven Seagal (John Sands), Steven Toussaint (Ratcher), Mark Bazeley (Cpt Jannick), Ciera Payton (Jessica)

IN BREVE

Dei terroristi afgani rubano un aereo americano dotato di "active stealth". Solo Steven Seagal può recuperarlo, per riportarlo in configurazione "passive stealth".

RECENSIONE

Il punto di partenza è un'idea completamente demente: un aereo dotato di tecnologia "stealth", che lo rende invisibile ai radar, corredato di bottone in grado di fornire un fantomatico "active stealth", ovvero l'invisibilità agli occhi umani.

Quale sceneggiatore si nasconde dietro cotanta idiozia? Un aiutino? Lo sceneggiatore ricopre anche la parte del protagonista, ed è inoltre l'unico uomo sulla terra in grado di svolgere la complicata missione richiesta da copione. Stiamo parlando di STEVEN SEAGAL, e questa pellicola è l'ennesimo capolavoro partorito dal suo parrucchino malato.


L'introduzione ha dell'enigmatico: il nostro beniamino è prigioniero in una misteriosa località, sotto minaccia di ricevere la cancellazione completa della memoria. La sua preoccupazione sembrerebbe però minima (il fatto di non possedere un cervello aiuta, in questi casi): i suoi sguardi furbi e furtivi stanno preannunciando l'imminente armageddon. Ed ecco che l'impossibile avviene: destreggiandosi grazie a capacità motorie certamente artefatte, riesce difatti a fuggire dal carcere di massima sicurezza, dando il via all'intrigo principale.

 

La magagna che balza subito all'occhio è la necessità di sostituire Steven Seagal con una controfigura non per eseguire degli stunt, ma per compiere azioni considerate da tutti come ordinarie: sparare, rotolare od il semplice camminare. Nei pochi minuti in cui il nostro si degna di partecipare alle riprese, ci appare evidentemente in imbarazzo: da vedersi la scena in cui, appena entrato in casa della figa di turno, domanda con non poco affanno: "Posso sedermi?".
Ed è così che, dopo aver fatto recitare, come solito, una jeep al suo posto, ci trascina nel bel mezzo della vera e propria (non) azione. Il binario guida è ben noto a tutti i fan del maestro: degenero iniziale (10 minuti)-noia (un'ora e quindici)-degenero finale (5 minuti).

Per guadagnarsi la pagnotta, il Seagal (o chi per lui), questa volta,  è costretto ad andare in Afghanistan, patria degli inafferrabili "terroristi": il suo compito è recuperare il già menzionato stealth, caduto nelle mani dei cattivi che, nel frattempo, hanno montato ben due bombe (una per l'Europa, una per gli USA) sotto le sue ali.

E' in questo scenario da apocalisse repubblicana, che il nostro eroe immagina i peggiori stereotipi del caso: soldati con la kefiah fin sopra gli occhi che sparano i tutte le direzioni, camere delle torture cinesi e dittatori dissennati.

Dal canto suo, egli pone sul piatto della bilancia il classico e conosciuto repertorio dell'assurdo. Vogliamo ricordarlo mentre svuota un kalashnikov reggendolo ad una sola mano, o ancora mentre elimina orde di nemici armato di un misero coltellaccio, e, per finire, quando pilota con destrezza il tanto agognato aereo stealth (che chiaramente non potrebbe mai contenere un uomo del suo ingombro), reso ancor più pericoloso dalla presenza dei minacciosi oridigni atomici. Il tutto non sembra ancora una volta preoccupare il nostro eroe, che, impugnado con disinvoltura la cloche con una mano e la mascherina per l'ossigeno con l'altra (Steven non sembra aver bisogno di respirare), esegue sconcertanti giravolte aeree con inverosimile naturalezza. Il tutto, ovviamente, pigiando ripetutamente il mirabolante pulsante "active stealth", come richiesto da programma (è questa la peculiarità dell'aereo o no?).

Ne consegue il mesto finale, che ci regala una morale nel segno dell'eroismo e dell'onor di patria: il buon soldato americano che si sacrifica  viene lodato da Steven; mentre il traditore riceve il degno trattamento riservato a figuri del suo calibro (missile in faccia).

