AGOSTO 2011 - TEKKEN

INSERIRE MONETA

TEKKEN - 2011
Giappone/USA - 92'
REGIA: Dwight H. Little
SCRITTO DA: Alan B. McElroy 
CON: John Foo (Jin Kazama), Kelly Overton (Christie Monteiro), Cary Hiroyuki Tagawa (Heihachi Mishima), Ian Anthony Dale (Kazuya), Cung Lee (Marshall Law)

IN BREVE

Il prode Jin Kazama si iscrive all'Iron Fist, torneo di combattimento dove le regole sono estremamente mutevoli.

RECENSIONE

L'orrore cinematografico di Agosto, fra una granita ed un cavallone marino, è un film pieno di uomini e donne in costume che compiono azioni poco sensate in uno scenario privo di coerenza... una pellicola del genere "bellezze al bagno"? No, "Tekken". 
Finalmente, infatti, dopo anni di lunga attesa, anche noi fan del famosissimo videogame, possiamo rivivere i pomeriggi della nostra adolescenza direttamente sul grande schermo.
Un po' rassicurati dall'assenza di Uwe Boll "il massacratore di videogiochi" nei credits del trailer, noi della redazione di ZMs ci rechiamo gaudenti ad acquistare il prezioso biglietto.
Mai tanta aspettativa fu brutalmente disillusa e con cotanta rapidità.
Dopo soli due minuti di pellicola, i basiti spettatori, si accorgono della balzana idea balenata negli imperscrutabili encefali degli sceneggiatori: distorcere completamente la, seppur minima, traccia di trama trapelante dalle scazzottate made in Japan, a formare un delirante intreccio malamente ambientato in una poco intrigante sottospecie di futuro postatomico. Nel mondo di Tekken al posto delle grandi nazioni ci sono delle grandi corporazioni tecnologiche (o qualcosa del genere) e l'evento mondano più importante è proprio l'Iron Fist Tournament. 
Il torneo si svolge a "Tekken city", è indetto dalla "Tekken Corp" e vi partecipano sempre i rappresentanti delle corporazioni (Bryan, Raven, Christie, Eddie, Nina, Anna, Yoshimitsu e le poco significative new entries direttamente da Tekken 6 , Dragunov e Miguel) in aggiunta una "people's choice", che, da diversi anni, corrisponde a Marshall Law.
Quella che sembra essere l'unica regola del gioco è stata inventata di sana pianta dagli sceneggiatori: niente cyborg, e probabilmente niente demoni, niente manichini, niente animali (qui non vale la regola "non c'è scritto da nessuna parte che un canguro non può partecipare all'Iron Fist")... proprio come nel videogioco.
Alcuni personaggi sono stati modificati ad uso e consumo della pellicola: Yoshimitsu non è un demone, i JACK sono robottini smilzi con maschere da samurai, Christie pratica "un mix di arti marziali" inventato da lei e si potrebbe continuare a lungo...
Ad impreziosire lo scenario finora rappresentato, le le sfide vengono combattute indoor su ring agghindati a rappresentare i suggestivi fondali del videogame... 
Tornando però allo svolgimento, il protagonista dello zeta del mese è Jin Kazama, un vero e proprio "signor nessuno" che si arrabatta rischiando la vita per arrivare a fine mese rubacchiando pezzi di avanzatissima "tecnologia Tekken" (che a questo punto diventa un vocabolo analogo a "puffare") che, per vendicare la madre, brutalmente uccisa dai cattivoni della Tekken, si iscrive al torneo e sconfigge il temibile Law, guadagnandosi l'accesso all'ambita fase finale. Da qui una serie di deliranti (errata corrige: ancora più deliranti) risvolti da soap opera, rende l'intreccio ancora più imbarazzante proponendo vendette familiari, tresche e tradimenti non concludentisi, forse a stuzzicare il voyeur nascosto nello spettatore che porteranno, senza alcuna consequenzialità, Jin a vincere il titolo di campione dell'Iron Fist in una sfida all'ultimo sangue con suo padre, Kazuya.
La nostra valutazione finale è impietosa, poiché numerose scelte biasimevoli hanno costellato la pellicola, contribuendone al naufragio. I produttori non hanno ancora capito che i film ispirati a videogames vengono visti dai nerd dei videogame e con i nerd non si scherza! Non si possono inventare trame diverse, non si possono eliminare tutti i personaggi più divertenti, non si possono modificare le caratteristiche dei personaggi, non si può tagliare corto sui combattimenti per indugiare su storie d'amore improbabili. In conoclusione se qualcuno dovesse avere la pessima idea di ispirarsi ad un altro videogame per un film alla Tekken, noi conosciamo un regista che può sicuramente produrre un lavoro migliore di quello che è stato fatto con Tekken... ed è proprio lui... El professor...

 

Erin Warner

 

HO SCOPERTO CHE: 
- L'Iron Fist tournament è vietato ai cyborg

- Yoshimitsu non è un demone ma un uomo con un buffo cappello
- Christie Montero pratica un'arte marziale inventata da lei
- Jin Kazama di lavoro fa il ladro
- Le regole dei tornei possono cambiare in corsa
- E' possibile realizzare un film su un videogioco senza averci mai giocato e senza essere Uwe Boll

VOTO: 3

violenza immotivata: 5

sesso gratuito: 2

brutti effetti speciali: 3

banalità: 2

umorismo pessimo: 1

errori: 7

illogicità: 4

sonnolenza sviluppata: 4

 

Scrivi commento

Commenti: 0