APRILE 2012 - LA FURIA DEI TITANI

... E POI DICONO CHE OMERO ERA CIECO

LA FURIA DEI TITANI - WRATH OF THE TITANS - 2012
USA - 99'
REGIA: Jonathan Liebesman
SCRITTO DA: Dan Mazeau, David Johnson 
CON: Sam Worthington (Perseo), Liam Neeson (Zeus), Ralph Fiennes (Ade), Edgar Ramirez (Ares), Rosamund Pike (Andromeda) 

IN BREVE

Perseo ed Agenore, semidei rinnegati, riscrivono la mitologia greca occupandosi del Tartaro.

RECENSIONE

Contrariamente a quanto ci saremmo mai aspettati, ecco apparire nelle sale il sequel di "Scontro tra Titani", epica catastrofe dell'anno passato. Indossato pertanto per l'occasione il vestito mitologico della festa, davanti ai nostri occhi appannati dagli occhialetti 3D riappaiono gli Dei ed i Titani che tanto abbiamo amato. Nuovamente possiamo compatire lo scoppiato Zeus-Liam Neeson (questa volta senza costume abbagliante), il disastroso Ade-Ralph Fiennes e il legnoso Perseo-Sam Worthington, inaspettatamente corredato da alcune battute extra e da un parrucchino riccioluto di dubbio gradimento. Per la cronaca, è bene anche ricordare il ritorno del mitico Pegaso color nero, della spada di cartapesta di Perseo, dei suoi amici pescatori e del simpatico quanto immobile gufo d'ottone Bubo, simbolo di una staticità cinematografica non certamente voluta. Il ruolo comico di routine tocca invece, dato il precoce pensionamento dei due marocchini del primo episodio, al figlio terrestre di Poseidone, tale Agenore, unico e vero erede di Marlon Wayans del seminale "Dungeons and Dragons".
La prima magagna balza all'occhio dopo pochi minuti: per imbastire il polpettone trito e ritrito richiesto a furor di popolo, sarebbero necessari (come da titolo al plurale), almeno due Titani. Per motivi a noi sconosciuti, ne viene ingaggiato solo uno: Crono, giustamente incazzato per essere stato relegato da Zeus e Ade nel Tartaro. La sua liberazione avviene quando lo stesso Ade si coalizza con il porchettaro abusivo Ares, a fronte di un piano non molto chiaro, certamente sufficientemente contorto da non risultare comprensibile per circa il'99% del pubblico in sala. Insomma, all'inizio tutti vogliono liberare il gigante per uccidere Zeus, poi uno cambia idea, poi la ricambia, quindi mi sono messo a dormire perché seguire il filo logico sarebbe stato certamente troppo noioso.

Sta di fatto che le numerose vicissitudini, portano presto ad un indigesto dispendio di effetti speciali XXXL: esplosioni, lampi, fulmini, saette, che velocemente si rifraggono sulle lenti degli occhiali 3D causando attacchi epilettici a campione. Sul fronte creature, assistiamo invece all'insensata mescolanza di mostri ed esseri giganteschi, il tutto seguendo la già vincente (il)logica del primo capitolo: buttare quanta più carne possibile al fuoco, senza alcuna attinenza ai veri racconti mitologici. Potremo così ammirare, tra gli altri, un minotauro disperso nei labirinti del Tartaro, una chimera con (inspiegabilmente) due teste ed un gruppo di Ciclopi provenienti dal celebre racconto di Omero. Del resto, chissenefrega della mitologia, mica è un film per scolaresche, no?
Durante le veloci e sfocate battaglie, sempre alternate da lunghissime e sconclusionate discussioni sui massimi sistemi, gli sceneggiatori trovano anche spazio per una bella storia d'amore tra Parrucchino e la principessa Andromeda, qui appunto nei panni di monarca-amazzone. Da memoriale il bacio finale tra i due, con lui che estroflette la sua viscida linguazza per silenziare l'ennesimo soliloquio della logorroica co-protagonista.

Il finale giunge comunque in maniera non del tutto indolore, portando i buoni a festeggiare, i cattivi a perire e gli spettatori a riflettere sul valore che, in certi frangenti, può assumere la somma corrispondente ad undici euro.
Cosa dire, pertanto, in conclusione? Certamente che questo secondo capitolo sulle vicende dei Titani appare superiore al primo per l'aspetto grafico e l'accuratezza delle ambientazioni, mentre risulta deludente per quanto riguarda ritmo e svolgimento. I dialoghi appaiono spesso troppo lunghi ed ingarbugliati, perlomeno per un film di questo calibro: è certo che nessuno stia puntando all'oscar per la miglior sceneggiatura, ma sarebbe stato meglio incrementare le scene di battaglia ed il numero di morti, a discapito di questa infinita sequela di blah blah blah.
Purtroppo, anche sul fronte del divertimento pare sia stato fatto un passo indietro. Sarà che ormai il fondo era stato toccato, sarà che dopo il primo episodio niente avrebbe potuto più sconvolgerci, ma rimane poco spazio per la derisione vera e propria. Sembra sia stato allentato il pedale dall'acceleratore delle minchiate: uno Zeus più composto, un Ade meno ingobbito, una parte grafica più curata. Non fraintendetemi, il tutto rimane comunque un lungometraggio per poveri dementi.
Per tornare a ridere di gusto, confidiamo però nell'ipotetico terzo capitolo: ci sono ancora Sirene da far combattere con l'Idra e la Maga Circe da far amoreggiare con Icaro o Dedalo. Luigi Cozzi ci era già arrivato trent'anni fa, vedete un po' voi...

Sick Matt

 

HO SCOPERTO CHE...
- Andromeda era un'amazzone a capo di un esercito.
- Il Minotauro  vive nel labirinto del Tartaro.
- Le chimere avevano due teste.
- Perseo aveva un parrucchino riccioluto.
- Pegaso  era un cavallo alato nero. 
- Il libro di mitologia greca da cui è stato tratto questo film era quello che Bush stava leggendo quando è stato informato dell'attacco alle torri gemelle. 

VOTO: 3

violenza immotivata: 7

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 1

banalità: 2

umorismo pessimo: 1

errori: 8

illogicità: 7

sonnolenza sviluppata: 4

 

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