URBAN LEGEND 3

BLOODY MARY... BLOODY MARY... BLOODY MAAAAARY!!!!

Lo sapevate che esiste un film "che se lo guardi muori"? No, non è "Urban Legend", di cui però se girate il terzo capitolo, otterrete la suddetta schifezza. Vedere per credere!

URBAN LEGEND 3 - BLOODY MARY - 2005
USA - 93' 
SCRITTO DA: Michael Dougherty, Dan Harris
REGIA: Mary Lambert
CON: Kata Mara (Sam), Robert Vito (David), Tina Lifford (Grace), Ed Marinaro (Bill)

IN BREVE

Delle ragazze, durante un pigiama party evocano uno zombi-fantasma, che ritorna dalla morte per uccidere la prole di coloro che hanno causato la sua morte. Tutto secondo il copione di alcune leggende metropolitane.

RECENSIONE

Lo sapevate che esiste un numero potenzialmente infinito di leggende metropolitane? E che quindi altrettanto infinito in potenza è il numero di "Urban Legend" che possono essere girati? Per adesso siamo solo al numero 3, ma mi sembra che il livello di banalità ed ignoranza della saga sia ormai sceso al limite infimo delle sue possibilità.
Nel terzo doloroso capitolo dedicato alle balle che vi raccontava il vostro compagno di banco al liceo, vengono sviscerate le seguenti leggende metropolitane:
1) un ragazzotto lampadato viene carbonizzato da un lettino solare manomesso da un fantasma e che, inspiegabilmente non si può aprire dall'interno.

 

2) un ragno depone le sue uova sul volto di una ragazza. La mattina seguente lei si scoppia un brufolo, ed invece di un essudato purulento cominciano a fuoriuscire frotte di ragni, che le camminano sul volto. Lei si suicida scarnificandosi il volto.

3) un ragazzo si sofferma ad urinare su una recinzione elettrificata e viene cotto a puntino da una scarica elettrica che si propaga verso il suo pube.

 

4) un ragazzo ha una cane da cui si fa leccare la mano prima di andare a letto. Una sera in un motel, dopo avere incastrato la sua mano in un distributore di patatine si, si addormenta guardando un porno e sorseggiando una birra a base di dita umane. Al suo risveglio nella notte, verifica la presenza del cane facendosi leccare la mano. Ma nell'armadio trova il cadavere del suo cane e la scritta "anche le persone possono leccare"... dopodichè viene sgozzato da uno zombi.

 

Bisogna affrontare la verità: questo film non aveva ragione di esistere. 
Il contesto è da manuale teen-horror: i protagonisti vagabondano per gli studi di ripresa senza meta precisa, si ritrovano spesso da soli di notte in un corridoio buio, non sentono i telefoni squillare e si dimenticano di dire dove stanno andando... ah ed ogni tanto si vede qualche reggiseno. In questo tripudio di pura e semplice banalità, si sviluppa una trama avvincente tanto quanto la storia di come avete comprato la lettiera del vostro gatto: la sera del ballo del 1969 dei ragazzi drogano Mary Banner per stuprarla, ma il suo accompagnatore finisce per stenderla con un cartone e rinchiuderla in un baule, in cui viene lasciata a morire. Questa storia diventa una leggenda metropolitana tramandata per generazioni. Samantha, durante un pigiama party, nomina per tre volte Bloody Mary (devo ammettere, scelta del nome davvero originale!), seguendo il copione di un'altra leggenda metropolitana, ma così facendo risveglia Mary Banner. Il fantasma-zombi di Mary decide di uccidere i figli di tutti i responsabili della sua morte, seguendo ulteriori leggende metropolitane. 
In primo luogo non si capisce perché chiamando la "Bloody Mary" di una leggenda, peraltro senza seguire il "rito di evocazione" (andare in bagno e spegnere la luce), si debba risvegliare la Mary di un'altra leggenda; in secondo luogo la storia del fantasma da chiamare per tre volte ormai non fa più paura neanche ai marmocchietti delle scuole elementari; da ultimo non è ben chiaro perchè lo "zombasma" (zombi-fantasma) abbia bisogno di essere richiamato per tornare a vendicarsi e non ci abbia pensato prima... 
Per cercare di creare un po' di suspense gli sceneggiatori le hanno provate proprio tutte: David e Samantha cercano diindagare su chi sia coinvolto nella morte di Mary per capire chi altro sarà colpito dalla maledizione, e chiedono ad una delle ragazze che era con lei quella sera, ormai un'anziana hippy, chi fossero i loro accompagnatori: lei afferma "Non l'ho detto allora e non lo dirò adesso, però se qualcuno andasse a controllare le foto sull'annuario...", vi siete chiesti perché? Lei voleva coprire i ragazzi che l'avevano drogata e stuprata? E adesso perché continuare a coprirli? Ma soprattutto perché poi suggerire di andare a guardare le foto nell'annuario? Non poteva parlare direttamente? La risposta è lapalissiana: per allungare di circa 15 minuti il film e per dare un pretesto a David di recarsi da solo di notte a scuola a guardare delle diapositive...

