JOURNEY TO THE CENTER OF THE EARTH

WELCOME TO ATLANTIS CITY

Un film che parla dei potenziali rischi della professione di babysitter: avere a che fare con bambini pestiferi, portare a spasso dei cani e finire per errore al centro della terra. 

Il tutto parzialmente diretto ed infine disconosciuto dallo stesso regista. 

Semplicemente un capolavoro. 

JOURNEY TO THE CENTER OF THE EARTH - 1998
USA - 100 min (77 min)
REGIA: Rusty Lemorande, Albert Pyun
SCRITTO DA: Debra Ricci, Regina Davis, Kitty Chalmers, Rusty Lemorande
CON: Emo Philips (Nimrod), Paul Carafotes (Richard), Nicola Cowper (Crystina), Ilan Mitchell-Smith (Bryan)

IN BREVE

Una babysitter finisce al centro della Terra e trova l'amore.

RECENSIONE

Chissà se, come nel mitologico Valhalla, tutti gli attori che hanno partecipato a film sul centro della Terra si ritroveranno, magari proprio nelle profondità del pianeta, per rimembrare le proprie epiche gesta.
Ai vari Aaron Eckart, Brendan Fraser, Craig Sheffer e David Dundara, aggiungiamo oggi Emo Philips e Nicola Cowper, traghettatori in questo fantasioso viaggio verso ATLANTIS City.

 

Come avrete capito, anche oggi siamo qui a narrarvi dell'ennesima incursione nel sottosuolo, tutto grazie a questo originalissimo titolone: “Journey to the Centre of the Earth”.
Cosa mai potrà aggiungere alla lunga sfilza di gesta sull'argomento? Quali espedienti utilizzerà per incollare gli spettatori alla poltrona?

 

Beh, tanto per cominciare, è certamente l’unica pellicola dove il centro della Terra viene raggiunto direttamente a piedi -e piuttosto agevolmente- da una stradina dietro un albergo.

Proprio così: nello specifico un cane, una bambinaia e due ragazzotti, smarritisi durante una gita fuori porta per sfuggire ad un VULCANO IN ERUZIONE!

Insomma, follia allo stato puro. Ma il delirio non è che all'inizio.
Pensate che il centro della Terra è abitato da punk in stile post-atomico, che stanno cercando in tutti i modi di invadere la Terra "di sopra"...

 

Quale mente malata potrebbe mai nascondersi dietro un delirio del genere? Forse sceneggiatore e regista hanno alzato un po’ il gomito prima delle riprese? O semplicemente ci troviamo davanti al nuovo, farneticante lavoro di James Glickenhaus?

 

Niente di tutto ciò. Dietro questo contesto sgangherato si nasconde una motivazione di pura natura economica, legata ad una storia di fallimenti squinternata quanto la trama stessa.
Il regista “ufficiale” Rusty Lemorande ha in realtà girato solo i primi 8 minuti di pellicola, poi ha gettato la spugna. Il resto è costituito da ciò che sarebbe dovuto essere il sequel di “Un’aliena al centro della Terra” (1988), di Albert Pyun, preso e rinominato ad hoc per onorare gli impegni con la casa produttrice.
I finanziatori, probabilmente, necessitavano semplicemente di “un film”, indipendentemente di come questo potesse presentarsi: una sottospecie di Frankenstein in celluloide, talmente malfatto da sfidare le leggi universali del causa-effetto.

 

Buona parte del minutaggio è speso tra gli spogli e ripetitivi corridoi di pietra, labirinto tanto per i protagonisti quanto per le menti degli spettatori. Poi, come incollata a casaccio, parte la sottotrama della città sepolta, che per qualche momento sembra prendere piede.
Sul più bello, però, tutto viene interrotto, con un taglio alquanto ingiustificato. Musica a palla e via, scatta un gran finale raffazzonato.
Dei 100 minuti millantati, la versione italiana da me visionata ne conta si e no 75, dei quali ben quindici (nel finale) passati tra presentazioni dei personaggi (senza però menzionare i nomi degli attori) e titoli di coda (che scorrono con una lentezza snervante).
Cosa non troverete in mezzo a ciò? Il nano peloso visibile sulla copertina.

 

Abbiamo capito poco, ma forse è meglio così. Tra attori spariti e riapparsi senza motivo, personaggi che sembrano essere protagonisti, ma in realtà vengono trattati come comparse, abitanti del sottosuolo che cambiano colore di pelle, scenografie simili ad un’attrazione di Gardaland, ed effetti speciali semplicemente “non pervenuti”, l’unica scelta sensata pare quella di spegnere la televisione.
Come tradizione vuole, diverse carriere sono state affossate, sepolte sotto infiniti strati di sedimento. Solo la subduzione potrà riqualificarle, trasportandole nell’unico posto del Pianeta dove certe performance sono apprezzate: il suo caldissimo centro.

 

Sick Matt

SCENA MEMORABILE

Alla fine la protagonista ed un abitante di Atlantis si sposano.
Mi sono perso qualcosa?

HO SCOPERTO CHE...

- Due dita assieme non possono essere spezzate

- Si può addestrare un cane a cercare l'acqua.

- Il vapore si trasforma in acqua.

- Al centro della Terra si può bere acqua bollente.

- Gli abitanti del centro della Terra sono sensibili all'heavy metal

CITAZIONI

 

"Sembra di stare sulle Alpi"
"...O sulle montagne russe!"

 

"Ci sono mai terremoti da queste parti?"
"Qui sotto c'è di tutto!"

 

"Non ho mai visto niente del genere...credo che sia un'indicazione"

"Sei un esperto di graffiti?"

"L'impronta di un dinosauro?"

"No... l'ha fatta un uomo: è stato scolpito!"

"A me sembra un'eruzione: è tipica delle rocce magnetiche!"

"Insegni queste cose al cane?"

"E' normale istruzione inglese"

"Sei davvero frizzante... come un thé"

 

"Usciremo di qui... dovessi scavare un buco fino in Cina"

 

"Sei ad Atlantis City"

"New Jersey?"

"No, sei nel centro della Terra!"

 

"Dovevo soltanto portare un cane a fare un bagno. E ora mi ritrovo al centro della Terra... e non so nemmeno dove sia finito il cane.

 

 

VOTO: 9

violenza immotivata: 4

sesso gratuito: 1

brutti effetti speciali: 8

banalità: 1

umorismo pessimo: 7

errori: 10

illogicità: 10

sonnolenza sviluppata: 7

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