OTTOBRE 2012 - STEP UP 4 REVOLUTION

TANZ MEIN LEBEN TANZ

STEP UP 4 REVOLUTION - 2012
USA   - 99'
REGIA: Scott Speer
SCRITTO DA: Duane Adler; Amanda Brody  
CON: Kathryn McCormick (Emily); Ryan Guzman (Eddy); Cleopatra Coleman (Penelope) ; Misha Gabriel Hamilton (Sean) 

IN BREVE 
Un gruppo di flashmobbers deve convincere un imprenditore a demolire un quartiere della città dove la gente non balla.  

RECENSIONE
Milano, Lunedì mattina ore 8:30, Tangenziale Est, Uscita Cascina Gobba: un gruppo di teen-agers alla moda blocca il già congestionato traffico, per improvvisare un ributtante balletto sul tettuccio della vostra autovettura.

Scena successiva: si odono le sirene delle autoambulanze provenienti dall'ospedale San Raffaele, i suddetti teen-agers giacciono rantolanti nel loro stesso sangue, finiti a colpi di crick da un gruppo di automobilisti incazzati neri per aver perso la possibilità di timbrare in orario. Questa l'unica, giustificata reazione in caso di "FLASHMOB", ignobile ennesima moda internet.

Cos'è, dunque, il "flashmob", e perché ve ne sto parlando durante la recensione di "step up 4 revolution"?

Risposta 1, da wikipedia: Flash mob (dall'inglese flash: rapido, improvviso, e mob: folla) è un termine coniato nel 2003 per indicare una riunione, che si dissolve nel giro di poco tempo, di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, con la finalità comune di mettere in pratica un'azione insolita, (prevedibilmente ripresa e postata su youtube nda).

Risposta 2: ne parlo perché questo insulso pretesto è la base per imbastire i lungometraggio per poveri dementi qui annoverato.

Detto tra noi... ma l'avete mai visto un filmato di flashmob? No? Beccatevi questo allora, http://www.youtube.com/watch?v=ApLiyta6D84solo e contemplatelo nella sua immensa mestizia... passi di danza fuori tempo, movenze scordinate, protagoniste esaltate dallo loro sconvolgente performance... uno spettacolo misero e raffazzonato, che solo una giornalista di Studio Aperto potrebbe osannare. 

 

Chiudiamo la parentesi e trasferiamoci a Miami, USA, dove la medesima situazione da me paventata in quel del capoluogo lombardo, volge ad un finale completamente diverso. Qui, difatti, gli automobilisti in coda sembrerebbero gradire l'infantile messinscena danzereccia, probabilmente solo perché intrappolati nella finzione cinematografica.

Per la cronaca, questo è  l'inizio del film: giovanotti in canottiera che cavalcano macchine in impennata, teen-agers ormonati che invadono la carreggiata per improvvisare balli di San Vito, mentre un ragazzo che si finge venditore di cocomeri riprende la scena.

Siamo dunque nel bel mezzo del quarto capitolo della fantastica saga "Step Up", e per la quarta volta dobbiamo sorbirci balletti e coreografie da manicomio, imbastiti da mandrie di teen-agers epilettici, ipertrofici e sculettanti.

 

Il coinvolgimento generale si pone subito sotto la suola delle scarpe, forse a causa del perenne alone di finzione che aleggia nell'aria: quello che si palesa davanti agli occhi sono subwoofer enormi che sbucano da ogni anfratto cittadino, portando la musica a volumi inconcepibili; mentre laser e schermi al plasma proiettano immagini stroboscopiche sui palazzi circostanti. Diciamocelo, scenografie del genere non si sarebbero potute realizzare neanche con un milione di dollari a disposizione...

Ed è qui che nasce il paradosso del film, in questo immane dispiego di mezzi e risorse, con il solo, nobile scopo di accaparrarsi i 100'000 $ in palio in un concorso indetto da youtube: vince chi, per primo, arriva a 10 milioni di contatti. Quindi per battere il micio che canta le canzoni di Natale, in testa nella classifica, i nostri amici devono prodigarsi nell'acquisto di iPad-iPod-iPhone-Microcamere-Stereo Ultraleggeri e tutta una serie di equipaggiamenti e costumi che, per essere comprati, richiederebbero una quantità di denaro spropositato.

Ah, e pensare che i protagonisti ci vengono dipinti come dei morti di fame, intenti ad organizzare le loro improvvisate in un capannone abbandonato della zona industriale (ma questo è il classico "capannone-dove-si-ritrova-la-gang").

