ARE YOU SCARED?

IL GIOCO E' INIZIATO

Per comprendere questo film è necessario risolvere un enigma: cosa accadrebbe se prendessimo il film SAW, lo svuotassimo di ogni senso logico e lo privassimo di mezzi tecnici e coinvolgimento emotivo? Se ancora non lo avete capito, la risposta al quesito è "Are you  scared?"!
Insomma... voi, quanta paura avete?

ARE YOU SCARED? - 2006
USA - 79 min
REGIA: Andy Hurst
SCRITTO DA: Andy Hurst
CON: Alethea Kusher (Kelly), Erin Consalvi (Cherie), Brad Ashten (Brandon), Charlee Avers (Laura), Kariem Marbury (Jason), Soren Bowie (Dylan), Brent Flider (Shadow Man)

IN BREVE

Un regista crede di girare "Saw-L'enigmista". In realtà sta girando "Are you scared?"

RECENSIONE

Fra le tante pellicole-clone realizzate in seguito all'uscita del famoso "Saw-L'enigmista", certamente spicca per deficienza questo "Are you scared?". Trattasi di disastroso esempio di copia-incolla senza particolari pretese, dove il regista, impaziente di cavalcare l'onda del successo, perde velocemente il senno. Tutto, dalle atmosfere alla voce stessa del killer, dai marchingegni di tortura alle indagini poliziesche, sembra ricordare il ben più nobile parente cinematografico, che qui è rivisitato in versione low-budget: privo di accuratezza nei particolari, di dialoghi sensati e di una trama degna di tal nome.
Il pretesto (notare l'originalità) è il solito: una combriccola estranei si risveglia in un simil-magazzino fatiscente senza ricordare nulla della sera prima, ripresi da telecamere e guidati da una voce fuori campo distorta (praticamente uguale a quella di Jigsaw). L'eterogenea compagnia di ritardati sembra in principio non capire il perché di tali avvenimenti, disperandosi e urlando fino allo sfinimento, finché il più acuto tra loro non nota la presenza di telecamere sulle pareti, ipotizzando pertanto che si tratti delle riprese di un reality show. Con la velocità di propagazione di un'influenza invernale, l'idea prende piede ed i nostri si ritrovano alfine a parlare di soldi, successo e fama, nel più repentino cambiamento d'animo mai registrato in una pellicola.
Quando uno dei protagonisti, Jason, viene convinto dal misterioso "enigmista" a partecipare al "gioco" (quale gioco?), si scopre che in realtà tutti avevano mandato un videomessaggio per prendere parte al suddetto reality (quale reality?), instillando nello spettatore non pochi dubbi riguardo la genuinità e la contiguità degli avvenimenti. Pian piano si scopre infatti che il concorso in questione è "Are you scared?", programma televisivo (come?) dove i concorrenti sono invitati ad affrontare le loro paure (perché i ragazzi all'inizio sembravano non capire cosa stesse succedendo?).
Subito il ragazzotto di colore viene convinto, mediante uno spruzzo di vapor d'acqua, ad entrare in una stanza contenente una bomba pronta ad esplodere (sessanta secondi di tempo). Il ragionamento non fa una piega: la bomba in realtà è occultata nella sua pancia, ed ora si trova perciò nella stanza... Per salvarsi dovrebbe operarsi da solo, usufruendo unicamente di una bombola anestetica che letteralmente "se inalata per poco anestetizza, con un po' di più addormenta e ti svegli paralizzato, ancora di più e non ti svegli affatto!". Riflettendo sull'esistenza una sostanza in grado di anestetizzare la pancia previa inalazione, varrebbe comunque la pena di tentare! Il nostro eroe propende invece per gettare definitivamente la spugna (solo per capire il tutto sono passati quaranta secondi) e morire in un tripudio di sanguinolenta computer grafica.

 

Sui titoli di testa già la "prima prova" ci aveva incuriosito: una ragazza avrebbe dovuto aggiudicarsi un "contratto da modella" (?), immerso in una vasca piena di acido. Purtroppo i suoi sogni di gloria finiscono presto in frantumi: dopo aver preso la scossa al collo, aver camminato su vetri ed aver premuto un pulsante verde, rimane orrendamente sfigurata nel tentativo di recuperarlo con la bocca.

 

Col passare dei minuti, vengono introdotte ulteriori torture ai danni degli sventurati teen-ager, caratterizzati dalla totale assenza di realismo. Ci viene presentato un macchinario corredato di trapani elettrici, finalizzato allo squartamento di due fratelli.

