MOOSE - UN ALCE IN FAMIGLIA

E' BELLO GROSSO!!

Non lasciatevi ingannare dalla copertina: questo non è il solito film di Natale in cui un bambino triste e solo vive degli eventi miracolosi e poi alla fine realizza i suoi desideri... bensì una tenera storia in cui un bambino triste e solo conosce un alce magico, Babbo Natale e alla fine ritrova suo padre come da tempo desiderava, mentre tutte le donne di casa sembrano apprezzare il nuovo ospite...

MOOSE, UN ALCE IN FAMIGLIA - ES IST EIN ELCH ENTSPRUNGEN

GE RMANIA - 90' 

REGIA: Ben Verbong

SCRITTO DA: Andreas Steinhoefel, Andreas Bradler, Ulli Stephan

CON: Armin Rhode(Moose),  Anjia Kling (Kirsten), Raban Bieling (Bertil), Sarah Beck (Kiki)

IN BREVE
Un alce parlante precipita in casa Wagner poco prima di Natale, suscitando le simpatie dei più piccini... e anche delle più grandi...

RECENSIONE

Cosa succederebbe se l'alce preferita da Babbo Natale si perdesse proprio pochi giorni prima della vigilia, cadendo dal cielo in una casa tedesca? Ecco il film che intende rispondere alla suddetta domanda: "Moose, un alce in famiglia", delirante pellicola di natalizia confezione.

Purtroppo, i cenoni e le abbuffate non hanno permesso una migliore digestione del polpettone in esame, rivelatosi ben più demente del preventivato. Inanzitutto perché un alce parlante si stanzia a casa di una tranquilla famigliola, accattivandosi i favori della padrona di casa, dei suoi parenti, dei suoi figli e delle sue amiche, senza che nessuno si domandi perché stia parlando. E forse perché le signore, vuoi perché zitelle, vuoi perché abbandonate dal marito, alludono sessualmente ad accoppiamenti zoofili con Mr. Moose ("è bello grosso", "Quel Mr. Moose ha qualcosa... forse quell'aria innocente...", "Ti sembra carino?... è un po' ingombrante...", etc).

Il buon alce non sembra però capire, preoccupato più di fregare il ruolo di "capo-slitta" ad una povera renna precaria, di cui è morbosamente invidioso. Così, destreggiandosi maleducatamente tra un rutto e l'altro, l'enorme erbivoro diventa il mattatore della pellicola, forte della magica atmosfera ricreata dalle feste.


A rompere le uova nel paniere ci pensa però il malvagio di turno, un perfido cacciatore, ovviamente misantropo ed estremamente insensibile alle tematiche festose. Grazie alla sua professione, si aggiudica il ruolo di perfetta antitesi dei buoni sentimenti e dei migliori propositi: la logica è chiara, nonostante la contagiosa bontà, anche a Natale certi individui meriterebbero la forca!

Per salvare la baracca, ma soprattutto per riportare le cose alla normalità, richiesta da copione a furor di popolo, è la presenza di Babbo Natale. Il nostro eroe panzone si trova però ricoverato in una clinica psichiatrica (come parrebbe ovvio), e quindi costretto a fuggire per ricongiungersi al suo seguito cornuto.
Nel baccanale orgiastico, si frappone però con involontario tempismo, l'ennesima arrapata germanica: la "nonna", che pur di passare una notte di passione con Santa Claus, non esita nel farlo ubriacare fino a fargli perdere conoscenza.


Tutto sembra volgere al peggio: il cacciatore ha rubato "la polvere di stelle", indispensabile per far volare la slitta, mentre Babbo Natale, dopo la sbornia, viene internato nuovamente nel manicomio più vicino. Il giorno di Natale rischia di scomparire: come faranno i poveri bambocci di tutto il mondo, senza i superflui regali richiesti da tradizione? Come sopravviveranno gli adulti senza alberi addobbati ed eccesso di buonismo da elargire al prossimo?

Non vi tengo sulle spine: per nostra fortuna, il Natale viene salvato, proprio all'ultimo! Che colpo di scena mozzafiato, davvero capace di tenere chiunque incollato alla poltrona a godersi il film fino all'ultimo fotogramma!

Il peggior natale di serie Z è pertanto servito, nel segno dell'imbecillità spinta ai massimi livelli. La dedica particolare va ai più piccini, futuri fruitori dei film trash che verranno.


Con un resoconto sconcertante ci accingiamo a spegnere la televisione: un alce si è animata, un babbo natale si è ubriacato, un gruppo di tardone si è arrapato, e, sul finale, un povero ricercatore è stato sbalzato a tradimento dal Polo Nord fino al salotto di casa sua... peggio di così...

Meeeerry fucking christmas a tutti!

 

Sick Matt

SCENA MEMORABILE

La magica polvere di Natale richiama il malcapitato ricercatore direttamente dal Polo Nord al divano di casa sua. D'altro canto tutti sanno che le feste vanno passate in famiglia... volenti o nolenti!

HO SCOPERTO CHE...

- Le alci non trainano le slitte, ma vorrebbero farlo...

- Babbo Natale è ricoverato in una clinica psichiatrica per tutto il resto dell'anno.

- I cacciatori vorrebbero far volare le galline.

- La magica polvere di Natale permette di volare.

- Un alce parlante non desta molto scalpore.

- Un alce parlante desta scalpore solo se vola sopra l'Irlanda.

- Senza il Natale, non sarebbe possibile assistere a tali pellicole.

CITAZIONI

 

" Se il Natale non ci fosse, non sentiresti che ti manca qualcosa?"

 

"C'è mancato un pelo, che fortuna!"

"Un pelo d'alce!"

 

"Lei è un amico della nonna? O uno dei suoi ex?"

"Io sono Babbo Natale!"

 

"Te lo immagini, Babbo Natale che si ubriaca con le nonne?"

 

"Mr Moose, lei mi piace anche se non è mascherato come ieri mattina... al naturale!"

VOTO: 7

violenza immotivata: 6

sesso gratuito: 5

brutti effetti speciali: 8

banalità: 9

umorismo pessimo: 7

errori: 7

illogicità: 6

sonnolenza sviluppata: 6

 

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Commenti: 1
  • #1

    saggio (sabato, 05 gennaio 2013 15:12)

    Evidentemente in germania scambiano gli alci per renne altrim non si spiegherebbe l'illogicità