Per ogni allestimento, tutti i membri della gang (i cosiddetti "THE MOB"), riescono a farsi contemporanemente assumere nel luogo identificato per la birichinata: in tempi di crisi è facile immaginare dei gangsta tatuati o dei rastaman che si fanno assumere come addetti di sicurezza al museo di arte moderna di Miami. Ma dopo aver trovato lavoro, invece di pensare a guadagnarsi lo stipendio, i nostri si preoccupano di occultare materiali scenici ipertecnologici sotto tavoli, sedie ed altri arredamenti, per arrivare ad inscenare una coreografia al dettaglio, in perfetta sincronia di movenze. 

 

Ricordiamo assieme le  perle coreutiche che ci vengono elargite durante il lungometraggio: 
- flashmob artistico/raffinato: i mob si nascondono all'interno di una galleria d'arte, mimetizzandosi perfettamente contro le complicatissime textures di quadri astrattisti e fingendosi statue perfettamente immobili, ingannando tutti gli invitati al vernissage, che probabilmente necessitano di un paio di potentissimi occhiali. Forse che per qualcuno di loro si sia aperta una carriera come statua vivente in piazza Duomo?

 - business flashmob: i mob infestano con le loro movenze da jettatore un'assemblea della giunta comunale di Miami, vestiti come businessmen impinguinati, per impedire la delibera su un piano edilizio. Cravattini, ventiquattrore e dollari lanciati al vento con un sottofondo di musica trendy... Quale fra questi micidiali ingredienti avrebbe convinto l'assessore all'edilizia a rinunciare al progetto??
- flashmob finale: ovviamente l'ultimo flashmob è un delirio danzerino di rara fattura. I mob si armano di spranghe sprizza scintille e di corde elastiche, con le quali si catapultano da notevoli altezze, risultando alfine come delle caciotte appese alla stagionatura. Vengono anche richiamati alle armi dei vecchi personaggi della precedente pellicola, pronti ad aggiungere ulteriore marasma ai già casuali avvenimenti.

L'imprenditore malvagio torna sui suoi passi: con le lacrime agli occhi, dichiara la fine del progetto di distruzione del quartiere... nessuno può rimanere indifferente dinnanzi a cotanta arte; verranno distrutti altri quartieri più poveri e malfamati, soprattutto quelli meno festosi!

 

Non possiamo certo tralasciare la caratterizzazione dei personaggi: i membri della MOB sono quanto di più assurdo e variegato i sobborghi di Miami ci possano offrire. Abbiamo le tarantolate, i parkour, il genio del computer "lui è il nostro Zuckerberg" (probabilmente sta sempre su facebook), l'ex skater che adesso si dedica ai video - e nasconde le telecamere dentro le baguette - ed un famosissimo artista di strada che non parla mai (salvo poi uscirsene con una battuta insignificante a fine film - bruciando così un'attesa di circa 80 minuti).

I due protagonisti, dal canto loro, sono semplicemente insopportabili. Lui, il gaglioffo principale, viene ripreso mentre improvvisa una sorta di balletto voodoo nella sua stanza, forse in grado di resuscitare gli spettatori morti durante la visione. La protagonista femminile è invece la solita ricca fancazzista, della serie "ho abbandonato il college per la danza"... una storia degna del pomeriggio più infausto in compagnia di Maria de Filippi.

E alla fine, c'è anche spazio per il classico messaggio pietoso: impegnati in quello che fai, e vedrai che riuscirai.... ho fatto anche la rima, domani forse mi chiameranno a dirigere il 5° capitolo!

In definitiva, un filmaccio svuotato di ogni senso alcuno, definibile solo come una lunga accozzaglia di balletti messi in sequenza. La trama è praticamente inesistente e le scenette da sole non riescono a sorreggere la completa durata della pellicola senza far sprofondare lo spettatore nella noia più sconfinata. Un prodotto del genere funzionerebbe meglio come spot televisivo, piuttosto che come film degno di tal nome.

Consigliato solo ai  teen-agers teledipendenti, in particolare tutti coloro la cui vita si svolge a cavallo tra MTV ed Italia 1.

 

Sick Matt & Erin Warner

HO SCOPERTO CHE: 
- Chi fa per primo 10 milioni di contatti su Youtube vince 100'000 $.
- Se si trova un lavoro, è bene sfruttarlo per vincere 100'000 $ .
- Per vincere 100'000 $ bisogna investire 100'000 $.

- Il flashmob è il modo migliore per bloccare una demolizione.
- Il flashmob è il modo migliore per bloccare il traffico cittadino.
- Nessuno sa resistere ad un bel balletto.

- Ballando tutti assieme si possono evocare gli spiriti del capitolo precedente di una saga.

VOTO: 5 

violenza immotivata: 3

sesso gratuito: 4

brutti effetti speciali: 6

banalità: 8

umorismo pessimo: 2

errori: 5

illogicità: 8

sonnolenza sviluppata: 7

 

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