GIUGNO 2012 - BENVENUTO A BORDO

L'ANNO PROSSIMO PRENDIAMO IL TITANIC

BENVENUTO A BORDO - BIENVENUE A' BORD - 2011
 FRANCIA - 90'
 SCRITTO DA: Eric Lavaine
 REGIA: Eric Lavaine
 CON: Franck Dubosc (Remy Pasquier), Valerie Lemercier (Isabelle), Luisa Ranieri (Margherita), Gerard Darmon (Richard Morena)

IN BREVE

Un simpatico perdigiorno viene assoldato come animatore su una nave da crociera. Se ne vedranno delle belle!

RECENSIONE

Siete mai stati in crociera? No? Allora lasciatevi trascinare nel tourbillon di mondanità ed intrighi fra i saloni di un’ammiraglia Costa con “Benvenuto a bordo”, surreale commedia francese sulla vita vissuta fra i flutti.
Il prodotto si presenta perlomeno bizzarro agli occhi del pubblico italiano, che si aspetta il cinepanettone in declinazione summertime.
Ma l’ignaro spettatore, che ha inspiegabilmente scelto di saltare la gita domenicale in favore di una sala cinematografica, si ritrova invece un pout pourri di gag alla francese, che vi svelo essere un gentile eufemismo per indicare una miscellanea di sketch non “da ridere”, bensì “risibili”.
Niente parolacce, niente fluidi corporei rilasciati a sproposito, niente tette e culi, niente battute volgari… e forse è proprio questo il problema... l’assoluto vuoto pneumatico di qualsivoglia contenuto, quantunque d’infimo livello.
Ma partiamo pure con la trama, altrimenti non ne capirete nulla: Isabelle è una responsabile del personale di Costa Crociere in cerca di un nuovo animatore – la brusca fine della sua “liaison dangereuse” con il direttore, la fa propendere per scegliere l’inaffidabile Remy per il ruolo, al posto di un ben più qualificato candidato.
Remy non conosce le lingue straniere, non ha mai lavorato come animatore, è in ritardo di 2 ore al colloquio e presenta un curriculum correlato di macchie di una certa salsa indiana… Ciononostante è davvero “benvenuto a bordo”, vero pesce fuor d’acqua stralunato su un colosso dei mari.
Remy crede di avere una bella cabina e poter godere dei lussi della crociera, ma ben presto verrà redarguito e confinato ad una stanza in condivisione con un finto omosessuale, gay a “scopo tacchinaggio”.
Inutile dire che, animatore inesperto, si ritrova a fare una gaffe dietro l’altra sul palco nella serata di presentazione dell’equipaggio: munito di pupazzo rubato ad un ventriloquo, che sembra essere una delle attrazioni di punta sulle navi da crociera, offende il direttore davanti alla platea e poi, si vede che muove le labbra (beh – non c’è che dire – questa è davvero una gran gag).
Spostato ad altre occupazioni, come l’intrattenimento diurno, Remy si da un gran daffare per “saggiare la consistenza delle bollicine” dell’idromassaggio, per provare le brande del solarium, per assaggiare la bontà dei cocktail… e qui lo spettatore non può che sbellicarsi, nel vedere il protagonista che cerca in ogni modo di scansare il lavoro e viene in realtà ripreso dal malvagio direttore di crociera.
Infine Remy viene spostato in quello che si ritiene “l’inferno da crociera”, lo squeak club, ovvero il club per le attività dei marmocchi… e come nel più scontato dei finali, lo stralunato ed impacciato eroe riesce a “rimettere in riga” tutti i bambini parcheggiati al miniclub da genitori impegnati ad abbronzarsi l’interno coscia sul ponte della nave.
Forse c’era una patetica morale in tutto ciò, del tipo “spirito del fanciullino”, ma gli sceneggiatori hanno prontamente provveduto ad eclissarla con una dose extra di melassa: uno dei bambini, indovinate un po’, non parla perché, indovinate un po’, è morto il suo papà, e, indovinate un po’,è il figlio della Capitana Margherita, di cui, indovinate un po’, Remy è innamorato, e, indovinate un po’, si mette a parlare proprio durante lo spettacolo organizzato da Remy – oh, mon dieu! L’apoteosi della melensa banalità.
Momento di estrema tenerosità quando i bamboccetti vestiti da paperelle sgambettano attorno a Remy, con un costume in piume da paperotto ed un certo Sig. Masias, che dovrebbe essere un musicista famosissimo a quanto capiamo nella nostra ignoranza, vestito da canneto. E lì tutte le nonne presenti in sala giù in lacrime (peccato che in sala eravamo in 2).
Per il resto parliamo di un mega spot continuo della costa crociere, che ti fa credere che in un certoqualmodo, sulla nave da crociera puoi fare proprio delle figate.
La ciliegina estrema del trash si scopre però a “schermo freddo”: il film è del 2010, perché mai arriva nelle sale solo ora? Perché nel cast come consulente figura il prode Francesco Schettino, e l’arrivo nei cinema nostrani è stato ritardato per sensibilità verso le vittime della Concordia – mi sono sentita un po’ come quando a “chi l’ha visto” hanno fatto vedere la foto di una ragazza scomparsa proprio in compagnia del valente capitano – testimone di una gran figura di merda!

 

Erin Warner

HO SCOPERTO CHE...

- I fancazzisti trovano sempre lavoro.
- Il film mostra le probabili modalità con cui è stato assunto il Comandante Schettino. 
- I bambini vanno d'accordo con i fancazzisti.
- Un adulto vestito da papera fa intenerire tutti.
- Esiste un culto religioso che santifica i Capitani delle navi da crociera.
- Gli abitanti delle navi da crociera ed i terrestri non sono interfecondi.
- Lo staff italiano delle navi Costa è composto da extracomunitari.
- La Costa ha preso in seria considerazione la candidatura a Capitano di Luisa Raineri.
- Oltre ad abile Capitano, Schettino era anche un esperto consulente cinematografico. 
- Costa Crociere ha sulla coscienza la vita di alcune persone: il pubblico pagante di "Benvenuto a bordo" 

VOTO: 4

violenza immotivata: 1

sesso gratuito: 3

brutti effetti speciali: 1

banalità: 8

umorismo pessimo: 7

errori: 1

illogicità: 7

sonnolenza sviluppata: 6

 

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