CITTA' MORTA

INIZIA L'INFERNO!!!

Direttamente dagli anni '80, un classico "action" come piace a noi. Eroi, motociclisti, bande, poliziotti pazzi, sparatorie, uccisioni... gli elementi ci sono proprio tutti. Preparatevi ad una serata all'insegna del caos e alla distruzione totale!!!

CITTA' MORTA - DEAD END CITY - CITTA' SENZA FUTURO - 1988
USA - 85'
REGIA: Peter Yuval
SCRITTO DA: Michael Bogert, Peter Yuval 
CON: Dennis Cole (Chief Felker), Gregory Scott Cummings (Jack Murphy), Christine Lunde (Opal Brand), Robert Z'Dar (Maximum), Alena Mekelburg (Nancy) 

IN BREVE

Per via dell'alto tasso di criminalità, una metropoli viene evacuata dalla polizia. Solo in pochi osano rifiutarsi: un imprenditore, un suo dipendente, una sua amica, un cieco. Per loro, la guerra contro gang e sbirri è appena cominciata.

RECENSIONE

La pellicola oggi recensita è il classico esempio di Z-action movie che piace.
Gli anni 80, come ben sappiamo, spesse volte regalano piccole perle nel settore in questione, solitamente caratterizzate da atmosfere trucide, attori scapestrati e trame inenarrabili. In questo caso ci possiamo inoltre avvalere della sapiente regia di Peter Yuval (ricordate Sguardi di Fuoco?), presenza che rende superfluo ogni ulteriore commento.


L'ambientazione è il futuro prossimo venturo, dove una non ben identificata metropoli degli USA viene dichiarata inagibile e sottoposta ad evacuazione. La motivazione è l'impossibilità della polizia di assicurare protezione per i civili dalle spietate e sanguinarie bande che scorrazzano sui chopper, derubando, stuprando, uccidendo chiunque capiti loro a tiro. Quale migliore inizio si poteva paventare per una serata a base di ultraviolenza?

Le premesse ci sono tutte, quello che manca è il pretesto per imbastire una trama degna di tal nome. Il pretesto, manco a dirlo, viene servito su un piatto d'argento: tale Jack Murphy, piccolo imprenditore, rifiuta categoricamente di abbandonare casa e fabbrica, barricandosi con alcuni amici fidati all'interno di un magazzino abbandonato. Armati fino ai denti, palesemente disposti a tutto, sfidano a viso aperto i folli motociclisti, dando vita ad una battaglia senza quartiere e senza esclusione di colpi. A sfidarlo, nei panni del capo dei cattivi, troviamo il super mentone Robert Z'Dar, famoso per aver interpretato Maniac Cop (il poliziotto maniaco poi divenuto sadico), qui in un ruolo degno delle sue fattezze scomposte.


I proiettili sibilano in ogni direzione, arti e toraci spappolati si sprecano, un teppista si rompe la testa sull'asfalto, uno vola da un tetto. Le situazioni sono quelle tipiche di questo genere di pellicole: bifolchi che urlano sguaiatamente, ondeggiando i mitragliatori e sparando senza prendere la mira, proiettili schivati da pochi metri di distanza, buoni refrattari a morire contrariamente ai malvagi, che cadono come mosche. Il tocco di classe è inoltre conferito dall'aggiunta di personaggi limite, in grado di donare ulteriore disordine agli eventi: un cieco che combatte nelle fila degli eroi, una reporter televisiva che si unisce al marasma, uno sbadato cittadino che viene suo malgrado coinvolto nella carneficina.

 

L'avvicendarsi di diverse ambientazioni metropolitane aggiunge effervescenza al susseguirsi degli eventi, certamente già sgravato dalla non eccessiva durata del lavoro. Nonostante il tutto possa essere ricondotto ad una lunghissima sparatoria, il clima paradossale non sembra stancare la mente dello spettatore.

Sul finale, dopo un'estenuante battaglia, il protagonista viene sequestrato da un gruppo di poliziotti. Cosa si cela dietro al misterioso piano di sgombero? Cosa stanno tramando gli sbirri che silenziosamente osservavano la battaglia da dietro le quinte? Ovviamente non oso svelarvi l'eccitante e degna conclusione di questo inebriante film d'azione: la direttiva è di procurarselo al più presto possibile, nonostante la sua certamente non altissima reperibilità. Il suggerimento diventa un obbligo per gli amanti delle pellicole stile "2019: Dopo la Caduta di New York", "Fuga dal Bronx" e "Annihilators: Banda Senza Legge", ovvero tutti coloro che amano gustare i fotogrammi scoloriti e giallognoli tipici del periodo.
Per l'ennesima volta Yuval si conferma maestro della messinscena strabordante ed eccessiva a tutti i costi, riservandosi un posto tra i cineasti da riscoprire. Insieme a Rodnunski, non conosce eguali quando si tratta di intraprendere la strada della follia cinematografica.
Una nota di merito va anche all'addetto delle copertine per il mercato italiano, capace di ricreare una miscela unica che attira il trash addicted senza possibilità di ribellione. Un unico interrogativo ci attanaglia: chi è quell'arabo col turbante sull'immagine del DVD?

 

Sick Matt

 

SCENA MEMORABILE

Durante una fuga ad alta velocità, Jack viene coinvolto in una colluttazione sul retro del suo furgoncino. Un lesto colpo di fucile del nostro eroe e per lo stunt-man (ed il suo osso del collo) è la fine.

HO SCOPERTO CHE...

- Il miglior modo per costruire un quartiere residenziale è uccidere prima tutti i cittadini.
 -  Meglio non chiedere l'accendino ad una banda di teppisti
 - Non sentire le sirene di evacuazione può costare molto caro.
 - I ciechi hanno l'udito sviluppatissimo.

CITAZIONE

 

Facile inseguimento...
Facile uccidere!


Non ho intenzione di lasciare la mia azienda a quella banda di sporchi terroristi.

Ci divertiremo come all'inferno! Ora vado a prendermi un po' di aria fresca...

Inizia l'inferno!

VOTO: 8

violenza immotivata: 9

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 2

banalità: 1

umorismo pessimo: 1

errori: 1

illogicità: 3

sonnolenza sviluppata: 2

 

Scrivi commento

Commenti: 0