Questo desiderio di creare una trama avvincente ha automaticamente condotto alla generazione di un canovaccio-groviera, in cui molto spesso lo spettatore deve arrovellarsi nel cercare un barlume di logicità:come fa, ad esempio, il killer a sapere sempre dove si trovano i protagonisti? Perché tutti conoscono la storia di Mary Banner se non è ancora stato scoperto il suo cadavere? Come mai nessuno ha cercato Mary a scuola se era scomparsa lì? La stanza dove era rinchiusa Mary non è stata più usata proprio dal giorno della sua scomparsa? Nessuno ha sentito il fetore di cadavere provenire dal baule? Perché uccidere i figli dei responsabili e non vendicarsi sui responsabili stessi? 

Nel gran finale assistiamo anche ad un inseguimento a tensione zero su un furgoncino hippy Volkswagen, in cui il killer di Mary Banner insegue Samantha indossando una felpa col cappuccio e cercando di ucciderla senza alcun motivo: lei sta solo cercando di seppellire il cadavere rinsecchito della poveraccia per fermare la maledizione... lui non dovrebbe essere d'accordo? Inoltre lei sospetta un altra persona! 
Come è ovvio, da vero film di serie Z, interrogarsi troppo non giova alla visione, che comunque renderà interminabile un'ora e mezza della vostra vita. 
La pellicola è ordinaria e tediosa, i dialoghi sono noiosi, l'atmosfera è da patacca e gli attori hanno tutti il carisma di un idrante. 
Rimane anche il dubbio su chi volesse il regista con le sue inquadrature di armadietti, finestre, rami di albero ed ombre, e con l'orribile zombie vagamente somigliante ad Edward mani di forbice, con il volto sbiancato ed i capelli cotonati, che appare a sorpresa in primissimo piano ad intermittenza durante il film...
Insomma è necessario a questo punto diffondere una nuova leggenda metropolitana: quella del film che se lo guardi muori... di noia. Inutile dirlo, il film in questione è Urban Legend 3.

 

Erin Warner

 

SCENA MEMORABILE

Gran finale del film... Avendo esaurito tutte le idee originali i personaggi di questa vicenda escono di scena nella migliore della Z-tradizioni: sottoforma di scie luminose. Oppure Mary Banner ha semplicemente l'alito cattivo... a voi la scelta!

HO SCOPERTO CHE...

- Le leggende metropolitane si chiamano leggende urbane
 - I fantasmi amano manomettere dispositivi elettronici, come termostati e televisori
 - I fantasmi ascoltano brutte canzoni anni '60
 - Le hippy anziane sono narcolettiche e si addormentano sempre quando devono aiutarvi a scappare da un assassino 
 - Anche voi potreste diventare una leggenda metropolitana

CITAZIONI

 

Non è una storia di spettri Mindy... è una leggenda urbana! Una storia inventata che la gente continua a raccontare come se fosse vera!

Tipo quello che mangia popcorn e poi beve soda e poi gli scoppia lo stomaco?

"Una leggenda dice che se vai in bagno, spegni la luce e ripeti per tre volte Bloody Mary allo specchio, lei appare. Ha la faccia bianca cadaverica e se la guardi, allora, devi riaccendere subito le luci, prima che ti trascini dentro. "
"Dentro dove?"
"Non lo so. Nello specchio?"

"
Bloody Mary....Bloody Mary....Bloody Maaaaary!"

"Tu credi che noi potremmo uccidere qualcuno per una cavolo di bravata di merda?"

"Cavolo! O è sorda o è strafatta!"

"Samantha... andiamo tesoro voglio solo parlarti...non voglio farti del male"

"Dicono che sia morto per una attacco di cuore... io credo che qualcuno gli abbia fatto stringere le chiappe di brutto"

"Ragazzina, ora sei TU una LEGGENDA URBANA"

VOTO: 2

violenza immotivata: 6

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 6

banalità: 10

umorismo pessimo: 1

errori: 4

illogicità: 8

sonnolenza sviluppata: 9

 

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