MARZO 2015 - SUPERFAST & SUPERFURIOUS

SUOR-PRESA!

SUPERFAST! - SUPERFAST & SUPERFURIOUS, SOLO PARTY ORIGINALI - 2015
USA - 100 min
REGIA:Jason Friedberg, Aaron Seltzer
SCRITTO DA: Jason Friedberg, Aaron Seltzer
CON: Lili Mirojnick (Jordana), Dale Pavinski (Vin Serento), Andrea Navedo (Michelle), Alex Ashbaugh (Lucas White)

IN BREVE

Un poliziotto si infiltra in un giro di corse clandestine, ma le sue battute sono talmente disgustose che il pubblico in sala si rifiuta di ascoltarlo.

RECENSIONE

Nove euro di biglietto, una sala completamente vuota e, sullo schermo, una bella fila di chiappe che scorreggiano a ritmo di motori.
Quando ci rechiamo al cinema per riportare in auge lo “zeta del mese”, ad attenderci troviamo il nuovo aborto di Friedberg e Seltzer (gli autori di 3ciento, Mordimi, Angry Games: La Ragazza con l’Uccello di Fuoco): SUPERFAST & SUPERFURIOUS, che, come avrete capito, è la parodia della saga “Fast & Furious”.
Sembra quasi impossibile, ma il paventato disastro si dimostra ancora peggiore del pronosticato. Quello che difatti si dipana dinnanzi i nostri occhi, difficilmente può essere definito “film”, ma piuttosto "agglomerato di insulsaggini in grado di offendere l’intera umanità".

 

Gli autori la fanno subito semplice: prima regola, non far ridere… MAI! Le trovate vi sembreranno come riciclate da un cinepanettone nostrano, privo però della componente cafona: non ci era mai capitato di rimpiangere gli odiati sketch di Boldi e DeSica!

Nemmeno ciò che avrebbe potuto salvare la baracca, ovvero quella nota sporcacciona in stile “Porcelloni in Vacanza”, viene presa in considerazione… si ricorre addirittura all'utilizzo della censura per mascherare i seppur sporadici nudi, in una sorta di perbenismo ingiustificato a favor di teen-ager.

 

Insomma, poca maleducazione e tanto umorismo da oratorio, con la sceneggiatura che, ignorati i già pochi spunti interessanti, si avvicenda in tutta la sua noia e dabbenaggine.

Per barcamenarsi quel tanto che basta, il tutto si riduce ad una serie di dialoghi sconclusionati, con gag protratte fino alla nausea, tutte più lunghe di almeno dieci volte il richiesto.
Ad accompagnare questo scempio, l’infame marchio di fabbrica F&S: riferimenti ai social network, al mondo di internet ed ai personaggi sconosciuti ai maggiori di 12 anni, in uno spettacolo oltremodo pietoso.

 

Seguire le disavventure di “Vin Serento detto Torello” non sarà pertanto una passeggiata. La prima porzione di quella che dovrebbe essere “la trama”, ripercorre in chiave demente le gesta del primo “Fast & Furious”. Poi, con il susseguirsi dei minuti, un sosia di “The Rock” innesta riferimenti provenienti dai capitoli successivi.

Una delle gag più imprudenti vede il finto Dwayne Johnson rivelare con una lampada UV delle tracce di sperma sulle sue guance: sinceramente non abbiamo capito se tale secreto provenga dal “baby oil” che ama spalmarsi addosso, o se il riferimento va ad un qualche episodio che ignoriamo.

Il fondo è stato toccato, ma rimane ancora il tempo per scavare. Dispiace per i miserabili attorucoli che hanno preso parte a questo disastro; non hanno i tempi comici e non sono nemmeno simpatici. Probabilmente non troveranno più lavoro nemmeno come comparse in “Un posto al Sole”.

 

Quando il campionario di gag da caserma alfine si esaurisce, per accattivarsi il favore del pubblico le lo scherno viene rivolto al mero sfottò omofobo. Secondo gli sceneggiatori, difatti, qualcuno nel 2015 dovrebbe ancora ridere perché una lesbica finge di non esserlo, oppure perché un omaccione muscoloso si atteggia con movenze da donna. Una comicità davvero raffinata!

 

La pietra tombale è però la mesta sfilata di stereotipi da ridicolizzare (male):“Rapper Cameo”, “Asiatico Fico” e “Modella Aspirante Attrice”. E giù a ridere (deduco): il vero problema è proprio capire, in mezzo alle numerose minchiate, quali siano le battute!

 

E non finisce qui: il carico da novanta è giocato dal solito "doppiaggio all’italiana”.
Come già sappiamo, molto spesso i nostrani addetti ai dialoghi amano infarcire le parodie d’oltreoceano con inflessioni dialettali tipiche del belpaese. Ovviamente, anche in questa occasione nessuno si è risparmiato: “l’Asiatico Fico” si esprime come nella peggiore versione di cinese ignorante, qualche personaggio parla con accento napoletano, qualcun altro in siciliano.

Rimane da capire come mai nel trailer “l’Asiatico Fico” viene rinominato “Limoncello”, mentre “Rapper Cameo” è definito “Ciccio Nero”… Forse il responsabile della promozione al film era un consigliere della Lega Nord in incognito?

 

Il mix si è fatto micidiale: razzismo, omofobia e battute scadenti. Come possa tale patchwork possa aver raggiunto un minutaggio decente è un mistero ancora celato. L’imbarazzo si abbatte sui presenti, increduli davanti a tanta sfacciataggine.
Il sonno sembra essere l’unica via d’uscita, anche perché il rimanere svegli serve solo ad incrementare l’incazzatura per il tempo gettato al vento. Una segnalazione a tutti coloro scampati all’abbraccio di Morfeo: le solite papere banalotte sui titoli di coda, ulteriore mattonata atta ad affossare definitivamente il morale del malcapitato pagante.

 

A visione terminata, resta solo una possibilità per rispondere all’affronto: abbandonare la sala in maniera “superfast”, quindi presentarsi in modalità “superfurious” dalla direzione del cinema, a reclamare il prezzo dell’intero biglietto.

 

Sick Matt

HO SCOPERTO CHE...

- Un cartello stradale che colpisce in testa un uomo dovrebbe far ridere.

- E' possibile visionare un film comico senza mai ridere per tutta la sua durata.

- Doppiare un trailer con un pizzico di razzismo dovrebbe invogliare a vedere un film.

- Esistono molti personaggi famosi di cui ignoro l'esistenza.

- Friedberg e Seltzer non sono ancora andati a vivere sotto un ponte.

VOTO: 1

violenza immotivata: 6

sesso gratuito: 3

brutti effetti speciali: 7

banalità: 10

umorismo pessimo: 10

errori: 8

illogicità: 9

sonnolenza sviluppata: 8

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Commenti: 1
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