SCUOLA DI POLIZIA: MISSIONE A MOSCA

AMERICANSKY POLIZIANSKY

E sono sette! Sette come gli anni di sfortuna quando si rompe uno specchio, come gli anni della crisi coniugale, come i vizi capitali... e come gli episodi della serie "Scuola di polizia"!
Seguite Mahoney... ehm no, scusate... Hightower... ehm, no ancora... Hooks... hmm vediamo... Barbara... no neanche a parlarne... 
Seguite quel che resta del cast del primo Police Academy in una missione nella terra dei cosacchi. 
Forse non vedrete Harris fare il ballo della steppa, ma il livello minimo di gag trite e ritrite è garantito - Blue Oyster Bar escluso... 

POLICE ACADEMY: MISSION TO MOSCOW - SCUOLA DI POLIZIA:MISSIONE A MOSCA - 1994
USA - 83'
REGIA: Alan Metter
SCRITTO DA: Randolph Davis, Michele S. Chodos

CON: George Gaynes (Comandante Lassard), Michael Winslow (Sgt. Jones), David Graf (Sgt. Tackelberry), Leslie Easterbrook (Capitano Callahan), G.W. Bailey (Capitano Harris), Christopher Lee (Comandante Rakov), Ron Perlman (Konali)

IN BREVE

I leader della più famosa scuola di Polizia del mondo vengono spediti a Mosca, per cooperare con le forze dell'ordine locali nella cattura di un mafioso pluriricercato.

RECENSIONE

Mi appresto a recensire quello che certamente rappresenta il capitolo più insulso di questa scalcinata saga, inaugurata nel l'8 Agosto 1984 con "Police Academy" e terminata, purtroppo, non il 9 Agosto 1984 ma bensì 10 anni dopo, con un improbabile episodio ambientato in quel di Mosca.
Come forse saprete, l'intera sequenza di pellicole è disgraziatamente mal realizzata, fatta eccezione per il primo episodio, l'unico corredato di idee originali e di comicità degna di tal nome. Ma è proprio da quel lontano momento, con il susseguirsi delle varie produzioni, che le risate sono andate proporzionalmente riducendosi, così come lo spessore delle trame e degli attori incaricati di sorreggere la baracca.

 

La lista dei caduti conta praticamente la quasi totalità dell'originale comitiva, fatta eccezione per George Geynes (Lassard), Leslie Easterbrook (Callahan), David Graf (Tackelberry), il rumorista Michael Winslow ed il recuperato G.W. Bailey, che dopo la latitanza in episodio 2 e 3, non si è fatto scappare l'ennesima opportunità di mangiare gratis. Smarriti invece i veterani Hightower e Hooks, sostituiti ambedue dall'inutile cadetto Connors. Sul fronte new entry anche, ahinoi, Christopher Lee, in uno dei ruoli per il quale certo non lo ricorderemo, e Ron Perlman, in una veste... semplicemente imbarazzante.

 

L'imbastire un intreccio degno di tal nome si rivela presto impresa ardua: la sceneggiatura non si regge in piedi e si affida quasi in toto a sketch scadenti meritevoli di un qualsiasi cinepanettone nostrano. L'urina e la defecazione la fanno difatti da padrone, venendo spesso inserite in indigesti siparietti, incapaci di far sorridere se non previa iniezione di botulino nel labbro inferiore. Quando i reflui umani vengono a mancare, presto arriva in soccorso il facile stereotipo, qui servito su un piatto d'argento a condire la cafonissima ironia americana riaguardante gli ex (?) nemici rossi.
Con l'intento di raggiungere un minutaggio decente, le battute vengono intervallate dalle performance circensi eseguite da un manipolo di giostrai del luogo, prodighi di piroette e salti mortali atti a ravvivare la stantia visione. Ovviamente ciò non sortisce l'effetto sperato, relegando tutti i buoni propositi sotto la suola delle scarpe.

