PRIVE'

ASMADEUS... IO TI INVOCO!

Nel "Privé" immaginato da Bruno Mattei , le vostre più recondite perversioni verranno soddisfatte... a patto che riusciate a passare sopra all'imbarazzante recitazione, all'ineguatezza dei mezzi e alla banalità della trama. Ora che lo sapete, volete comunque entrare?

PRIVE' - L'ALTRA DONNA - 2002

Italia - 85'

REGIA: Vincent Dawn (Bruno Mattei)

SCRITTO DA:  Bruno Mattei, Giovanni Paolucci

CON: Dana Ceci (Francesca), Danilo Quintilli (Massimo), Hugo Baret (Bingo), Mak Bardaro (Rick)

IN BREVE

Una borghese arrapata tradisce il marito con il pornoattore Bingo.

RECENSIONE

Benvenuti, o meglio, "bentornati" nel perverso universo cinematografico di Vincent Dawn, al secolo Bruno Mattei. Come ben sapete, il grande Bruno  e i suoi capolavori sono ciò che di meglio ha da offire il mondo del cinema di serie Z: nessuno più di lui è stato in grado di incarnare la filosofia exploitation a tali, massimi livelli.

La sua infinita filmografia ha annoverato film come "Rats: notte di terrore" e "Virus - L'inferno dei Morti Viventi", lungometraggi caratteristici degli albori della carriera. Poi, dopo gli elogi di Quentin Tarantino, è giunto il tempo dei direct-to-video, veri e propri plagi a trecentosessanta gradi: dall'horror al cannibal, dall'erotico al thriller.

Proprio in questi ultimi anni, ritroviamo perle del calibro di "Privè".

Questa pellicola propone nuovamente il connubio tra il regista e il suo attore-feticcio: Hugo Baret, poliedrico interprete capace di passare dal trono di Maria de Filippi, al trono egizio-Maya del film "La Tomba".

 

Fu proprio così che, grazie all'eccezionale sinergia scaturita dalle due suddette figure, gli abitanti del pianeta terra si ritrovarono ad assistere al modo più economico per spremere un limitatissimo budget, qui pervenutoci sottoforma di coacervo di fotogrammi che, montati a caso, hanno acquisito la nomea di "film".

In questo confusionario quanto semplice contesto, assistiamo ad una messinscena che ricorda vagamente "Eyes Wide Shut" di Stanley Kubrick o un film a caso della centoXcento di Alex Magni (notate il raffinato paragone...). Nei panni dell'aspirante Nicole Kidman (quale ambizione...), un donna probabilmente reperita per strada dietro i luoghi delle riprese.

Nello specifico, la sceneggiatura (?) richiede che ella vesta i panni di una riccastra frigida ed in carenza di sintonia con il marito, alla compulsiva ricerca di nuove emozioni. E la ricerca di queste emozioni viene ritrovata sul set di svariati film pornografici, che la nostra inizialmente frequenterà come spettatrice, per poi passare dall'altra parte della videocamera (!).

E' solo l'inizio dell'orgia demoniaca, inscenata con tanto di ambientazioni stile cartapesta rappresentanti l'antica Roma, l'Egitto ed una chiesa sconsacrata. Proprio in queste scenografie di fortuna, difatti, la protagonista verrà ripetutamente posseduta da diversi e nerboruti uomini:  il poco raccomandabile "Bingo" (il già citato Hugo Baret) e "Rick", scimmiesco individuo dagli atteggiamenti animaleschi.

I reiterati e posticci amplessi ricopriranno più o meno la durata dell'intera pellicola, per il resto intervallata da un goffo e svogliato intrigo, avente la succitata peripatetica atta a inventarsi mille scuse per apparire santarellina dinnanzi amici e parenti.

Qualche scorcio rubato ad uno sconosciuto film porno ammicca al pervertito acquirente, incappato suo malgrado nel classico film via di mezzo che non accontenta né i segaioli incalliti, né coloro alla ricerca di "un bel film erotico" (esistono?).

Forse l'eccezione è rappresentata dai qui presenti fan del maestro Bruno, gli unici in grado di apprezzare i suoi mille capolavori, lasciati in omaggio all'intera umanità.

 

Sick Matt

SCENA MEMORABILE

Il miglior divertimento che gli attorucoli di questa pellicola identificano, è quello di ritrovarsi ad ammirare accoppiamenti di cavalli. E si sganasciano dalle risate... chissà come se la spassano gli allevatori, a questo punto!

HO SCOPERTO CHE...

- Niente fa più ridere del visionare amplessi di cavalli.

- Asmadeus è una divinità del sesso.

- Nei film porno non puoi scegliere: chi viene, viene.

- A volte è meglio non fare Bingo.

 

CITAZIONI

 

"Vi ricordate di Valeria? Pare che abbia partecipato ad un film a luci rosse"

"Cosa?"

"Sul serio?"

"Sì... un film porno! Me l'hanno dato per certo... e ha anche un nome d'arte: "Holly Baby"... Dicoono anche che vadano bene i suoi film..."

"Questa poi..."

"Ma vi rendete conto? Immaginate noi tre che scopiamo con chi capita... e lì mica puoi sciegliere... chi viene, viene..."

 

"La maggior parte delle donne che si vendono lo fa per quattrini... Oddio, non tutte... c'è anche chi lo fa per vizio..."

 

"Hai mai visto "Membri privati" con Joe LaMazza?"

 

"Asmodeus... Aitorenuansegamaa goem gu uan gen gu ca la bar... Asmadeus"

 

"Dite un po', ce lo vedete Bingo fottere con il pisellino moscio?"