 

Compendio finale: l'orrore che si è dipanato dinnanzi lo schermo è descrivibile solo come il patetico ritratto di una carriera naufragata, avente per protagonista un fallito atto a convincere lo spettatore (e se stesso), di essere ancora un vero duro e non un povero tetraplegico corredato di procione in testa. L'operazione re-styling non parrebbe però riuscita, lasciando perlopiù spazio alla commiserazione più nera.

Forse al buon vecchio Steven servirebbe un tasto "active stealth" integrato nel parrucchino, per poter così scomparire a comando e sfuggire dalla pubblica vergogna.

 

ASSIOMI DEI FILM CON STEVEN SEAGALper essere considerato un vero film con Steven Seagal, la pellicola deve soddisfare almeno cinque tra le seguenti definizioni:
1) Steven Seagal lavora o lavorava per il governo.
2) Solo un uomo può compiere la missione richiesta dalla sceneggiatura: quell'uomo è Steven Seagal.
3) Steven Seagal ha una figlia, che viene rapita o uccisa.
4) Steven Seagal guida una jeep
5) Steven Seagal si tromba o bacia una figa pazzesca.
6) Steven Seagal, per proteggersi dalle pallottole, si nasconde dietro un riparo che lascia almeno l'80% della superficie del suo corpo scoperta. Ciò gli permette comunque di evitare i proiettili.
7) Il nome (o cognome) del suo personaggio è, a scelta: John, Jack, Marshall o Cody.
8) Steven Seagal salva almeno un animale.
9) Durante il film, Steven Seagal disarma un cattivo per poi puntare la stessa arma contro il malvivente.
10) Steven Seagal spara senza guardare e colpisce il malvagio in piena fronte.

 

Sick Matt

SCENA MEMORABILE

Sul finale, ci attende una memorabile sfida tra i cieli. E quando Steven preme il pulsante "active stealth", ci regala un istante di gloria...

HO SCOPERTO CHE...

- In una 500 quattro elefanti ci stanno: due davanti e due dietro.

- In un aereo caccia Steven Seagal ci sta: uno davanti.

- Quando un aereo è invisibile ai radar, è bene renderlo anche invisibile alla vista.

- Non è complicato il pilotare un caccia.

- L'essere un vecchio grassone può permetterti di essere l'unico sulla Terra in grado di compiere determinate missioni.

- Nella finzione cinematografica, Steven Seagal può divenire invisibile.

CITAZIONI

 

"Chiedo il permesso di attivare l'active stealth!"

 

"Controllo: abbiamo un active stealth operativo!"

 

"Adesso disinserisca l'active stealth!"

 

"Ora passiamo alla fase successiva: Ratchet, lo porti più in alto e reinserisca lo stealth!"

 

"Inserisco l'active stealth!"

 

"Dobbiamo riprenderlo... e conosco un solo uomo in grado di farlo!"

 

"Quell'uomo è straordinario, non ho mai visto nulla di simile!"

 

"Allora chi sei?"
"Un ragazzo di campagna..."

 

"Non fa piacere quando vogliono cancellarti la memoria!"

 

"Un tempo esisteva una cosa chiamata leggitima difesa, adesso se ti difendi troppo bene rischi addirittura di finire nei guai..."

 

"Le cose stanno così: l'X77 è un aereo supersegreto sperimentale derivato dalla tecnologia del caccia F117, l'abbiamo modificato restringendo la sua sezione trasversale geometrica e ricoprendolo di un materiale in grado di assorbire i riflessi radar, ma l'X77 ha in più qualcosa di nuovo: un sistema di active stealth!"

 

"L'active stealth ha un difetto: quello di assorbire troppa energia..."

 

"Ratchet è stato costretto a spegnere l'active stealth e passare al passive stealth..."

 

"Pensa a quanti danni può fare una sola bomba... e io ne ho due!!"

VOTO: 8

violenza immotivata: 8

sesso gratuito: 6

brutti effetti speciali: 6

banalità: 8

umorismo pessimo: 1

errori: 8

illogicità: 8

sonnolenza sviluppata: 6

 

Scrivi commento

Commenti: 0