Il rumorista Winslow, inopportuno come sempre, sfoggia per l'ennesima volta il suo datato campionario sonoro, erigendosi ad esempio per il restante squadrone, intento a recuperare tormentoni o movenze "simpatiche" da propinare in associazione.

Secchiate di zuppa russa vengono riversate sulla cucuzza del povero Harris, mentre Lassard si diverte passandosi un uovo di bocca in bocca con un indigeno. I volti dei poveri attori si deformano sotto l'azione delle smorfie più forzate... in questo spettacolo ignobile, si trova anche il tempo per celebrare uno per uno i partecipanti: a bordo di una mandria di cavalli, i nostri si alternano sui titoli di coda fingendo movenze acrobatiche palesemente artefatte.
L'aria si fa malsana: tutto ormai ci indica che si è giunti al capolinea o, forse, oltre. D'altro canto, dopo una decade scandita da una pellicola ogni anno, questo settimo capitolo, arrivato dopo cinque anni dal precedente, ci puzza di "operazione revival" fallita.
L'intero cast, smarrito nel patetico turbinio del riciclone da quattro soldi, non sembra più credere in quello che fa, avanzando una prestazione svogliata degna di una saga che ha superato la data di scadenza.

 

Il risultato finale ha tutte le connotazioni di un lavoro sconsigliato ai maggiori di sette anni, ovvero l'età ottenuta dalla somma dei precedente episodi. Il motivo di tale prescrizione è la strabordante presenza di gag in grado di colpire solo la suddetta fascia d'età, con buona pace dei malcapitati adulti incappati nella trappola.
Memori della lezione impartita, a visione terminata di rito si impone la rigurgitata collettiva, con sosta alla toilette finalizzata nell'espletare i superflui liquidi corporei accumulati, nella speranza di auto-suscitarsi una qualche risata.
Certi che ciò non avverrà, un unico consiglio: se non avete sette vite a disposizione o sette vasi sanitari in casa, evitate Scuola di Polizia 7.

 

Sick Matt

 

SCENA MEMORABILE

Tradizione russa vuole che l'ospite si passi un uovo sodo, di bocca in bocca, con l'invitato... o no?

HO SCOPERTO CHE...

- Se un cane piscia in un periscopio, l'urina può arrivarti nell'occhio.

- In Russia le persone possono portare una password segreta sul fermacravatta.

- L'unica differenza tra i funerali russi e quelli americani è la lingua.

- La polizia russa e quella americana possono cooperare brillantemente.

- I russi sono un popolo di circensi.

- Se non sei bravo al lavoro, in Russia ti danno le ferie.

- I pagliacci russi sono molto cattivi.

- I rumoristi preparano i cocktail nella bocca.

- In un circo russo, meglio non alzarsi per andare in bagno.

- Si può aprire una cassaforte mimando il suono del meccanismo di chiusura.

CITAZIONI

 

"A volte sono i cadetti meno dotati che diventano agenti di polizia!"

 

"Devi progettare programma che evita sistemi di sicurezza di tutti computer di mondo..."

 

"L'unica differenza è che in America i funerali li facciamo in inglese."

 

"Una scuola di polizia russa... sai le risate!"

 

"Hey, americansky poliziansky... mio amico salvate!"
"Tutti sulla motonsky!"

 

"Era come rubare caramelle ad un bambino, o come rubare informazioni ad un qualsiasi governo..."

 

VOTO: 6

 violenza immotivata: 6

sesso gratuito: 4

brutti effetti speciali: 8

banalità: 10

umorismo pessimo: 10

errori: 8

illogicità: 8

sonnolenza sviluppata: 6

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Commenti: 2
  • #1

    deftony (mercoledì, 15 gennaio 2014 23:44)

    Vi siete dimenticati del conduttore del telegiornale all'inizio del film che gioca a The Game in un Game Boy... ed il gioco è a colori! E come se non bastasse all'interno del suddetto Game Boy... non c'è neanche la cartuccia!

  • #2

    zetamovies (venerdì, 17 gennaio 2014 12:33)

    Si vede che era un game boy color dal futuro, che funziona senza cartuccia