LUGLIO 2012 - FREERUNNER - CORRI O MUORI

TESTA ADDIO!

FREERUNNER - 2011
USA - 88min
REGIA: Lawrence Silverstein
SCRITTO DA: Matthew Chadwick, Jeremy Sklar
CON: Sean Faris (Ryan), Danny Dyer (Sig. Frank), Amanda Fuller (Dalores), Ryan Doyle (Finch)

IN BREVE

Alcuni freerunners vengono costretti a partecipare ad un gara all'ultimo sangue. In palio, un milione di dollari.

RECENSIONE

Cosa può inventarsi un mafioso del 2012 per sbarcare il lunario? La risposta è offerta gentilmente dal film Z di Luglio, ed è "corse clandestine di freerunners". Avete capito bene: qualcuno si è inventato una sceneggiatura avente come fulcro una banda di ragazzotti acrobati, in combutta con la malavita locale, pronti ad affrontare sfacciatamente le numerose barriere architettoniche cittadine. Il tutto mentre i loro coetanei scommettono comodamente sul vincitore dai loro dai computer di casa, grazie alle diverse telecamere che permettono di seguire l'andamento degli avvenimenti.

L'obiettivo, per i partecipanti, è il recuperare tre diverse bandane colorate, dislocate in diversi punti della metropoli. Il tutto però, come avrete intuito, non semplicemente correndo da un capo all'altro della città, ma eseguendo successioni nauseanti di salti, giravolte, carpiature, poggiandosi solo sui diversi appigli offerti dai vicoli cittadini. Le auto diventano sede di mortali capriole, le scale a pioli pretesti per infinite risalite fino agli apici dei palazzi. Quanti e quali gesti atletici dovranno compiere i nostri eroi? Ci sono delle figure obbligatorie da eseguire? Di questo non ci è dato sapere, diciamo che l'esecuzione sta un po' alla loro discrezione, l'importante è che lo stile sia quello del parkour, quel tanto che basta per accattivarsi il favore degli astanti spettatori.

 

Tutto sommato, questo ben di dio adrenalinico non poteva passare inosservato, soprattutto per gli occhi attenti di una segreta congrega di super riccastri, campionario tristissimo di luoghi comuni del caso: lo sceicco, il russo, il gangster, l'industriale giapponese e così via. I suddetti magnati decidono presto di rapire i ragazzi per inscenare una gara di freerun all'ultimo sangue, il tutto per placare la loro sete di violenza e la loro passione per il gioco d'azzardo.

I nostri atleti, dal canto loro, si ritrovano invece costretti ad indossare un collarino esplosivo, letale marchingegno che li obbligherà a lottare per la propria vita.

Durante una surreale introduzione televisiva, gentilmente offerta dal malvagio organizzatore, una ragazza con le tette al vento illustra le semplice regole del gioco:

- se un freerunner esce dalla zona "verde", dopo 5 minuti la sua testa esplode.

- se l'ultimo freerunner non passa dal checkpoint entro 3 secondi dal penultimo, la sua testa esplode.

- Quando il primo freerunner termina il percorso, la testa dei rimanenti partecipanti esplode.

Per gli appassionati, sarà facile riconoscere il riferimento al romanzo "La lunga marcia" di Stephen King, anche se qui il tutto è infarcito da trovate al limite del ridicolo, forse volte a ricreare un'originalità purtroppo non reperita.

Indimenticabile il momento in cui il protagonista riesce a manomettere il sistema di sicurezza del suo collarino, ripensando a quando, in una farmacia, la commessa aveva mandato in tilt la cassa in seguito all'aver ripetuto per troppe volte la lettura del codice a barre di una scatola di preservativi! Davvero l'apice della demenza!
Ricordiamo inoltre la rocambolesca fuga dalla polizia, con tanto di ribaltamento del furgono ad opera dei freerunners imbestialiti al suo interno...una trovata da Leone d'Oro!

 

La gara prosegue seguendo il copione già descritto: orde di fessi sbragati che volteggiano tra gli edifici in prenda a raptus neuronali, mentre ripetutamente vengono ostentate le superflue acrobazie da canovaccio richieste. La resistenza dei protagonisti sembra illimitata: essi corrono per chilometri, scalano palazzi e volteggiano su cornicioni... eppure al traguardo sono tutti belli pettinati ed impomatati, neanche avessero passato il pomeriggio sul divano a guardare la TV!

L'innesto del classico hacker permette agli eventi di raggiungere il traguardo rappresentato dalla fine della pellicola. Egli difatti riesce, come nella peggior tradizione trash, a "crackare" il "sistema", salvando buoni e belli, con disappunto dei cattivoni. L'esplosione di rito, riporterà gli eventi alla normalità (se così si può dire), ed il film al tanto agognato finale.

 

Possiamo concludere che la visione di "Freerunner", nonostante la tematica riconducibile all'azione più sfrenata, si è presentata piuttosto pesante ed a tratti noiosa. La causa è forse ritrovabile in una trama troppo forzata, spesso attenta a particolari e personaggi di poco conto, a discapito del susseguirsi armonico degli avvenimenti. La sensazione è che gli stessi autori abbiano indossato, durante le riprese, il già citato collarino mortale, perdendo successivamente il cervello a seguito dell'esplosione del marchingegno.

Memore delle tecniche parkour osservate, allo spettatore non resterà altro se non scalare la parete del cinema fino alla sala proiezione, dove, con un calcio ben assestato, potrà distruggere il proiettore e la pellicola in questione, con la benedizione di tutto il pubblico presente.

 

Sick Matt

HO SCOPERTO CHE: 
- I film trash si concludono sempre con un' esplosione.

- Leggendo un codice a barre ripetutamente e velocemente, si manda in tilt il lettore.
- Il percorso più veloce che unisce il punto A al punto B è una linea acrobatica.
- Tre bandane sono meglio di una.

- Mai scommettere i propri soldi su dei freerunners incazzati. 
- I mafiosi al giorno d'oggi sono molto creativi. 

VOTO: 6

violenza immotivata: 8

sesso gratuito: 6

brutti effetti speciali: 2

banalità: 6

umorismo pessimo: 1

errori: 6

illogicità: 3

sonnolenza sviluppata: 7

 

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