Poi una stanza oscura con tanto di fucili occultati, dalla quale si può uscire solo entro sessanta secondi grazie ad una luce fortissima che si accende e si spegne.
Per finire in bellezza, ad una ragazza vengono legate le mani con i suoi stessi intestini (!). Per liberarsi dovrebbe farsi rosicchiare le budella da dei topi, per poi chiamare la polizia con un cellulare. Il tutto, ovviamente, entro sessanta secondi! 


In mezzo a tutto ciò, un manipolo di agenti incapaci di intendere e volere si occupa delle indagini. I nostri tutori della legge, privi di qualsiasi tipo di ragionamento logico, passano gran parte della pellicola a vagare per tetti e ponti, anche quando ormai tutti gli indizi li potrebbero condurre alla risoluzione del caso: come affiorati dal nulla, con una puntualità che potrebbe offendere gli spettatori più irritabili, essi ricadono nelle mani degli indifferenti inquirenti. Lo "sbadato" enigmista lascia infatti in giro  vetrine col "numero di fattura", il suo stesso nome e cognome al ricettatore cui aveva commissionato lo strumento coi trapani, finendo col far addirittura ritrovare i suoi attrezzi di lavoro su cui sta incisa la fabbrica abbandonata dove sta avvenendo il "gioco"... Nessun timore: non è un modo per farsi raggiungere volontariamente, ma una vera e propria sequela di errori!

 

Il caustico finale aggiunge patate lesse al già indigesto calderone: si scopre che una delle giovani è la figlia del killer, senza che ciò centri qualcosa col resto. "Perché non hai ucciso solo me, allora?", è la domanda più scontata... "Ma per impartire una lezione!", no?

Per nostra fortuna, finalmente qualcuno capisce che rompendo le telecamere il maniaco viene messo fuori gioco il disattento maniaco, dando perlomeno una svolta agli ormai soporiferi eventi.
Tutto concluso? Forse no... un epilogo a sorpresa sembra far propendere per un sequel (che c'è stato).

 

"Are you scared" è un film vivamente consigliato a tutti coloro che intendono farsi quattro risate, commentando ad alta voce gli innumerevoli errori caratterizzanti la pellicola. Il ritmo medio-alto permette una visione scorrevole e divertente, sgravata anche dal peso della durata (solo un'ora e dieci effettiva).

A tutti gli effetti un film di pura serie Z, di quelli che non fanno rimpiangere i prolungati scavi archeologici nei cestoni dei supermarket.

 

Sick Matt

 

SCENA MEMORABILE

Laura si risveglia con le mani legate dai suoi intestini. Ha sessanta secondi per prendere il cellulare che si trova in una teca di plexiglass, ma per slegarsi deve avvalersi dell'aiuto di alcuni topolini dai denti affilati. Riuscirà a vincere il ribrezzo? Se sì, a cosa servirebbe poi chiamare la polizia? Ma soprattutto, è possibile legare le mani ad una persona con i suoi intestini? Ai posteri l'ardua sentenza...

HO SCOPERTO CHE...

- Il desiderio di impartire una lezione può portarti ad uccidere.
- La febbre da reality porta la gente a non ragionare.
- Sui vetri è inciso il numero di fattura.
- I bottoni son degli indizi fondamentali.
- I ricettatori eseguono strumenti di tortura su ordinazione.
- Esiste un programma che permette di vedere le persone sullo schermo come puntini luminosi che si muovono.
- Sessanta secondi sono un lasso di tempo utile per fare un sacco di cose.

 

CITAZIONI

 

"Ho affrontato delitti passionali, altri dettati dall'odio, altri ancora da un incontrollabile bisogno di uccidere... ma questo... questo killer è metodico nel pianificare... spietato nell'esecuzione..."

"Vuole comunicarci qualcosa..."
"Che cosa?"
"Che adesso il gioco è ricominciato..."

"Questa fogna mi sconvolge il cervello"

"Che posto magnifico hai trovato... diroccato e lurido come piace a me! Capisci che intendo?"

"Che razza di fottuto reality è questo?"

"Il gioco è iniziato"

"Chiamerà... lui chiama sempre..."

"Una morte pietosa è meglio di una vita di dolore..."

"Il tuo gioco è finito"

"Il gioco è annullato!"

"Ah... gli equivoci... e ora la battaglia finale!"

"Il gioco continua..."

"Ci sono circa ventiquattro litri di sangue nel tuo corpo... puoi perderne dodici senza conseguenze... se ne perdessi di più... affronteresti ogni genere di complicazioni..."

VOTO: 10

violenza immotivata: 10

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 7

banalità: 10

umorismo pessimo: 1

errori: 8

illogicità: 7

sonnolenza sviluppata: 2

 

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