OTTOBRE 2011 - PARKING LOT

DIVIETO DI SOSTA

PARKING LOT - 2011
Italia - 90'
REGIA: Francesco Gasperoni
SCRITTO DA: Harriet McMasters-Green, Francesco Gasperoni
CON: Harriet McMasters-Green (Lorna), Marius Bizau (Rosso), Massimo De Lorenzo (Barbone), Antonio Palumbo (Nero), Francesco Martino (Federico)

IN BREVE

Lorna, straniera in Italia, smarrisce la sua auto in un parcheggio. Per lei sarà l'inizio di un reality show realizzato da tre maniaci.

RECENSIONE

Armati di occhialini 3D, ci rechiamo nell'unico cinema che coraggiosamente ha messo in programmazione “Parking Lot”, promettente disastro di nostrana fattura. Presto intuiamo il motivo di tale esclusività.
L'assunto è intrigante: “ogni giorno tre milioni di persone non si ricordano dove hanno parcheggiato”... come sviluppare tale simpatica curiosità da inserto enigmistico estivo? Il compito parrebbe arduo anche per un esperto regista, figuriamoci per lo sconosciuto Gasperoni. Nessuno rimarrà deluso: ciò che presto prende vita sul cine-schermo, è una triste e scadente accozzaglia di fotogrammi pronti a formare uno dei peggiori trash che la storia ricordi. 
L'incedere degli avvenimenti di sviluppa con pachidermica pesantezza, annebbiando velocemente le menti della redazione di Z-movies: alcuni passano dalla veglia al sonno, altri dal sonno alla morte. I pochi superstiti si rendono conto che forse sarebbe stato meglio prolungare la pausa pre-visione alla toilette, concentrandosi su altre tipologie di rifiuti organici...

Commentare seriamente l'assurda trama, anche per un solo minuto, servirebbe solo a fare il gioco dei furbi (neanche troppo, il rientro economico è alquanto insperato... o saranno le solite sovvenzioni statali?) produttori del film. Per dovere di cronaca, ci limitiamo ad esporre ciò che ci sembra di aver capito: tre burloni mentalmente deviati (chiamati Nero, Rosso e... Federico) hanno in mente di girare un reality show con le telecamere a circuito chiuso di un centro commerciale (!). Il gioco consisterebbe nello spaventare a morte una malcapitata signora perdutasi nel parcheggio, mediante l'utilizzo di mitragliatori giocattolo ("quei pallini fanno male!"). Ciò che ne consegue è l'infinito rincorrersi delle varie parti in gioco; incalzare che non ha davvero nulla di sensato. A discapito del tanto millantato V.M. 14, non vi è inoltre traccia di sangue, violenza o cattiveria alcuna. Il tutto è più che altro paragonabile ad un gruppo di dementi intenti a giocare a nascondino.
Insomma, l'intreccio non sta in piedi, le battute sono raffazzonate alla bene è meglio e l'intero cast è composto in maggioranza di attorucoli da quattro soldi. C'è del marcio al centro commerciale: la protagonista è (guarda caso) anche autrice e produttrice. Ci troviamo davanti ad una novella Michelle Bonev? Il tutto è solo un lungo spot elogiativo delle sue capacità recitative? Non ci è dato avere la risposta a queste domande, solo il tempo potrà portare alla verità.
Tra uno sbadiglio ed un'imprecazione, ciò che resta della visione è un uomo investito da una Smart ed un barbone tristemente agghindato, che picchia un malvivente con un calzino pieno di monete. Troppo poco per divertire: gli amanti del paradosso grafico rimarranno certamente delusi. L'unico sfogo possibile sarà quello di inveire ad alta voce contro gli autori ed i partecipanti al lavoro, nonché chiedere al gestore della sala il risarcimento del biglietto a visione terminata.

 

Sick Matt

 

HO SCOPERTO CHE...

- Si può scrivere, produrre e recitare in un film senza saper fare nessuna delle tre cose.

- Ogni anno tre milioni di persone non si ricordano dove hanno parcheggiato.

- Ogni anno tre milioni di persone vanno a vivere sotto un ponte dopo aver girato un film come questo.

VOTO: 1

violenza immotivata: 8

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 1

banalità: 1

umorismo pessimo: 1

errori: 8

illogicità: 9

sonnolenza sviluppata: 10

 

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