GIUGNO 2010 - UNIVERSAL SOLDIER: REGENERATION

TI SEI TROVATO A RIFLETTERE SULLA COMPLESSITA' DELLA VITA?

UNIVERSAL SOLDIER: REGENERATION - 2009
USA - 97 min
REGIA: John Hyams
SCRITTO DA: Victor Ostrovsky, Richard Rothstein
CON: Jean Claude Van Damme (Luc Deveraux), Dolph Lundgren (Andrew Scott), Andrei Arlovsky (NGU), Garry Cooper (Dr. Porter)

IN BREVE

Il soldato programmabile Luc Deveraux viene richiamato in servizio per sconfiggere una banda di terroristi che ha occupato Chernobyl.

RECENSIONE

"Universal Soldier: Regeneration" presenta allo spettatore un campionario di attori stagionati surgelati, appositamente sbrinati per l'occasione. Tra i volti noti, nientepopòdimeno che Jean Claude Van Damme e Dolph Lundgren, per la gioia dello "zetologo" di vecchia data.

L'aborto in questione è il sequel del famoso film anni novanta "I Nuovi Eroi", pellicola che vedeva l'intelligence militare creare una stirpe di soldati indistruttibili e programmabili, capitanati dai due beniamini sopra citati.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, alcune carriere sono naufragate ed "i film non sono più quelli di una volta". Il buon vecchio "terrorismo", invece, è sempre lo stesso. Così, quando lo spettro dell'attentato comincia a far paura, è giusto richiamare in servizio chi di situazioni del genere se ne intende. Peccato che, nella vita come nella fiction cinematografica, gli eroi si ritrovino relegati in una busta stile "Quattro salti in padella findus", necessitando pertanto, come istruzioni consigliano, di una consona pre-riscaldata prima del consumo.

Attivati pertanto i molti muscoli e i pochi neuroni dei protagonisti, la cena indigesta è prontamente servita, a ricreare un anacronistico film d'azione emozionante come un ghiacciolo all'arancia.

L'intrigo ruota attorno al cattivo richiesto da copione, un russo che occupa la centrale nucleare di Chernobyl applicando i soliti detonatori vicino al solito nucleo di fusione, fornendo pertanto la scontata scadenza per la riuscita della missione. Gli fa da spalla un "Universal Soldier" (anch'egli russo) di ultima generazione, clonato e geneticamente modificato per affrontare senza paura qualsiasi tipo di incarico. A fronte della crisi, ai buoni non resta altro da fare se non ripescare un rinsecchito Van Damme, oggetto di un programma di recupero per soldati de-umanizzati in pensione. Dopo anni di intensa riabilitazione psicologica atta a renderlo "un uomo normale", il nostro viene di nuovo sbattuto suo malgrado nel bel mezzo della guerriglia, alla faccia del tempo speso in comportamentisti e specialisti vari. Due belle iniezioni di integratori chimici, una corsetta sul tapis roulant ed il gioco è fatto: imbacuccato fin sopra il mento, armato di mitra e fucile, il nostro è pronto a partire all'attacco.
All'appello manca però l'ultimo fiore di nasello: Dolph Lundgren, che se ne sta surgelato in una cella freezer, richiamato nel mondo dei vivi dal "mad doctor" di turno, desideroso di una guardia del corpo in grado di difenderlo dagli altri "Unisold".
Le parti in gioco ci sono finalmente tutte, e la pellicola è pronta ad esplodere: le battute sembrano sparire dal copione come per magia, le facce dei protagonisti si paralizzano in una smorfia ebete e la trama viene presa in ostaggio da un anarchico desideroso di distruzione. Sullo sfondo, tra mine e proiettili sibilanti, un Van Damme che corre in stile Forrest Gump; dritto, imperturbabile.

Come in ogni favola repubblicana che si rispetti, in quattro e quattr'otto tutto volgerà al meglio. L'attacco terroristico verrà sventato, i cattivi verranno fatti a pezzi (Lundgren compreso), mentre Van Damme potrà correre felice verso mete lontane a noi ignote.

 

Il caotico polpettone ha sicuramente il pregio di riuscire certamente ad accontentare i fan meno pretenziosi, ovvero tutti coloro che cercano semplicemente "un film d'azione" per occupare del tempo morto. Nonostante le scenografie modello filmaccio "à la Steven Seagal" e la totale assenza di un'imbastitura logica a sorreggere gli avvenimenti, il tutto risulta casinista e catastrofico al punto giusto, adattandosi anche ai cervelli meno complessi.
Completamente fuori posto invece i due veterani del trash, nonostante il fisico sfoggiato in barba all'età. Visibilmente a disagio negli innumerevoli contesti adrenalinici, certamente faticano a ritrovare una dinamicità plausibile, risultando spesso più simili a dei pupazzi di legno che a degli attori. Eccelleranno invece nell'arte dello sganasciare a più non posso, utilizzando l'antica tecnica mandibolare come unico espediente recitativo a loro disposizione. 
A visione terminata l'unico rimpianto rimarrà solo quello di non aver potuto assistere all'ennesima spaccata frontale di Van Damme; forse l'artrosi ha trionfato là dove nessun regista era mai riuscito: vietare all'istrionico attore lo sfoggio della sua peculiare e dolorosa posizione!

 

Sick Matt

 

VOTO: 6

violenza immotivata: 7

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 1

banalità: 8

umorismo pessimo: 1

errori: 2

illogicità: 4

sonnolenza sviluppata: 4

 

Scrivi commento

Commenti: 3
  • #1

    Sherlyn Crandall (domenica, 22 gennaio 2017 11:41)


    When I initially commented I clicked the "Notify me when new comments are added" checkbox and now each time a comment is added I get several emails with the same comment. Is there any way you can remove people from that service? Appreciate it!

  • #2

    Lula Selvy (domenica, 22 gennaio 2017 23:21)


    Great site. A lot of useful info here. I am sending it to some friends ans additionally sharing in delicious. And obviously, thanks to your effort!

  • #3

    Belkis Dudek (mercoledì, 01 febbraio 2017 18:27)


    I am extremely inspired together with your writing abilities as well as with the format on your blog. Is this a paid theme or did you customize it your self? Anyway stay up the nice high quality writing, it's rare to look a great blog like this one these days..