ARRAPAHO

LA BELLA SCELLA PEZZATA, DALLO SGUARDO DI TROIA E DAI CAPELLI DI PUTTANA

Ciro Ippolito dirige gli Squallor, Tinì Cansino e Urs Althaus in un'indecorosa epopea indiana, farcita di pessime battute e caratterizzata da scenografie al limite della decenza. Capo di Bomba, Palla Pesante, Luna Caprese: ecco alcuni dei personaggi che vi accompagneranno nella visione, in un concentrato di volgarità e turpitudine senza eguali.

Certamente, uno dei più grandi SCULT del passato millennio!

ARRAPAHO - 1984
USA - 84 min
REGIA: Charles E. Sellier Jr.
SCRITTO DA: Silvano Ambrogi, Ciro Ippoliti
CON: Urs Althaus (Arrapaho), Daniele Pace (Palla Pesante), Tinì Cansino (Scella Pezzata), Armando Marra (Cavallo Pazzo)

IN BREVE

La bella Scella Pezzata, della tribù dei Cefaloni, è promessa sposa di Cavallo Pazzo. Il suo cuore batte però per Arrapaho, aitante guerriero pellerossa figlio di Mazza Nera. Ci vorrà l'intervento di un Froceyenne, per mettere tutto a posto.

RECENSIONE

Ciao, comprati Arrapaho!

Ebbene, mai consiglio è stato più indovinato: il DVD in questione non può mancare in nessuna collezione che si rispetti!

Questa perla di follia targata Squallor sarà ricordata come una delle esperienze più incredibili e dissacranti che la storia del cinema ricordi: difficilmente sarà possibile ritrovare, in una sola pellicola, un così alto concentrato di nonsense e comicità della più bassa lega.

 

La trama, per dirla "alla Squallor", potrebbe essere definita un "tutto alla cazzo in culo". Trattasi difatti di collage di sketch deliranti, aventi per protagonisti i membri di tre strampalate tribù d'indiani: i Cefaloni, capitanati da Palla Pesante, i  Froceyenne di Latte Macchiato e, ovviamente, gli Arrapaho di Mazza Nera.

A tenere piede, la Shakespeariana storia d'amore tra Scella Pezzata, bellezza indigena, famosa per i suoi capelli da troia e gli occhi da puttana, ed Arrapaho, dell'omonima tribù. I due sono tragicamente separati dall'ahinoi logorroico Palla Pesante, con lo zampino dei rispettivi pretendenti: l'abbiente Cavallo Pazzo ed il garrulo e gaio Luna Caprese: certamente un intrigo surreale anche per la più audacemente melensa tra le telenovelas.

Non che del filo logico si capisca un granché: il taglio paradossale, volutamente portato all'estremo, rende il lavoro piuttosto caotico, permeato da un'aura di bruttura talmente perversa da risultare quasi piacevole. Il tutto per raggiungere il poco invidiabile risultato di realizzare "il film più brutto della cinematografia italiana, nel periodo in cui la cinematografia italiana era nel suo momento peggiore".

 

Come in un vero documentario naturalistico, potremmo assistere al singolare rituale degli Arrapaho, che adorano un enorme totem fallico, o ancora osservare le ambigue usanze dei Froceyenne, sadici rituali, coprofagia, cattivi odori... un tripudio di battute meno coerenti di una canzone dei Trollkotze ed altrettanto divertenti: è in questo delirio che il povero cavallo Alboreto diventa, inspiegabilmente, sempre più piccolo. Perché?

Da gustare anche il pazzesco finale, dove in un auditorium surreale tutti i personaggi della pellicola si radunano per suggellare l'amore dei due protagonisti, sulle note dell'Aida di Verdi (vedi scena memorabile), con tanto di scenografie originali!

 

Per tutta la durata del lavoro, l'anarchia cinematografica si pone ai massimi livelli: gli infiniti monologhi bislacchi del capo Palla Pesante la fanno da padrone, alternati a più riprese ad inserti finto spot pubblicitario di pessimo gusto; intermezzi stridenti e maleducati, inseriti, a detta dello stesso regista, per raggiungere una degna durata per la pellicola (o per dirla alla zetamovies, per tirare la canonica... ehm... 77 minuti).

Insomma, un guazzabuglio quasi indigeribile, anche per il più dissennato fan dello Z. Certo ciò è da prendere come complimento, come omaggio e come somma onorificenza. Se l'intento, come io penso, fu quello di realizzare un film volontariamente scalcinato, grottesco e malandato, in grado di sconvolgere lo spettatore perbenista qualunquista, certamente l'obiettivo è stato raggiunto.

Se linvece l'intento fu quello di girare un film brutto, volgare, scurrile e dedicato ai cinemasochisti, obiettivo altrettanto raggiunto.

Se viceversa, le numerose battute presenti nelle pellicola furono in qualche perversa maniera finalizzate alla risata o a anche al solo semplice intrattenimento, allora che la mestizia e la tristezza discendano su di noi, sedotti ed abbandonati da una delle più grandi cag... ehm... pellicole che la cinematografia trash italiana abbia mai partorito. 

 

Sick Matt & Erin Warner

 

 

SCENA MEMORABILE

Gran finale sulle note dell'Aida di Verdi, con maestose scenografie davanti ad un'arena gremita e trepidante. Ma... chi sono quei due sulla biga? Ma naturalmente Scella Pezzata ed Arrapaho, apparsi magicamente nel bel mezzo della messinscena.

Se qualcuno avesse domande da avanzare, rifletta sull'occhiolino del giulivo protagonista: forse meglio lasciar perdere...

 

HO SCOPERTO CHE...

- Per 5000 lire puoi prendere le piattole.

- Se finisci il detergente intimo devi lavarti le mutande.

- Una tortura degli indiani d'america consisteva nel punzecchiare i testicoli della vittima con delle fiaccole.

- Gli egiziani nell'Aida di Verdi sono in realtà degli indiani d'America travestiti.

- Gli indiani d'America celebravano matrimoni gay

- Gli indiani d'America erano estremamente volgari.

CITAZIONI

 

" Questa faccia di cazzo che vedete con un fucile minimo in mano che guarda questa valle desolata, è un profugo militare indiano"

 

"Questo che esce dalla tenda come dall'ascensore, è cavallo pazzo, che aspirava alla mano di una grandissima fica: Scella Pezzata, e nel frattempo parlava con i cavalli, e non si spiegava manco con loro - che vu a me? che vu a te? - nitriva anche..."

 

"Dimmi Capo di Bomba, a chi vuoi più bene, a papà, o a mammà?"

"A Pippo Baudo"

"Vaffanculo"

 

"Ma Mazza Nera, il capo che comandava la tribù, era malato di scoliosi ebraica, una malattia che si piglia nei pini, e camminava sempre con il cavallo a rotelle"

 

"Quando ti sei curato l'otite con quelle due paia di suppostine, ho capito che stavi cambiando strada del canyon"

 

"Un Cefalone con un Froceyenne... potrebbe venire una stirpe eletta... Un Cefalenne"

 

"il mio amore, la bella Scella Pezzata, dallo sguardo di troia e dai capelli di puttana, è ancora lontana da me"

 

"Ma perché no Cavallo Pazzo?"

"Perché mi ha rotto 'u cazzo"

 

"Si è sposata mia figlia Scella Pezzata con Cavallo Pazzo... 'a faccia du cazzo"

 

VOTO: 9

violenza immotivata: 8

sesso gratuito: 9

brutti effetti speciali: 5

banalità: 1

umorismo pessimo: 10

errori: 10

illogicità: 10

sonnolenza sviluppata: 1

 

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