FEBBRAIO 2014 - POMPEI

79 Anno Zeta

POMPEI - POMPEII - 2014 
USA - 105'

REGIA: Paul W.S. Anderson
SCRITTO DA: Janet Scott Batchler; Lee Batchler; Julian Fellowes; Michael Robert Johnson

CON: Kit Harington (Milo), Emily Browning (Cassia), Jessica Lucas (Ariadne), Carrie-Anne Moss (Aurelia), Kiefer Sutherland (Corvus)

IN BREVE

Un gladiatore fa innamorare una nobile uccidendo un cavallo, attraversa mille peripezie per averla e subito dopo vengono carbonizzati.

RECENSIONE 

Amore impossibile tra schiavo e donna nobile corteggiata e ricattata da un nobilepiùdilei: una tematica mai sentita.

 

Dopo aver diretto più di un “Resident Evil”, “Death Race” e “I Tre Moschettieri”, Paul W.S. Anderson decide di spostarsi nell’Italia del 79 d.c. per ambientare il suo nuovo film.

 

Alla fine della proiezione abbiamo immaginato un’ipotetica discussione tra gli autori durante la scrittura dell’opera. 

 

Domanda: “Ma non sarà un po’ banale fare un altro film con questo tipo di trama? E poi anche i dialoghi mi sembrano poco brillanti”.
Risposta: “Ma sì stai tranquillo, tanto poi strabiliamo tutti con la parte finale del 

film che farà dimenticare il pre-eruzione”.

 

Pompei offre una trama non originale condita da sequenze dialogiche scontate, noiose e ripetitive. Il caso più significativo è lo scambio di battute – ma sarebbe meglio dire di battuta – tra il protagonista Milo e il gladiatore Attico, in cui il primo chiede informazioni generali su Pompei e i suoi gladiatori e il secondo continua a rispondergli che l’indomani lo ucciderà.

Il dialogo terminerà quando anche Milo capirà l’andazzo e dirà ad Attico che il giorno dopo sarà lui ad ucciderlo.

 

La scelta dell’attore protagonista non aiuta poi a rendere le vicende più coinvolgenti. Kit Harington – il John Snow de “Il Trono di Spade”- ha infatti la capacità di fissare con ammirazione la sua amata, guardare il Vesuvio pronto a radere al suolo Pompei e fissare il romano che sterminò la sua famiglia sempre con la stessa espressione facciale.

 

Anche in questo caso immaginiamo gli autori:
Autore 1: “Non mi convince molto Kit Harington per il ruolo da protagonista, in una serie tv può andare bene, ma personaggio principale di un kolossal non so”.
Autore 2: “Ma dai, è bello quindi va bene. E poi ricordati sempre del post-eruzione”. 

 

Effettivamente l’eruzione del vulcano è ben sviluppata, la parte “disaster” del film è assolutamente la più riuscita. Gli effetti visivi sono convincenti e le sequenze hanno un buon dinamismo. Purtroppo però – anche per il fatto che ormai siamo abituati ad ammirare effetti speciali straordinari in molte pellicole – questa sezione non riesce a innalzare il livello di Pompei, che si colloca come un film che non aggiunge assolutamente nulla al panorama cinematografico.

 

Le uniche cose che non si dimenticheranno facilmente sono le sequenze che permettono al film di entrare a far parte di questo sito.

 

Oltre al già citato dialogo amichevole tra gladiatori, ci ha molto colpito vedere la sequenza in cui Attico combatte contro un centurione romano. Per tutta la durata dello scontro non fa che subire, ma quando verrà trafitto con un 

colpo mortale all’addome, riuscirà finalmente a trovare la forza per spezzare in due la lama che lo ha infilzato – tenendo anche ferma la mano del suo avversario che inspiegabilmente non riuscirà a dimenarsi – e rivolgerla verso il centurione uccidendolo.

 

In conclusione sembra che Paul W.S. Anderson pensasse che mescolare senza personalità elementi di belle opere avrebbe dato come risultato un film bello come tutte le opere di ispirazione messe insieme, ma purtroppo per lui 300 + Il Gladiatore + Spartacus non è = Pompei,  e il segno che la sua ultima fatica lascia nel panorama cinematografico non è più incisivo delle ceneri del 

Vesuvio che un soffio di vento porterà via.

 

Gian Neeson & Cri Elektra

HO SCOPERTO CHE: 

- Un uomo in punto di morte acquisisce una forza sovrumana

- Per rendere tranquillo un cavallo bisogna dirgli “tranquillo”

- Per diventare migliori amici bisogna giurarsi morte a ripetizione nello stesso dialogo

VOTO: 7

violenza immotivata: 5

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 2

banalità: 10

umorismo pessimo: 2

errori: 3

illogicità: 6

sonnolenza sviluppata: 4

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