APRILE 2011 - GOODBYE MAMA

LA NONNA E' IN PERICOLO

GOODBYE MAMA - 2010
ITALIA/BULGARIA - 106'
SCRITTO DA: Michelle Bonev
REGIA: Michelle Bonev 
CON: Michelle Bonev 

IN BREVEMichelle Bonev, una e trina soubrette bulgara, scrive, gira, interpreta un film sovvenzionato dal governo italiano.

RECENSIONE
E' fatta ragazzi! Finalmente anche i politici italiani hanno capito il valore dello Z! Non vi stiamo prendendo in giro: dovete sapere che la pellicola qui recensita è stata sovvenzionata nientemeno che da "Rai Cinema", sotto consiglio del ministro Bondi ed altri decisi sostenitori della cultura, per la modica cifra di un milione di euro! Come spiegare pertanto il dispendio di una così illimitata fonte di denaro, se non come una dichiarazione d'amore per il genere "disastro cinematografico"? Noi sognatori, amiamo immaginare gli italici politicanti convertitisi a fan del nostro sito, pertanto felici nello staccare il prezioso assegno a sei zeri a favore della realizzazione di una pellicola di pura demenza. Il tutto seguendo una coerente e semplice idea: sommergere di denaro una persona totalmente negata per la professione di regista, sceneggiatrice e attrice (al secolo Michelle Bonev), ed assegnarle contemporaneamente i tre compiti qui citati per creare unico lungometraggio. Il risultato è un chiaro omaggio agli appassionati di telenovelas casuali degli anni 80, alle televendite di oggetti superflui, nonché a coloro che si appassionano ad ogni fiction trasmessa via etere, e che qui ritroveranno lo spirito della televisione commerciale svogliata e priva di mezzi degli anni passati.
Citando l'inverosimile trailer, la trama è riassumibile nel seguente periodo: "la nonna è in pericolo!", frase che non lascia spazio ad equivoci. La vecchia in questione risulta essere una povera malata di Alzheimer, trascinata a forza dalla figlia (la stessa Bonev) in un ospizio bulgaro noto per le pessime condizioni e per i maltrattamenti agli anziani. I poverini vengono continuamente avvelenati dagli infermieri (a che pro?), nonché lavati tutti assieme con la canna dell'acqua, neanche ci trovassimo in un gulag durante la Seconda Guerra Mondiale. Uniche interessate alla sorte della nonna, le due nipoti figlie della protagonista, decise a salvare l'anziana dagli sporchi infermieri comunisti. Per raggiungere il loro scopo non esiteranno ad affidarsi al vice primo ministro bulgaro, chiaramente una brava persona, viste le foto del Papa e di Berlusconi sulla sua scrivania. Come potrete capire, il melodramma assume ben presto una piega involontariamente comica, unitamente agli improvvisi exploit artistici della poliedrica regista, che insiste su primi piani "neorealisti": le mani dei vecchi che si accaparrano i cioccolatini, la mela che cade al rallenty, le briciole di pane versate da una mano all'altra. In attesa che qualcuno in sala si alzi sottolineando estasiato il picco raffinato raggiunto dalla pellicola, passiamo alle innumerevoli vicissitudini che caratterizzano la farsa riportata su cineschermo.
I flashback sono numerosi ed incalzanti, e si viene rimbalzati dal 1968 al 2005, passando per il 1977 e per il 2010. Come in un "Ritorno al Futuro" in salsa pecoreccia, appare alquanto azzardata la scelta della protagonista di interpretare tutte le fasi vitali del personaggio "Yana" dai sedici ai sessant'anni. La nostra appare "leggermente" stagionata nei panni della teen-ager, così come visibilmente falsa in quelli della vegliarda. A dirla tutta non tornano neppure i conti: l'attenta redazione di Z-movies riporta l'impossibilità per la figlia di Yara (un attrice sulla quarantina) di essere nata dopo il 1980, essendo ritratta per tutta la durata del film come un'acerba studentella, a discapito delle rughette e dell'aspetto eloquentemente adulto.
Si comincia a sentire lezzo di bruciato: cosa si nasconde (tralasciando il nostro inverosimile scenario) dietro la suddetta operazione commerciale? Il tutto sembra arrangiato alla bene e meglio, i dialoghi sono noiosi e sopra le righe e, dopo la prima parte del film, della nonna (fulcro dell'intreccio) neppure l'ombra. A tenere banco solo gli infiniti cavilli burocratici, probabilmente eccessivi anche per una puntata speciale di Forum.
Parrebbe che la Bonev abbia trovato il cosiddetto paiolo ripieno d'oro alla fine dell'arcobaleno, avendo investito, delle ingenti somme a lei recapitate, circa 10 euro per le attrezzature, 30 euro per le scenografie e 100 euro per stipendiare cast e troupe. Dei tre milioni di partenza (1 da Rai cinema, come menzionato, e 2 da enti in Bulgaria) avanzano, secondo i nostri più rosei conti, 2.999.860 euro. La domanda nasce perciò spontanea: che la Bonev voglia utilizzare i soldi in eccesso per regalarci altre 21.428 pellicole di uguale caratura? Noi la sosteniamo, così come tutte le gentilissime e competenti persone che siedono al ministero della cultura. Lo zeta è una forma d'arte paritaria alle altre correnti cinematografiche, e va pertanto sostenuta e sovvenzionata. Grazie Michelle, che lo spirito di Ulli Lommel ti accompagni a vita!
 

Sick Matt

 

HO SCOPERTO CHE: 
- Un'attrice può interpretare se stessa dai 16 ai 60 anni nello stesso film.
- La Bulgaria non ha un buono standard per le strutture dedicate ai malati psichiatrici.
- Anche in Bulgaria una donna, se vuole, può difendersi da sola durante un processo. 
- Solo in Italia una donna che non sa fare niente, può scrivere un film e dirigersi da sola.
- Una brava persona conosce il Papa e Berlusconi.

VOTO: 1

violenza immotivata: 7

sesso gratuito: 4

brutti effetti speciali: 1

banalità: 4

umorismo pessimo: 1

errori: 9

illogicità: 7
sonnolenza sviluppata: 8

 

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