KAW - L'ATTACCO DEI CORVI IMPERIALI

CRAAAA!

Ah, i film sui corvi! Ne ricordo alcuni memorabili: almeno uno in cui moriva il protagonista, diversi in cui ci si travestiva da corvo, alcuni in cui i corvi erano zombi, alcuni in cui c'erano degli spaventapasseri, ma questo ancora mi mancava. Il solito cast ignoto ai più, degli animali impazziti come protagonisti, l'origine 100% canadese,  la promessa di intrattenere per meno di un'ora e mezza: c'è altro che potrebbe spingervi a guardarlo? Forse  sapere che nessun animale è stato maltrattato durante le riprese del film: quello lo hanno lasciato per gli spettatori.

KAW - KAW - L'ATTACCO DEI CORVI IMPERIALI - 2007
USA/ Canada - 89'
REGIA: Sheldon Wilson

SCRITTO DA: Benjamin Sztajnkrycer

CON: Sean Patrick Flanery (Wayne), Stephen McHattie (Clyde), Kristin Booth (Cynthia)

IN BREVE

Uno stormo di corvi assassini assedia una cittadina canadese ed i suoi abitanti.

RECENSIONE

Nel 1890, Van Gogh dipinse il “Campo di grano con volo di corvi”, quadro permeato da un alone cupo e malinconico. Esattamente 117 anni dopo, il canadese Sheldon Wilson ripercorre le gesta del famoso pittore olandese, con “Kaw – L’attacco dei Corvi Imperiali”.
Rimanendo in tema di raffronti sfacciati, potremmo anche citare la pellicola “Gli Uccelli” di Alfred Hitchcock, ma rischieremmo una denuncia per “recensione in stato d’ebbrezza”, pertanto evitiamo...
Torniamo seri (mentre Hitchcock si rivolta nella tomba): il film è, molto semplicemente, uno dei peggiori zeta mai realizzati con protagonisti degli animali.
Kaw-kaw, direte voi: come titolo manifesta, gli antagonisti sono dei FAMELICI CORVACCI ASSASSINI, assetati di sangue umano… COSA? Va da sé che ci vorrebbe una buona dose di immaginazione per identificare i suddetti uccelli come possibile pericolo… probabilmente lo sceneggiatore non potrebbe mai percorrere la strada che mi separa dal posto di lavoro… Con tutte quelle cornacchie in agguato, rischio la morte ogni mattina!

 

Ottenere un effetto “paura” ingiustificato è, però, piuttosto semplice. Basta far sì che tutti i personaggi appaiano come spaventati alla vista dei volatili. Peccato che, al contrario, gli stessi uccellacci si dimostrino piuttosto indifferenti al nuocere in qualsivoglia maniera. Placidi sul trespolo, sembrerebbero preferire la quiete allo svolazzìo, forse in attesa di un osso di seppia su cui pulire il becco.

 Pertanto, per corroborare la loro presunta aggressività, il regista si affida alla commistione di fotogrammi deliranti: le sequenze di un corvaccio imbestialito che gracchia si ripetono con irritante insistenza, colmando, ad intervalli regolari, i momenti di stanca.

 

Poi, sul più bello, scattano gli attacchi: i corvi si riversano sui malcapitati protagonisti, non risparmiando beccate a destra e a manca. Possono davvero uccidere qualcuno in questo modo? Sembrerebbe di sì… Molteplici attorucoli periscono in seguito alla setticemia causata dalle ferite; altri, per semplice fannullaggine.

I momenti di vitalità non sono propriamente sovrani, così, per connettere una scorreria di corvi e l’altra, ci si affida a lunghi e tediosi dialoghi, riguardanti la quotidianità del pigro sobborgo canadese.
Non serve aggiungere che chiunque preferirebbe assistere ad un falò di fantoccio, piuttosto che a questo scempio audio-visivo.

 

Anche dalla sezione grafica si registrano innumerevoli magagne: gli stormi sono realizzati con un software probabilmente recuperato dal cestone 3 X 2 di un discount di elettronica cinese, così che la veridicità si pone a livelli infimi. Gli effetti "loop" e “copy&paste” vengono grossolanamente rimarcati, con lo stesso corvo malamente sdoppiato x-volte a ricreare un ammasso informe e sgranato.

 

Non mi è concesso svelare cosa ha scatenato l'ira dei volatili canadesi. Per non anticiparvi lo sconcertante finale, vi lascio con un indizio: il "morbo della mucca pazza"... E ciò è più che sufficiente...

 

Ma nel lavoro si nascondono anche dei lati positivi, come gli importanti insegnamenti di vita. Ad esempio, i consigli sul come non indispettire i corvi: muoversi piano, non incrociare lo sguardo, non fare rumore… fate tesoro di questi utilissimi trucchi per “non lasciarci le penne”.
Come allenamento, potreste cominciare coi piccioni del Duomo, magari durante la vostra prossima trasferta a Milano, per poi passare a volatili più impegnativi.

 

Per via dell’altro grado di sonnolenza provocato, il giungere illesi al termine della visione certifica automaticamente un livello di resistenza sovraumano. E con la contestuale promozione al grado di “Spaventapasseri”, la raccomandazione è quella di esplorare qualche pellicola del genere “Cereali”, certamente più adatte a spettatori del vostro calibro.

 

Sick Matt

SCENA MEMORABILE

Quando questi corvi non riescono a sfondare i vetri, utilizzano un sistema inconsueto per assalire gli occupanti di un autobus: lanciano pietre contro i finestrini...

HO SCOPERTO CHE...

- I corvi sono animali poco socievoli

- E' difficile vedere più di due corvi assieme.

- I corvi sono intelligenti come cani. E anche di più.

- Per far scappare i corvi, il miglior sistema è strombazzare col clacson.

- Se uno stormo di corvi ti attacca, il miglior sistema di difesa è ucciderli uno ad uno col fucile.

- Dopo una sessione di beccate di corvo, la durata media di vita è cinque minuti.

CITAZIONI


"Guarda quelle cornacchie... sono enormi!"
"Non sono cornacchie, quelli sono corvi"


"Mia nonna diceva che i corvi sono gli occhi del diavolo!"

VOTO: 7

violenza immotivata: 8

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 7

banalità: 8

umorismo pessimo: 2

errori: 5

illogicità: 6

sonnolenza sviluppata: 7

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    steffy (lunedì, 02 marzo 2015 23:46)

    Fantastica recensione come sempre...