SENZA ESCLUSIONE DI COLPI 

LA "STORIA VERA" DI UNO SPARAPALLE

Un esordiente Jean Claude Van Damme si cala nei panni del megalomane americano Frank Dux, sedicente pluri-vincitore di un torneo di arti marziali talmente segreto, che nessuno ne ha mai trovato traccia...

Che il KUMITE abbia inizio!

SENZA ESCLUSIONE DI COLPI - BLOODSPORT - 1988

USA  - 92'

REGIA: Newt Arlnold

SCRITTO DA: Sheldon  Lettich, Christoper Cosby 
CON: Jean Claude Van Damme (Frank Dux), Bolo Yeung (Chong Li), Donal Gibb (Ray Jackson), Forest Whitaker (Rawlins), Leah Ayres (Janice Kent)

IN BREVE: 
Frank Dux, dopo essere stato maltrattato dal suo vicino di casa giapponese per l'intera adolescenza, decide di sostituirsi a suo figlio morto per partecipare al terribile torneo mortale "Kumite". 

RECENSIONE:
Tratto dalla “storia vera” di Frank Dux, “senza esclusione di colpi” racconta l'avventura di un ragazzotto che decide di partecipare ad un combattimento all'ultimo sangue ad Hong Kong, per compiacere un suo vicino di casa malato.
Parliamoci chiaro, si tratta di un triste episodio nella storia del cinema: milioni di ragazzini che hanno eletto il Frank Dux di “senza esclusione di colpi” a loro idolo di gioventù, saranno ora delusi leggendo questo.

Ebbene sì, tutta la tensione che avete provato nel vedere Van Damme combattere il cattivissimo Chong Li è stata mal riposta: il perverso Li non è mai esistito...

Nonostante ciò, questa pellicola è quanto di meglio la filmografia di JCVD possa offrire per almeno 3 motivi.

Primo, perché si assiste allo sviluppo del personaggio interpretato da Van Damme su almeno 3 linee temporali distinte: preadolescenza, adolescenza e giovinezza.
Il giovine Dux è interpretato da un ragazzino non particolarmente sveglio e con gli occhi marroni; mentre Dux senior è un JCVD truccato, impomatato e con iridi color del cielo.
Seguire i flashback sarà però semplice, perchè caratterizzati dal Van in versione cotonata e con guanciotte rubiconde.

Secondo, perché vengono esplorate estensivamente le peculiarità fisiche del nostro artista preferito: spaccate che superano i 180°, rotazioni multiple degli arti inferiori, articolazioni che gridano vendetta, torturate e snaturate in configurazioni quasi Escheriane.


Terzo perché rappresenta l'archetipo del film sulle arti marziali, dove i buoni sono buonissimi, i cattivi sono cattivissimi, dove non può piovere per sempre e non esistono più le mezze stagioni.

In totale accordo con quanto sopra, non si esce dal classico seminato del canovaccio standard, a cui si aggiungono approfondimenti “anatomici” su JCVD.
C'è qualche primo piano delle chiappe di Jean Claude, qualche cenno di smandibolata, un po' di violenza posticcia, una pera di buonismo da pomeriggio della tv dei ragazzi ed il solito torneo ad esito telefonato, anzi, inviato con piccione viaggiatore, già al primo scontro.
Una nota di merito va alla colonna sonora, soprattutto alla “canzone del Kumite”, un pezzo ballabile dedicato al torbido torneo.

Si procede al ritmo standard per il genere fra il tipico allenamento nella foresta e il classico servizio in tavola con occhi bendati: non è forse questo quello che ci si aspetta quando ci si iscrive ad un corso di ju-jitsu?
E non osate pensare che ciò non si rivelerà la mossa vincente nel gran finale, di cui non vi svelo nulla, semplicemente perché in “senza esclusione di colpi” gli unici ad essere esclusi sono i colpi di scena.
Vi dirò di più, se siete appassionati del genere, il finale lo avete già visto: è lo stesso identico finale de “il ragazzo dal kimono d'oro parte II”.
Forse, forse, mi viene da pensare, non siamo stati i soli a vederlo: dopotutto nel 1988 Frank Dux stava proprio collaborando alla stesura della sceneggiatura di “bloodsport”... chi copiò chi? Non ci è dato sapere; ma non è molto importante: se il vostro intento è morire con il ricordo di un bel film negli occhi, qualsiasi dei due guardiate, non dovrete cavarvi i bulbi oculari per lasciarne impressa la visione.


Erin Warner

SCENA MEMORABILE

"Questo non è un cameriere" 

La scena è talmente bella da meritare una didascalia alla Magritte. 

HO SCOPERTO CHE: 

- Ogni anno, negli anni Ottanta, si teneva il Kumite, un torneo senza regole  in cui potevano partecipare rappresentanti di tutti gli sport da combattimento.

- Frank Dux ha vinto il Kumite ad occhi chiusi

- Ci sono poche cose che una spaccata non può fare

- Per diventare campione di arti marziali, bisogna imparare a servire il tè bendati.

- Nessuno può parlare del Kumité.

CITAZIONI


"Le arti marziali sono per me una scienza!"


"Quando combatterai, il mio spirito combatterà con te al KUMITE'!"


"Questo è il più grande Kumitè del secolo!"


"OK USA!"


"I mattoni non reagiscono..."


"Tu sei quell'americano che ieri ha spaccato il mattone, non è vero?"
"Ed è pronto a spaccarvi la testa se non ve ne andate subito!"


"Picchia al fegato... e ricorda: stai lontano dalla sua gamba destra!"

VOTO: 8

violenza immotivata: 9

sesso gratuito: 6

brutti effetti speciali: 2

banalità: 4

umorismo pessimo: 5

errori: 8

illogicità: 6

sonnolenza sviluppata: 3

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