ATOR IL GUERRIERO DI FERRO

L'INDICIBILE ORION

Una vecchia strega dalla chioma fulva ha operato un potente maleficio: privata della facoltà di uccidere gli esseri umani, decide di torturarli creando con un sortilegio il terzo capitolo della saga di "Ator".
Avete voglia di cimentarvi nella visione?  Sick Matt vi ha preceduto...

ATOR IL GUERRIERO DI FERRO - IRON WARRIOR - 1987

Italia - 82'

REGIA: Al Bradley (Alfonso Brescia)

SCRITTO DA: Steven Luotto, Alfonso Brescia

CON: Miles O'Keefe (Ator), Savina Gersak (Principessa Janna), Elizabeth Kaza (Phoedra), 

IN BREVE

Sono qui narrate le avventure di Ator, il Guerriero di Ferro, che destreggiandosi tra mille peripezie alla fine non riesce a dipanare un fondamentale dubbio: CHI HA VINTO???

RECENSIONE

Il terzo capitolo della saga “Ator”, l’unico orfano di Joe D’Amato alla regia, si presenta allo spettatore come una demente incursione nel genere "sword and sorcery".

 

Ci troviamo in un mondo fantastico fuori dal tempo, sfondo per le peripezie del funambolico "Ator", una specie di barbaro - piuttosto inetto a dir la verità- costretto a destreggiarsi tra le molteplici sfide offertegli dalla caotica trama.
Tra queste, spicca per importanza il conflitto con la malvagia strega Phoedra, megera piuttosto incazzata anche perché privata della capacità di “procurare la morte” alle persone. Questo il pretesto atto a trascinare gli eventi oltre il limite del consentito.


Il presunto palestrato Miles O’Keeffe -poi Dracula in Waxwork di Hickox- veste (?) per la terza volta i panni del protagonista, forte di una prestazione da pesce surgelato immerso in padella. Certo, la colpa non è solo sua: il copione gli regala circa 2-3 battute per tutto il film, costringendolo viceversa a scapicollarsi tra le varie ed imbarazzanti scenografie.

Il problema è anche l’incapacità nel capire quali siano i “poteri” del sedicente "Guerriero di Ferro": forse la forza da girino? O la lentezza da lumaca? O forse ancora la movenza da burattino? Scherzi a parte, la sua skill più evidente è l'abilità con la spada, che però, ovviamente, non giustifica un’intera pellicola montata attorno la sua mesta figura.
Solo un foulard sembra conferirgli poteri soprannaturali: appena indossato, si trasforma addirittura un altro attore, più grasso e coi capelli bianchi, che presto si scaraventa contro intere schiere di nemici con tanto di effetto velocizzante 8X.

 

La messinscena ci ricorda vari film campioni di incasso del tempo: Conan il Barbaro, Excalibur, Indiana Jones. Di quest’ultimo ritroviamo addirittura alcune famose scene rivisitate in versione povera, con tanto di pupazzi a simulare gli sventurati attori. Le ambientazioni non sono da meno: nonostante l’indubbia bellezza di Malta, location del film, è il cartongesso ad erigersi come incontrastato protagonista della scena. E quando gli scenari finti non bastano, l'intera troupe si sposta in una grotta, espediente già usato da Ciro Ippolito in "Alien 2: Sulla Terra".

 

Frotte di guerrieri inviperiti si fiondano giù per le aride terre insulari, pronti ad uccidere il povero barbaro protagonista. Alcuni paiono turchi, altri arabi, altri ancora combattenti ostrogoti… la miscela si fa presto indigesta, oltremodo appesantita dall’incedere caotico delle riprese.
Mentre il povero O’Keeffe si marmorizza sullo sfondo, i fotogrammi si alternano con disarmante sconcerto: la pellicola potrebbe anche essere riprodotta al contrario, oppure un minuto sì e dieci no, il risultato non cambierebbe. Il problema deriva anche dal copione, vero e proprio incubo su carta, probabilmente elaborato durante il sonno in una notte di cattiva digestione.
Risultato: il rapporto causa-effetto viene completamente smarrito, tanto che sul finale il paradosso è talmente marcato da necessitare d'un raffazzonato spiegone per esplicitare chi ha vinto e chi ha perso!

 

A fare le spese di quest’aberrazione su celluloide (come sempre) è lo spettatore, costretto a trangugiare un polpettone asciutto senza ausilio di liquidi. Eppure questa ennesima costrizione ci piace, e anche molto. Sarà la messinscena onirica, l’intreccio impossibile o i combattimenti surreali, ma alla fine l’oretta passata in compagnia di Ator si rivela esaltante e divertente. Anche i palati più raffinati non rimarranno delusi: siamo pronti a scommetterci.

Noi ci riserviamo di reperire i restanti 3 capitoli della saga, certi che, nemmeno attraverso le più potenti magie, potranno rivelarsi dei bei film.

 

Sick Matt

SCENA MEMORABILE

La famosa "scena delle lance" vince la palma d'oro: godetevi lo scambio di giavellotti tra Ator e Trogar... sommo esempio di sceneggiatura scritta sotto l'effetto di droghe pesanti!

HO SCOPERTO CHE...
- Due spade sono meglio di una. 
- Gli immortali si possono uccidere con il fuoco.
- I vermi sono sempre avidi. 
- Tutto ha un principio. 
- Puoi sopravvivere all'incendio della tua capanna nascondendoti sono una coperta bagnata. 
- Non sempre si sa chi ha vinto e chi ha perso. 

- Non esiste sulla terra premio migliore di "quello". 

CITAZIONI

" Quei vermi sono molto famelici, Vostra Maestà. Rovina e distruzione su di te!" 

 

"Forse ho trovato la soluzione, dobbiamo combattere il fuoco con il fuoco."
"Ci ho pensato anch'io."

"Non so perché, ma sembri diversa, Diva"
"Ogni cosa cambia, ogni cosa resta com'era" 

 

"MA allora chi ha vinto e chi ha perso, sorelle?"
"Chi ha vinto?"
"E' chiaro chi ha vinto: Joanna."
"E' riuscita a conquistare Ator anima e corpo."
"E lui non poteva essere più felice"
"Una donna innamorata non può essere una strega" 
"Non esistono poteri come quelli di una donna innamorata"
"E non esiste sulla terra premio migliore di quello" 
"Di quale??" 
"GIA' DI QUALE???? Ah ah ah ah ah!

VOTO: 10

violenza immotivata: 9

sesso gratuito: 8

brutti effetti speciali: 9

banalità: 1

umorismo pessimo: 1

errori: 8

illogicità: 10

sonnolenza sviluppata: 1

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