VOTO: 7

violenza immotivata: 6

sesso gratuito: 10

brutti effetti speciali: 2

banalità: 2

umorismo pessimo: 6

errori: 5

illogicità: 8

sonnolenza sviluppata: 2

 

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Commenti: 5
  • #1

    kekko (venerdì, 18 gennaio 2013 16:32)

    Recensione impagabile! Tra l'altro ho adorato il compianto (sig!) Bruno Mattei nel capolavoro Rats e nell'inarrivabile Cannibal Holocaust! Molto divertente e deridente :), peccato che manchino gli 'ho scoperto che' che tanto mi aggradano....

  • #2

    kekko (venerdì, 18 gennaio 2013 16:34)

    P.S. Aspetto sempre Paranormal Activity 4! Accontentatemi :)

  • #3

    zetamovies (venerdì, 18 gennaio 2013 19:05)

    Dimenticanza. Rimedieremo appena possibile!

  • #4

    Alessandro (martedì, 10 settembre 2013 13:23)

    Ciao,
    carina la recensione, divertente. Tutto bene tranne una mancanza (o un'omissione?), abbastanza grave: Privè, nonostante la cosa non sia esplicitata da nessuna parte - per probabili ragioni di diritti d'autore - è un remake del ben più celebre Belle de Jour, di Buñuel. Prendo a prestito una tua frase: "[...] Nello specifico, la sceneggiatura (?) richiede che ella vesta i panni di una riccastra frigida ed in carenza di sintonia con il marito, alla compulsiva ricerca di nuove emozioni.". E' divertente pensare che lo stesso soggetto, nel film di Buñuel, viene decantato in questo modo su wikipedia: "Séverine è la giovane moglie di un medico ed è affetta da seri problemi di relazione che la portano a vivere una vita affettiva distorta. Fredda e distaccata col marito, cerca rifugio tutti i pomeriggi in una casa d'appuntamenti in una splendida Parigi degli anni sessanta, dove cerca, attraverso la prostituzione, una sorta di psicanalisi che la porti a uscire dalle sue fobie e dalla sua frigidità.".
    Il problema è che oggi tutti si sentono critici cinematografici senza aver visto nulla, a differenza di Mattei, che il cinema lo conosceva bene e si divertiva a citarne i capolavori (con coraggio e senza alcuna pretesa di intellettualismo spocchioso), tant'è che in Privé compaiono pari pari alcuni dialoghi di Bella di Giorno. Proprio gli stessi dialoghi che fanno la gioia dei cultori del genere "trash" (qualunque cosa questa parola voglia dire).
    Mattei non sarà stato un Buñuel, questo è certo, ma senza dubbio il suo è un cinema molto personale e, a suo modo, inimitabile. Per questo meriterebbe che i suoi film non venissero recensiti solo su brutti siti che di cinema conoscono ben poco.

    Alessandro

  • #5

    zetamovies (martedì, 10 settembre 2013 22:10)

    Caro lettore,
    approfitto del tuo commento per ricordare a tutti lo spirito del sito Z-Movies.
    Z movies è un sito realizzato da appassionati di film di genere, che, da una vita, collezionano centinaia di VHS e DVD con non pochi sacrifici economici (proprio l'esatto contrario di quelli che si possono considerare "scaricatori dell'ultim'ora" e che vantano di possedere migliaia di film sull'hard-disk).
    Vien da sé inoltre che, come parrebbe ovvio, nessun essere umano potrebbe mai conoscere ogni film esistente senza perderne qualcuno, posto inoltre che la cosa interessi.
    Siamo ben lontani dall'idea di dare lezioni di cinema a qualcuno, mentre viceversa ci proponiamo di dar risalto a pellicole perlopiù sconosciute, cercando con la giusta ironia di condividere ciò che pensiamo, liberi dai preconcetti tipici del saccentello medio, qualunque la sfera di interesse.
    Dopo questa dovuta e mai abbastanza rimarcata sintesi del nostro scopo, illustro il mio parere, sperando di non irritare troppo gli esperti di cinema.
    Innanzitutto ti faccio notare che la mia sinossi di "Privè" di Bruno Mattei, sta alla trama riportata su Wikipedia di "Belle du Jour", che, come si sarà capito, non ho visto, come "La Mummia" sta a "La Tomba", "8mm" a "Snuff Killer", e "Mondo Cannibale" a "Cannibal Holocaust".
    Possiamo permetterci di procedere per analogia?
    Se mai mi dovesse capitare di vedere "Belle de Jour" ti farò sapere.
    Certo, secondo tua la logica, dovremmo decantare le opere di Mattei perché conosce il cinema, e talmente bene, da rigirare pellicole d'autore, con pochi mezzi, privandole del senso originale. Mi dispiace, non lo considero un valore aggiunto e non è nel mio stile piegarmi alle logiche di facili retrospettive di critici influenzati da trend del momento. Mattei è certamente un personaggio simpatico, che ci ha regalato pellicole divertenti e senza troppe pretese, quasi un nostro eroe, ma, diciamocela tutta, sono ben distante dall'osannare i suoi lavori, frutto principalmente di sfruttamento della notorietà e delle idee altrui (anche per ammissione dello stesso Mattei - che non ricordava nemmeno di aver girato "Virus"... c'è voluto Tarantino per riesumarlo...).
    Siamo sicuri ed auspichiamo che Bruno Mattei sarà ricordato con affetto da tutti gli appassionati, ma abbiamo dubbi che sarà mai considerato un genio della cinepresa. Ai posteri l'ardua sentenza...
    Mi rimetto all'ironia dello stesso Mattei per concludere: "ho fatto 50 film, sono tutti come mie figli, ma, fosse per me, li rigirerei tutti".