MARZO 2014 - NEED FOR SPEED

BELLA E' UNA TERRONA!

NEED FOR SPEED - 2014

USA/Filippine/Irlanda/UK - 132 min

REGIA: Scott Waugh

SCRITTO DA: George Gatins, John Gatins

CON: Aaron Paul (Tobey Marshall), Dominic Cooper (Dino Brewster), Imogen Poots (Julia Maddon), Michael Keaton (Monarch)

IN BREVE

Un meccanico in cerca di vendetta partecipa ad una gara a bordo di una macchina terrona.

RECENSIONE

Ebbene sì, "terrona": nel film viene usata quest’espressione. Inutile dire quanto stoni sentirla al di fuori di una pellicola vanziniana... la colpa è tutta del doppiaggio, del resto.
E la cosa grave è un’altra: si tratta solo della punta dell’iceberg.
"Need for speed" è ispirato ad una gloriosa serie videoludica che certamente riporta alla mente degli autori sofferenze e delusioni di gioventù, ne sono sicuro: non si può altrimenti spiegare la nascita di un prodotto cinematografico del genere. Chi ha scritto questo film ha sicuramente avuto un amico nerd che lo ha umiliato nei videogiochi di guida, e il suo sogno dai tempi del liceo è sempre stato quello di distruggere il marchio “Need For Speed” e con esso i brutti ricordi. 

 

Adrenalinico, veloce e spettacolare. Queste le componenti necessarie in un film di gare automobilistiche. Queste le componenti assenti in Need For Speed.
La qualità della pellicola è già evidente dal suo inizio, quando una combriccola di meccanici nonché provetti piloti, capitanata da Tobey Marshall, riceve una proposta "che non si può rifiutare" da parte di Dino Brewster, ricco venditore di auto di lusso e ovviamente pilota: riparare una macchina in cambio di tanti soldi. Peccato che la macchina in questione sia, allo stato attuale, solo un ammasso di ferraglia e quattro gomme.

Ecco quindi che lo spettatore si incuriosisce relativamente al modo in cui si possa ricostruire una Ford Mustang praticamente da zero. Cosa si inventeranno questi simpatici meccanici? Purtroppo la curiosità resterà tale, perché un brutale e forzatissimo salto in avanti nel tempo ci porterà immediatamente alla presentazione della macchina perfettamente ricostruita. Insomma della riparazione non sapremo mai nulla.

Come nulla è questo film, se non un’accozzaglia di cose già viste e messe in scena malissimo, una pessima ironia e ogni tanto scene di azione inebrianti come un valium sparato in vena; non manca neppure lo stereotipo della bella ragazza che si intende di motori e che lascia quindi tutti a bocca aperta... E non manca nemmeno la rivalità tra piloti, che esplode quando Mr Brewster capisce di essere meno veloce di Marshall. Questa ferita nell’orgoglio porterà ad una sfida a tre, in cui morirà uno dei meccanici, Dino il cattivone non lo soccorrerà e il povero Tobey verrà incolpato ingiustamente e imprigionato. Non avevate mai sentito una trama del genere, vero?

 

Ovviamente anche il periodo in carcere viene saltato a pie’ pari, grazie al geniale stratagemma della scritta in sovraimpressione “due anni dopo”; era troppo alto il rischio di approfondire le riflessioni e proporre un interessante sviluppo del percorso interno di Tobey durante la reclusione.

Quindi, ecco la decisione degli autori di rimettere il protagonista dietro al volante. Prima del rilascio, Tobey telefona all'uomo che ha comprato la Mustang "ricostruita" per farsela consegnare, il quale non può certo dir di no all'allettante richiesta di regalare la sua macchina da 3 milioni di dollari ad un galeotto, che la vuole utilizzare per consumare la sua vendetta. Tobey potrà dunque cercare di battere Dino, ma per farlo deve intraprendere un lungo viaggio verso la California, luogo in cui si terrà la "De Leon", gara supersegreta a cui solo i migliori possono partecipare.

 

Durante il tragitto i nostri eroi si troveranno diverse volte con la polizia alle spalle, ma per fortuna uno di loro ha la grande dote di saper rubare elicotteri ed aerei come fossero caramelle -  così può controllare la situazione dall'alto - .

È poi da segnalare la presenza di uno speaker radiofonico onnipotente che dal suo studio può vigilare e contattare chiunque, oltre che uploadare immagini e quant'altro in uno spazio online – neanche a dirlo – visibile a chi lui desideri. Costui è interpretato da un bollitissimo e delirante Michael Keaton, ed è proprio lui l'organizzatore della segretissima gara, talmente segreta che non fa che parlarne alla radio.

Alla fine, anche la tanto attesa De Leon si rivela noiosa come una Indianapolis per tricicli, ma ha avuto almeno il pregio di accendere le nostre speranze di essere quasi giunti alla fine della pellicola: need for speed to leave the cinema.

 

Gian Neeson & Cri Elektra

HO SCOPERTO CHE...

- Senza indossare alcuna divisa e dicendo di essere dell’esercito è possibile rubare un elicottero militare ed il soldato in esso contenuto.

- È possibile interagire con un conduttore radiofonico toccando il display dell’autoradio

- Riparare una macchina vuol dire costruirla

- La polizia, per fermare dei criminali, lancia le proprie autovetture nel mezzo di strade aperte al traffico

- Un navigatore non può avere i tacchi

- Le telecamere degli elicotteri per i giornalisti sono installate all’interno delle orbite oculari dei piloti

- Il modo migliore per licenziarsi è spogliarsi davanti a tutti i colleghi.

 

VOTO: 7

violenza immotivata: 7

sesso gratuito: 2

brutti effetti speciali: 3

banalità: 10

umorismo pessimo: 8

errori: 8

illogicità: 9

sonnolenza sviluppata: 9

 

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Commenti: 1
  • #1

    Gianluca (domenica, 20 novembre 2016 22:40)

    Effettivamente è proprio una ca**ta di film. Il doppiaggio è pure peggio.